Libano, le autorità proteggano i manifestanti dalla violenza dei gruppi filo-governativi - Amnesty International Italia

Libano, le autorità proteggano i manifestanti dalla violenza dei gruppi filo-governativi

26 novembre 2019

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Amnesty International ha sollecitato le autorità libanesi a garantire protezione ai manifestanti pacifici che nelle ultime notti sono stati attaccati da gruppi di facinorosi filo-governativi.

Durante le notti del 24 e del 25 novembre gruppi di uomini sventolanti bandiere dei gruppi Amal ed Hezbollah e a bordo di motociclette hanno percorso diverse strade principali della capitale Beirut e della città di Sour, insultando i manifestanti e incitando alla violenza contro di loro.

Con questo fare intimidatorio sono entrati in piazza dei Martiri a Beirut e in piazza Alam a Sour, centri dei raduni dei manifestanti nell’ultimo mese.

La notte del 24 novembre hanno lanciato pietre e agitato coltelli contro i manifestanti riuniti sul Ring Bridge, che collega la parte orientale e quella occidentale di Beirut. L’esercito è intervenuto coi gas lacrimogeni per disperdere aggressori e manifestanti e si è posto in mezzo ai due gruppi.

In entrambe le città gli aggressori hanno incendiato le tende dei manifestanti.

Le immagini di questi uomini che sventolavano bandiere di due partiti politici al governo, armati di bastoni, coltelli e pietre, dando fuoco alle tende, distruggendo proprietà private, aggredendo e picchiando manifestanti, sono estremamente preoccupanti e richiedono un’azione immediata e forte da parte delle autorità“, ha dichiarato Lynn Maalouf, direttrice delle ricerche di Amnesty International sul Medio Oriente.

Dall’inizio delle proteste, abbiamo documentato attacchi del genere a Beirut, a Sour e anche a Nabatiyeh. In alcuni casi gli aggressori erano armati. Da quanto sappiano, nessuno di loro è stato arrestato“, ha aggiunto Maalouf.

Questi attacchi coordinati delle ultime due notti sembrano il segnale di una pericolosa escalation. Le autorità devono agire immediatamente per proteggere i manifestanti e far rispettare il diritto di manifestazione pacifica“, ha concluso Maalouf.