L'omosessualità non è reato: decisione storica in India - Amnesty International Italia

L’omosessualità non è reato: decisione storica in India

2 luglio 2009

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India: sentenza storica contro le leggi sulla sodomia, per Amnesty International un primo passo verso l’uguaglianza

(3 luglio 2009)

Amnesty International ha accolto positivamente la storica decisione dell’Alta corte di Delhi che, il 1° luglio, ha decriminalizzato l’omosessualità. Secondo l’organizzazione per i diritti umani, la sentenza è un deciso passo avanti per assicurare che in India sia possibile esprimere il proprio orientamento sessuale e l’identità di genere senza timore di subire discriminazioni.

Questo retaggio del periodo coloniale britannico ha causato danni indicibili a generazioni di persone, in India e in altri paesi del Commonwealth‘ – ha dichiarato Madhu Malhotra, del Programma Asia e Pacifico di Amnesty International.

La sentenza dell’Alta corte ha annullato, definendola discriminatoria e ‘contraria alla moralità costituzionale’, una norma britannica del XIX secolo che proibiva relazioni sessuali consensuali tra persone dello stesso sesso, definite ‘rapporti carnali contro l’ordine naturale’. La legge è stata usata per colpire l’azione degli organismi impegnati nella prevenzione dell’Hiv/Aids.

Ora sollecitiamo il governo a occuparsi degli abusi e della discriminazione da parte della polizia e di altri pubblici ufficiali e a prendere provvedimenti per porre fine alla discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere nell’accesso ai diritti economici, sociali e culturali, come il diritto all’alloggio, al lavoro e ai servizi sociali’ – ha aggiunto Malhotra.

La sentenza dell’Alta corte ha respinto tutte le argomentazioni sostenute dal governo indiano in difesa della legge. I giudici hanno stabilito che la sezione 377 della legge, che criminalizzava l’omosessualità, rifletteva una valutazione dell’orientamento sessuale ‘in contrasto con le moderne conoscenze scientifiche e professionali’. In particolare, secondo i giudici, la tesi del governo secondo cui la legge aveva contribuito a fermare la diffusione dell’Hiv/Aids, è ‘del tutto infondata’ e ‘basata su nozioni scorrette e sbagliate’.

L’Alta corte ha riconosciuto che la sezione 377 della legge è stata usata per ‘brutalizzare’ membri della comunità gay e altri uomini che hanno relazioni sessuali omosessuali, abusi per lungo tempo documentati dai difensori dei diritti umani locali e da Amnesty International. I giudici hanno anche dichiarato che la morale popolare o la riprovazione pubblica di certi comportamenti non costituiscono una valida giustificazione per limitare diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione indiana.

In assenza di una legge che criminalizzasse gli abusi sessuali contro i minori, le autorità indiane si sono sempre basate sulla sezione 377. I giudici dell’Alta corte hanno stabilito che la sezione 377 rimane lo strumento normativo da usare in riferimento a casi di stupro e abuso contro i minori. Amnesty International sollecita i legislatori indiani a riscrivere la legge in modo da affrontare specificatamente ed efficacemente questi crimini.

Con questa decisione, l’India si aggrega alla tendenza globale verso la decriminalizzazione dell’omosessualità. Amnesty International continuerà a svolgere una campagna nei confronti dei paesi che ancora considerano l’omosessualità un reato, invitandoli a seguire l’esempio dell’India. La maggior parte delle leggi che criminalizzano l’omosessualità è in vigore nei paesi del Commonwealth.

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