Maldive: violenta repressione contro l'opposizione - Amnesty International Italia

Maldive: violenta repressione contro l’opposizione

5 settembre 2012

Tempo di lettura stimato: 6'

Le forze di sicurezza maldiviane hanno commesso ripetute e gravi violazioni dei diritti umani a partire dal 7 febbraio 2012, giorno in cui nell’arcipelago dell’Oceano Indiano si è avuto il passaggio di potere a favore di un nuovo presidente. È quanto emerge da un nuovo rapporto di Amnesty International.

In contrasto con l’immagine di paradiso turistico di cui il paese gode, il rapporto documenta attacchi mirati contro sostenitori dell’opposizione così come contro persone che assistevano in strada alle loro manifestazioni di protesta.

La polizia ha colpito i manifestanti coi manganelli e si è resa responsabile di detenzioni arbitrarie, attacchi contro i feriti in ospedale e torture. Non si tratta di casi isolati‘ – ha dichiarato Abbas Faiz, ricercatore di Amnesty International responsabile sulle Maldive.  ‘Se queste violazioni dei diritti umani non finiscono e non ne vengono individuati i responsabili, ogni tentativo di riconciliazione politica rimarrà privo di senso‘.

Il rapporto ‘L’altra faccia del paradiso – La crisi dei diritti umani nelle isole Maldive‘ è basato su interviste a numerosi maldiviani sulle violenze verificatesi nei giorni intorno al 7 febbraio; molte di queste interviste sono state realizzate durante la visita di Amnesty International nel paese, per tre settimane tra febbraio e marzo. Tra gli intervistati ci sono vittime di violazioni dei diritti umani, loro familiari, avvocati, attivisti, medici, funzionari delle forze di sicurezza ed esponenti politici; tra questi ultimi, l’ex presidente Mohamed Nasheed e l’attuale presidente Mohamed Waheed.

La parlamentare Mariya Ahmed Didi ha descritto il brutale trattamento da lei subito a febbraio da parte delle forze di polizia, dopo essere stata arrestata durante una manifestazione dell’opposizione: ‘Poliziotti e militari mi hanno aperto con la forza le palpebre. Hanno scelto l’occhio che era stato ferito il giorno prima e hanno spruzzato lo spray; poi hanno fatto lo stesso con l’altro occhio… A un certo punto, mentre mi picchiavano, uno di loro ha urlato: ‘Non è ancora morta?”.

Il rapporto di Amnesty International documenta come la polizia e soldati abbiano fatto uso eccessivo della forza contro manifestanti pacifici, colpendoli con i manganelli sulla testa, spruzzando spray urticante direttamente negli occhi e sferrando calci.

Le forze di sicurezza hanno palesemente preso di mira queste persone per la loro appartenenza politica; tra le vittime figurano ministri, parlamentari e sostenitori del Partito democratico maldiviano.

Centinaia di persone sono state arrestate e molte di esse sono state ferite dalla polizia. I metodi usati includono l’uso di manganelli e di spray urticante, il divieto di bere acqua e la reclusione in gabbie per cani. La polizia ha anche rintracciato in ospedale i manifestanti feriti per poterli picchiare di nuovo.

Il rapporto di Amnesty International evidenzia come le autorità maldiviane non siano riuscite a portare davanti alla giustizia i responsabili di tali violazioni.

Finora si registra il completo fallimento nel perseguire poliziotti e ufficiali dell’esercito coinvolti in queste violazioni dei diritti umani‘ – ha sottolineato Faiz. ‘Gravi lacune nel sistema giudiziario maldiviano – tra cui l’assenza di leggi in grado di assicurare l’uguaglianza di tutti davanti alla giustizia e la nomina di giudici privi di una specifica formazione senza un serio esame delle loro qualifiche – hanno condotto a un sistema che facilita l’impunità e appare piegarsi alle pressioni politiche‘.

Amnesty International sollecita le autorità maldiviane ad assicurare indagini immediate, indipendenti e imparziali sulle denunce di violenze da parte delle forze dell’ordine e a garantire risarcimenti alle vittime.

A tutte le forze di sicurezza devono essere date istruzioni di non attaccare i manifestanti e devono ricevere adeguata formazione affinché rispettino il diritto internazionale e gli standard relativi ai diritti umani. Il sistema giudiziario penale deve essere riformato per garantire indipendenza e imparzialità.

La comunità internazionale, che da tempo ha concentrato i suoi sforzi nel tentativo di risolvere le tensioni politiche nelle Maldive, non può ignorare la crisi dei diritti umani nel paese. Secondo Amnesty International, è necessario sollecitare le autorità maldiviane affinché assicurino la fine immediata delle violazioni dei diritti umani, forniscano giustizia alle vittime e garantiscano la loro cooperazione per un’adeguata formazione del personale di polizia e per la riforma della giustizia.

Molti dei rilievi e delle raccomandazioni sui diritti umani di Amnesty International sono condivisi dal rapporto del 30 agosto della Commissione nazionale d’inchiesta sui fatti relativi al passaggio di potere del 7 febbraio. Tale rapporto, tra le altre cose, conclude affermando che ‘in relazione alle denunce di violenza da parte della polizia e di atti di intimidazione, è necessario che le indagini avanzino in tempi rapidi e che i responsabili delle violenze siano chiamati a rendere conto del loro operato’.