L'Italia deve proteggere i diritti umani dei migranti provenienti dalla Tunisia - Amnesty International Italia

L’Italia deve proteggere i diritti umani dei migranti provenienti dalla Tunisia

15 febbraio 2011

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Amnesty International ha sollecitato le autorità dell’Italia e l’Unione europea a proteggere i diritti umani di migliaia di migranti provenienti dalla Tunisia e diretti verso l’isola di Lampedusa o la terraferma italiana.

Oltre 4000 persone sono arrivate in Italia negli ultimi giorni, all’indomani delle tensioni politiche in Tunisia. In passato, vi sono state molte denunce relative a richiedenti asilo provenienti da paesi che si affacciano sul Mediterraneo, i cui diritti umani sono stati violati in Italia.

Mentre abbiamo presente la sfida costituita dalla gestione di flussi migratori misti e molto ampi, le autorità competenti devono assicurare che non si verifichino altri episodi in cui i diritti umani dei richiedenti asilo siano violati‘ – ha dichiarato Nicola Duckworth, direttrice del Programma Europa ed Asia centrale di Amnesty International. ‘Le autorità competenti devono assicurare che chi intende chiedere asilo politico sia in grado di accedere a procedure d’asilo eque e soddisfacenti sul territorio e sia informato dei suoi diritti‘.

Nessuno dovrebbe essere rinviato con la forza verso un paese dove sia a rischio di subire gravi violazioni dei diritti umani o senza un’adeguata valutazione delle circostanze e delle necessità di protezione. Ogni decisione di porre in stato di detenzione una persona dovrebbe essere presa su base individuale’.

Ampi gruppi di persone sono stati costretti a dormire all’aperto per diversi giorni prima che le autorità italiane riaprissero il centro di accoglienza di Lampedusa.

Le autorità italiane hanno definito il recente afflusso di migranti ‘un’emergenza umanitaria’ e hanno pubblicamente chiesto all’Unione europea, attraverso l’agenzia Frontex, assistenza per fermare gli arrivi dal Nord Africa.

Il ministro degli Affari Esteri ha annunciato il rafforzamento dei pattugliamenti lungo le coste italiane insieme a meccanismi ‘che fino a un mese fa avevano portato a zero l’immigrazione clandestina’.

FINE DEL COMUNICATO                                       15 febbraio 2011

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