Libano - Amnesty International Italia

Libano

19 ottobre 2019

Tempo di lettura stimato: 5'

Le forze di sicurezza libanesi hanno fatto uso della forza eccessiva per disperdere le manifestazioni, in larga parte pacifiche, del 18 ottobre a Beirut.

Il giorno prima, all’annuncio di nuove tasse da parte del governo, migliaia di manifestanti erano scesi in strada a Beirut, Tripoli, Zouk Mikhael, Tiro e in altre città accusando le autorità di corruzione e chiedendo riforme sociali ed economiche.

Alle 20 del 18 ottobre, poco dopo la fine di un discorso del primo ministro Hariri, a Beirut si sono sviluppate nuove manifestazioni, disperse entro le 11.30 dall’intervento delle forze di sicurezza.

Nostri Osservatori hanno seguito le proteste a Beirut e in altre città del Libano, hanno intervistato 21 testimoni oculari e un’avvocata per i diritti umani e hanno esaminato immagini sull’operato delle forze di sicurezza.

Le forze di sicurezza hanno usato una grande quantità di gas lacrimogeni, puntato le armi contro i manifestanti e picchiato diversi di loro.

Dalle testimonianze raccolte è emerso che le forze di sicurezza hanno sparato in aria per allontanare i manifestanti da una barriera di sicurezza e poi ha lanciato gas lacrimogeni contro la folla per diverse ore.

Casi isolati di danneggiamento di proprietà non possono giustificare l’uso eccessivo dei gas lacrimogeni contro manifestanti per lo più pacifici e nulla può rendere lecito picchiare persone che stanno protestando. L’intenzione delle autorità era evidente: impedire le manifestazioni, in violazione del diritto di manifestazione pacifica“, ha dichiarato in una nota ufficiale Lynn Maalouf, direttrice delle ricerche sul Medio Oriente di Amnesty International.

Le autorità devono allentare la tensione, consentire a chi vuole manifestare in modo pacifico di farlo in sicurezza e senza timore di conseguenze e indagare sulle denunce di maltrattamenti ai danni delle persone arrestate“, ha aggiunto Maalouf.

Uso eccessivo della forza contro i manifestanti in Libano: le testimonianze

Maryam Majdoline Lahham è una testimone oculare. Stava riposando con degli amici in una tenda allestita dagli organizzatori della protesta. Intorno alle 22 i manifestanti hanno improvvisamente iniziato a correre nella loro direzione, inseguiti dalle forze di sicurezza.

Ci hanno tirato contro le pietre e hanno lanciato i gas lacrimogeni persino dentro alle tende. Tutti hanno iniziato a tossire cercando di scappare ma non c’erano vie di fuga. La gente ha iniziato a perdere i sensi“.

Fonti ospedaliere hanno riferito di almeno 64 ricoveri per intossicazione da gas lacrimogeni.

Un altro testimone ha reso questa dichiarazione: “Alle 22 non riuscivamo più a respirare a causa dei lacrimogeni e c’erano svenimenti. Alle 22.30 i blindati si sono presentati a Riad El Solh per evacuare la zona. Alcuni di noi sono andati verso Mar Likhayel, altri verso Annahar. I militari ci hanno inseguito picchiando e arrestando chiunque fosse a portata di mano. Eravamo tutti manifestanti pacifici. Hanno picchiato la gente coi manganelli e col calcio dei fucili, colpendo alla testa e sul corpo“.

Il giornalista Timour Azhari, del “Daily Star” ha ripreso in un video un gruppo di soldati che picchiavano e prendevano a calci un uomo già a terra.

Un’altra manifestante ci ha raccontato l’attacco delle forze di sicurezza nel quartiere di Saifi Village, dove lei e altre persone si erano dirette dopo lo sgombero di altre piazze: “Eravamo seduti, in modo del tutto pacifico. Ci hanno puntato le pistole addosso ordinandoci di andare via immediatamente. Ho temuto che ci avrebbero sparato e mentre correvamo via ho sentito dei colpi d’arma da fuoco. Un manifestante è stato picchiato sulla testa e stava sanguinando. Ho girato un video col telefonino, un soldato si è avvicinato minacciando di picchiare anche me“.

Le Forza per la sicurezza interna hanno reso noto, sulla loro pagina Facebook, di aver arrestato almeno 70 persone per “atti di vandalismo e saccheggio”.

Ghida Frangie, avvocata per i diritti umani, ha confermato che diversi degli arrestati sono stati picchiati e maltrattati sul posto e successivamente, mentre venivano trasferiti nelle stazioni di polizia.