Messico: necessario indagare su una fossa comune - Amnesty International Italia

Messico: necessario indagare su una fossa comune

8 aprile 2011

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Amnesty International ha sollecitato il governo messicano ad aprire un’indagine completa ed efficace sulla morte di 59 persone, i cui corpi sono stati rinvenuti, mercoledì 6 aprile, in una fossa comune, nello stato settentrionale messicano di Tamaulipas.
In questo stato, che è una delle tappe percorse dai migranti per raggiungere gli Usa, operano bande criminali, comprese quelle legate al traffico di droga. Lo scorso agosto, nel comune di San Fernando, sempre nello stato di Tamaulipas, sono stati trovati altri 72 corpi di migranti irregolari.

Il rinvenimento di questa fossa comune dimostra ancora una volta il fallimento del governo messicano nell’affrontare la crisi della sicurezza pubblica nel paese e nel ridurre la violenza che espone molte persone ad attacchi, rapimenti e uccisioni. Troppo spesso queste violazioni dei diritti umani restano impunite. Le bande criminali e gli ufficiali collusi sono liberi di colpire le comunità vulnerabili, come quella dei migranti irregolari.

Amnesty International ha chiesto al governo messicano di adottare misure urgenti per identificare le vittime dell’ultime uccisioni di massa e portare di fronte alla giustizia i responsabili. Tutte le misure adottate dalle autorità devono essere strettamente legali e  devono garantire la protezione dei diritti umani.

Padre Alejandro Solalinde, sacerdote cattolico che fornisce aiuto concreto, riparo e  solidarietà ai migranti, da tempo subisce attacchi, minacce e intimidazioni da parte di gruppi xenofobi, spesso spalleggiati da bande criminali e autorità locali.

Amnesty International ha lanciato un appello per chiedere alle autorità del Messico di fornire a padre Solalinde e ai suoi collaboratori una protezione efficace per padre Solalinde, che gli permetta di portare avanti il suo lavoro in difesa dei diritti umani senza temere rappresaglie. Grazie a tale appello, a padre Solalinde sono state assegnate due guardie del corpo. Nonostante questo passo avanti, l’azione di Amnesty International è ancora in corso e padre Solalinde rimane ancora in pericolo. Firma l’appello in suo favore.