Marocco, indagare sulle morti nel campo Gadaym Izik - Amnesty International Italia

Marocco, indagare sulle morti nel campo Gadaym Izik

11 novembre 2010

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Amnesty International ha chiesto alle autorità marocchine di aprire un’indagine sugli eventi che hanno causato diversi morti e feriti a Gadaym Izik, campo di protesta vicino Laayoune, nel Sahara occidentale.

Il governo ha dichiarato che nove persone sono state uccise durante e dopo l’operazione di lunedì 8 novembre, compresi otto membri delle forze di sicurezza. Attivisti locali per i diritti umani hanno riferito ad Amnesty International di aver visto 11 residenti del campo sdraiati a terra feriti, alcuni sanguinanti e altri con ustioni.

Secondo quanto riferito, le forze di sicurezza marocchine avrebbero forzatamente spostato migliaia di saharawi dal campo di protesta.

Secondo le descrizioni fatte ad Amnesty International , intorno alle 6 del mattino, i primi residenti sono venuti a conoscenza dell’imminente azione delle forze di sicurezza  circa intorno alle 6 del mattino di lunedì, quando un elicottero ha sorvolato il campo, ordinando loro di andare via.

Qualche minuto dopo, le forze di sicurezza sono entrate con la forza nel campo, colpendo i residenti e usando gas lacrimogeni e idranti che sparavano acqua calda, affinché tutti  uscissero dalle loro tende, che successivamente  hanno bruciato o demolito.

Le autorità marocchine affermano che quest’operazione era necessaria per liberare i residenti del campo, trattenuti contro la loro volontà.  Sostengono inoltre che le forze di sicurezza hanno incontrato diverse resistenze.

Secondo un’agenzia di stampa marocchina, cinque poliziotti e altri membri delle forze di sicurezza sono stati uccisi e tre sarebbero morti dopo aver riportato delle ferite; un uomo saharawi sarebbe stato accidentalmente ucciso da una macchina della polizia in velocità a Laayoune. Questo omicidio sarebbe ora sotto indagine.

Poche informazioni sono emerse dai residenti che sono stati allontanati dal campo e l’ingresso all’area è stato bloccato dalle forze di sicurezza marocchine.