Libia, costretta alla chiusura agenzia di stampa privata - Amnesty International Italia

Libia, costretta alla chiusura agenzia di stampa privata

9 dicembre 2010

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(9 dicembre 2010)

Il 7 dicembre la Libya Press, l’unica agenzia di stampa privata del paese, ha annunciato la decisione di chiudere i suoi uffici di Tripoli a causa di ‘intimidazioni da parte della sicurezza’ e dell’impossibilità di proteggere l’incolumità dei suoi corrispondenti nel paese.  L’agenzia ha riferito di essere stata costretta a prendere questo provvedimento dopo che i servizi di sicurezza avevano fatto sapere al gruppo al-Ghad (proprietario della Libya Press) che la sua presenza in Libia non era ‘desiderata’.
 

Si è trattato solo dell’ultimo episodio che ha visto coinvolti i mezzi d’informazione privati. In precedenza, tra i 4 e il 5 novembre era stato chiuso il settimanale ‘Oea’ (sempre di proprietà del gruppo al-Ghad) ed erano stati arrestati 22 tra giornalisti e impiegati, a causa di un editoriale che contestava l’incompetenza e la corruzione all’interno del governo. I giornalisti sono poi stati rilasciati l’8 novembre su intervento del leader libico Gheddafi ma, secondo la Libya Press, solo dopo essere stati ammoniti a ‘non tornare al lavoro’.