L'Onu chiede la chiusura di Guantánamo - Amnesty International Italia

L’Onu chiede la chiusura di Guantánamo

16 febbraio 2006

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Usa: Amnesty apprezza la richiesta dell’Onu di chiudere Guantánamo, ma ricorda che ‘E’ solo la punta dell’iceberg’

CS21-2006 17/02/ 2006

Amnesty International ha apprezzato il recente rapporto dell’Onu che chiede la chiusura del centro militare di detenzione di Guantánamo Bay. L’associazione sollecita i governi, i difensori dei diritti umani e i propri iscritti a inviare all’amministrazione Usa un chiaro messaggio: è ora che Guantánamo sia chiuso.

Gli esperti dell’Onu hanno inoltre stabilito che le tecniche d’interrogatorio autorizzate a Guantánamo violano la Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura, che il diritto internazionale è applicabile nei confronti dei detenuti e che gli Usa sono obbligati a processarli secondo le proprie leggi oppure a rilasciarli.

Il rapporto conferma le preoccupazioni che abbiamo ripetutamente presentato al governo di Washington. Abbiamo sempre chiesto la chiusura di Guantánamo. Gli Usa non hanno più argomenti, di tipo morale o legale, per continuare a tenerlo aperto‘ – ha dichiarato Amnesty International.

Tuttavia, Guantánamo è solo la punta dell’iceberg. Infatti, gli Usa gestiscono ulteriori centri di detenzione nella base aerea di Bagram (Afghanistan), ad Abu Ghraib e altrove in Iraq e sono coinvolti nell’uso di strutture segrete di detenzione in altri paesi, noti come ‘buchi neri’.

Tutte queste strutture, compresa Guantánamo, devono essere aperte a verifiche indipendenti. Tutti i detenuti devono avere accesso ai tribunali ed essere trattati con umanità: questi sono principi basilari che non possono essere scavalcati neanche in tempo di guerra o di emergenza nazionale.

Ad oggi, gli Usa hanno respinto qualsiasi inchiesta indipendente sui centri di detenzione situati all’esterno del proprio territorio nazionale e non sono neanche disposti a cooperare con l’inchiesta del Consiglio d’Europa sui ‘trasferimenti’ di persone sospette di terrorismo.

Questo disprezzo selettivo per il diritto internazionale da parte degli Usa nel contesto della ‘guerra al terrore’ ha un’enorme influenza sul resto del mondo. Quando gli Usa commettono gravi violazioni dei diritti umani, inviano ad altri governi violatori il messaggio che queste pratiche sono accettabili. Ecco perché il caso di Guantánamo è così importante: dice agli altri governi che anche loro possono commettere violazioni dei diritti umani in nome della lotta al terrorismo.

FINE DEL COMUNICATO                                       Roma, 17 febbraio 2006

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