L'inventore dell'arma Ak47 si schiera a fianco della campagna Control Arms - Amnesty International Italia

L’inventore dell’arma Ak47 si schiera a fianco della campagna Control Arms

25 giugno 2006

Tempo di lettura stimato: 8'

Ak47: l’arma più diffusa e meno regolamentata a livello mondiale. Il suo inventore si schiera a fianco della campagna Control Arms

CS67-2006:26/06/2006

Un nuovo rapporto della campagna Control Arms, diffuso oggi in occasione dell’inizio della Conferenza mondiale dell’Onu sulle armi leggere e di piccolo calibro, denuncia che, a causa degli scarsi controlli esistenti, il fucile d’assalto Kalashnikov rimarrà l’arma più usata nelle zone di conflitto almeno per i prossimi vent’anni.

Nei suoi 60 anni di storia, mai come oggi il Kalashnikov viene prodotto da così tanti paesi e causa così tante vittime, migliaia e migliaia ogni anno. Ciò dipende dalla scarsità di controlli internazionali sulla sua produzione, sulla vendita e sull’utilizzo.

Il rapporto della campagna Control Arms stima che circolino oggi nel mondo fino a 100 milioni di Ak47 o sue varianti, realizzate sulla base del modello originale. Si trovano negli arsenali di almeno 82 paesi e sono prodotti in almeno 14 paesi, cui presto si aggiungerà il Venezuela, che – primo nel continente americano – ha recentemente firmato un accordo per l’assemblaggio locale di quest’arma.

L’elevato numero di centri di produzione nel mondo, l’ampia disponibilità di scorte e l’assenza di standard e di leggi globali per regolamentare il trasferimento dei Kalashnikov fanno sì che quest’arma finisca facilmente nella mani di intermediari, milizie armate e criminali privi di scrupoli.

Persino l’inventore dell’Ak47 chiede ora controlli più severi. In una dichiarazione rilasciata oggi per la campagna Control Arms, il generale Mikhail Kalashnikov afferma: ‘A causa della mancanza di controlli internazionali sulla loro vendita, le armi di piccolo calibro trovano facilmente modo per raggiungere chiunque nel mondo voglia usarle non solo a scopo di difesa nazionale, ma anche di aggressione, terrorismo e ogni forma di criminalità (…). Quando guardo la televisione e vedo armi di piccolo calibro della famiglia dell’Ak47 nelle mani di banditi, mi chiedo ‘come ha fatto quella gente a procurarsele?”

I responsabili della campagna Control Arms consegneranno oggi al segretario generale dell’Onu, Kofi Annan, la più grande petizione visuale del mondo, la ‘Petizione dei mille volti’. La petizione chiede controlli più rigorosi sulle armi e contiene le foto di un milione di persone (di cui 40.000 raccolte in Italia) di 160 paesi diversi. Questo numero sta a ricordare il milione di persone uccise dalle armi di piccolo calibro dal 2003, l’anno in cui è stata lanciata la campagna Control Arms.

Fuori controllo e privo di regole, l’Ak47 viene usato per ferire e uccidere, alimentando i conflitti e la povertà nei paesi più poveri. Un milione di persone in tutto il mondo ha firmato la nostra petizione per chiedere controlli più rigidi sulle armi. Alla Conferenza dell’Onu, i governi devono accettare regole globali sulla vendita delle armi di piccolo calibro e lavorare insieme per porre fine a tutta questa sofferenza‘ – ha dichiarato Jeremy Hobbs, direttore di Oxfam International.

L’ampia disponibilità dell’Ak47 e delle sue varianti è un’eredità della Guerra fredda. La sua produzione fu inizialmente promossa dal governo russo tra i paesi alleati, con scarsi controlli sugli accordi di produzione o, talvolta, in assenza di qualsiasi accordo. I milioni di Ak47 prodotti in quel periodo si trovano ancora in circolazione e sono attualmente commercializzati da numerosi governi e aziende di ogni parte del mondo.

L’Ak47 è il simbolo del modo in cui il commercio delle armi ha proseguito la sua corsa pazza, distruggendo cose e persone. Solo regole globali per controllare chi produce le armi e chi le acquista potranno assicurare che non finiranno nelle mani sbagliate‘ – ha aggiunto Irene Khan, segretaria generale di Amnesty International.

La proliferazione incontrollata dell’Ak47, così come di altre pistole e armi leggere, ha causato milioni di morti ed enorme sofferenza, specialmente nelle parti più povere del mondo. La prossima riunione mondiale sulle armi di piccolo calibro si svolgerà tra cinque anni. Se i governi non coglieranno questa opportunità per impedire alle armi di finire nelle mani sbagliate, altre 1.800.000 persone moriranno prima che si ripresenti un’altra possibilità di agire‘ – ha concluso Rebecca Peters, direttrice di Iansa.

Statistiche

Sulla base della tendenza attuale, 12.000 persone moriranno a causa delle armi di piccolo calibro durante le due settimane di svolgimento della Conferenza dell’Onu.
In varie parti dell’Africa un Ak47 può essere acquistato anche solo a 30 dollari Usa.
Nel mondo si stima circolino attualmente 100 milioni di Ak47.
Si calcola che dal 50 al 60 per cento delle armi usate nel conflitto nell’est della Repubblica Democratica del Congo siano Ak47 o sue varianti.
La produzione dell’Ak47 supera di 10 volte quella del suo più immediato rivale, il fucile d’assalto M16.
L’AK47 può esplodere fino a 600 colpi al minuto.
L’Ak47 viene prodotto in almeno 14 paesi di quattro diversi continenti.

Ulteriori informazioni

La campagna Control Arms è una iniziativa congiunta di Amnesty International, Oxfam International e Iansa, la Rete internazionale d’azione sulle armi leggere.

Il suo obiettivo è ridurre la proliferazione delle armi e il loro abuso, convincendo i governi a introdurre principi globali per regolamentare il trasferimento di armi e un trattato vincolante sul commercio delle armi. Circa due miliardi di persone vivono in condizioni di estrema povertà e questo problema è esacerbato dalla proliferazione incontrollata di pistole e altre armi che, a loro volta, alimentano gli abusi dei diritti umani e intensificano i conflitti. Le armi uccidono ogni giorno più di mille donne, uomini e bambini. Molte altre migliaia di persone rimangono ferite, sono torturare o costrette a lasciare le proprie case. Attualmente circolano nel mondo circa 640 milioni di armi leggere e 8 milioni di nuove armi vengono prodotte ogni anno.

In Italia la campagna è rilanciata dalla Sezione Italiana di Amnesty International e dalla Rete italiana per il Disarmo. Oltre a contribuire alla grande mobilitazione mondiale, i promotori intendono agire per migliorare gli strumenti legislativi e di trasparenza esistenti in Italia sul commercio di armi. Il nostro paese è infatti il quarto produttore e il secondo esportatore mondiale di armi leggere, eppure la nostra legislazione è vecchia di 30 anni e ad oggi non esiste alcuna forma di controllo sugli intermediatori internazionali di armi.

FINE DEL COMUNICATO                                                      Roma, 26 giugno 2006

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