Hari Anggara/NurPhoto via Getty Images
Tempo di lettura stimato: 2'
L’11 agosto 2026 il parlamento libanese ha approvato la legge che abolisce la pena di morte sostituendola con l’ergastolo ai lavori forzati, ufficializzando una moratoria sulle esecuzioni in vigore dal 17 gennaio 2004.
Una volta che il testo sarà stato firmato dal presidente della repubblica e pubblicato nella Gazzetta ufficiale, il Libano sarà il 114mo stato ad aver abolito la pena di morte.
In totale gli stati che non ricorrono più alla pena capitale per legge o per prassi sono 145, a fronte dei 54 che la mantengono.
“Il voto del parlamento libanese è una vittoria di enorme importanza, che ha trasformato una precaria sospensione delle esecuzioni nella protezione giuridica del diritto alla vita. La giustizia deve essere fondata sui diritti umani”, ha dichiarato Heba Morayef, direttrice di Amnesty International per il Medio Oriente e l’Africa del Nord.
“Ci aspettiamo che le autorità libanesi commutino tutte le condanne a morte, ratifichino il Secondo protocollo opzionale al Patto internazionale sui diritti civili e politici, che ha per obiettivo l’abolizione della pena capitale, e che portino avanti ulteriori riforme per rafforzare un sistema giudiziario basato sulla dignità, sull’equità e sul rispetto per i diritti umani”, ha aggiunto Morayef.
Amnesty International ha sottolineato che l’adozione della legge abolizionista, proposta da sette deputati il 7 ottobre 2025, è anche frutto delle iniziative delle organizzazioni della società civile quali l’Associazione libanese per i diritti civili, la Campagna nazionale per l’abolizione della pena di morte in Libano e l’Associazione giustizia e perdono.
Secondo la direzione delle carceri libanesi, alla fine del gennaio 2026 erano 85 i prigionieri in attesa dell’esecuzione.