Libia, le parti in conflitto devono consentire l'arrivo degli aiuti umanitari a Sirte - Amnesty International Italia

Libia, le parti in conflitto devono consentire l’arrivo degli aiuti umanitari a Sirte

4 ottobre 2011

Tempo di lettura stimato: 4'

Di fronte alle notizie di un rapido peggioramento della situazione umanitaria nella città di Sirte, Amnesty International ha sollecitato tutte le parti coinvolte nel conflitto in Libia ad agire per risparmiare vite civili e garantire l’afflusso in condizioni di sicurezza degli aiuti umanitari.

Il Comitato internazionale della Croce rossa (Icrc) ha visitato Sirte sabato 1° ottobre, riscontrando una grave carenza di medicinali e altri beni di prima necessità, mentre gli attacchi indiscriminati in corso continuavano a mettere a rischio la vita della popolazione civile. È stata la prima volta, da metà settembre, in cui l’Icrc ha potuto portare aiuti umanitari, da quando a metà settembre la città è finita sotto assedio.

Entrambe le forze in conflitto devono prendere tutte le precauzioni necessarie per risparmiare la popolazione civile e devono istituire immediatamente corridoi umanitari per garantire l’arrivo in condizioni di sicurezza di beni di urgente necessità‘ – ha dichiarato Hassibba Hadj Sahraoui, vicedirettrice per il Medio Oriente e l’Africa del Nord di Amnesty International. ‘Tutti i civili che vogliono lasciare Sirte dovrebbero poterlo fare in dignità e sicurezza‘.

Per istituire corridoi umanitari, le due parti in conflitto dovrebbero istituire zone neutrali e percorsi negoziati e definiti in modo chiaro per consentire l’accesso umanitario ai malati e ai feriti.

I mezzi d’informazione hanno raccontato, in questi giorni, come la popolazione civile intrappolata a Sirte sia posta a rischio dai combattimenti in corso e sopravvivano grazie a forniture irregolari di medicine, cibo, carburante e acqua. Il principale ospedale di Sirte, Ibn Sina, è stato colpito durante l’ultimo fine-settimana.

Tutti coloro che prendono parte al conflitto hanno l’obbligo legale di risparmiare i civili, ponendo immediatamente fine all’uso indiscriminato dei razzi Grad e smettendo di sparare colpi di artiglieria e di mortaio sulle aree abitate‘ – ha aggiunto Hassiba Haji Sahraoui.

Il diritto internazionale umanitario proibisce l’uso di armi che sono di per sé indiscriminate o che non possono limitarsi a prendere di mira obiettivi militari.

Amnesty International ha raccolto prove di crimini di guerra da parte delle forze fedeli al colonnello Gheddafi per tutta la durata del conflitto, compresi attacchi indiscriminati e attacchi contro la popolazione civile: lanci di artiglieria, mortai e missili contro aree residenziali, armi inerentemente indiscriminate come le mine antipersona e le bombe a grappolo e posizionamento di carri armati e armi pesanti nelle aree abitate.

La Nato ha accusato le forze fedeli a Gheddafi di usare i civili di Sirte come scudi umani.
Le forze anti-Gheddafi hanno utilizzato razzi Grad, che essendo privi di guida costituiscono un pericolo mortale per la popolazione.

Il Consiglio nazionale di transizione, che si è pubblicamente impegnato a rispettare il diritto internazionale dei diritti umani e il diritto internazionale umanitario, deve garantire che le forze anti-Gheddafi rispettino tali norme ed evitare altresì vendette e altre rappresaglie‘ – ha aggiunto Hassiba Haji Sahraoui.