Messico, uso indebito del sistema di giustizia - Amnesty International Italia

Messico, uso indebito del sistema di giustizia

5 luglio 2010

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(5 luglio 2010)

Amnesty  International riconosce l’importanza della decisione emessa dalla Corte suprema nazionale il 30 giugno che ha ordinato la scarcerazione delle 12 persone detenute dal 2006 e accusate del presunto sequestro di funzionari pubblici e di polizia a San Salvador Atenco, stato del Messico, avvenuto nello stesso anno.
 
La Corte suprema ha autorizzato la scarcerazione, riconoscendo che le autorità statali avevano negato a queste persone, condannate a pene tra i 21 e i 112 anni di reclusione, il diritto a un processo equo; la Corte ha rilevato anche l’uso illegale delle prove allo scopo di processare e condannare gli imputati.  
 
Dal 2006, Amnesty  International ha messo in evidenza le violazioni dei diritti umani commesse dalla polizia statale e federale durante le operazioni del maggio 2006. In questa occasione, oltre 200 persone furono sottoposte a detenzione arbitraria; è stato violato il diritto a un processo equo e le indagini svolte sono state parziali, garantendo l’impunità a funzionari coinvolti in gravi violazioni dei diritti umani, quali la tortura, inclusa la violenza sessuale nei confronti di donne detenute. Inoltre, la sentenza emessa nei confronti dei membri dell’organizzazione contadina Fronte dei popoli in difesa della terra. 
 
La decisione della Corte non deve essere intesa come la conclusione della vicenda, ma deve servire come punto di partenza per il risarcimento delle vittime per questo uso indebito del sistema di giustizia e affinché i funzionari responsabili di questa grave ingiustizia rendano conto delle loro azioni. È essenziale che questo caso serva a modificare il sistema di giustizia, a mettere fine ai processi istituiti per motivi politici e a garantire un giusto processo.
 
È giunto il momento assicurare lo svolgimento di indagini imparziali e approfondite su tutti i funzionari coinvolti nel malfunzionamento della giustizia. Mettere fine all’impunità in casi come questo è fondamentale per far sì che il sistema di giustizia smetta di essere uno strumento di repressione per gli attivisti sociali, gli oppositori e i difensori dei diritti umani.
 
Da quando all’inizio del 2009 la Corte Suprema è giunta alla conclusione che gravi violazioni dei diritti umani erano state commesse dalla polizia a San Salvador Ateneo nel 2006, non ci sono stati progressi né da parte della giustizia federale né di quella statale per portare davanti alla giustizia i responsabili. 

Ulteriori informazioni
 
Il 3 e 4 maggio 2006 più di 2500 poliziotti federali, statali e municipali parteciparono a un’operazione di polizia per mettere fine alle proteste avanzate dal Fronte dei popoli in difesa della Terra  (FPDT ) a Texcoco e San Salvador Atenco, stato del Messico. L’operazione di polizia terminò con la detenzione di 207 persone, l’uccisione di due, decine di manifestanti e poliziotti feriti e alcuni poliziotti tenuti in ostaggio. Amnesty International ha denunciato gli episodi di violenza sessuale subita da donne detenute nel rapporto ‘Violenza contro le donne e negazione della giustizia  nello stato del Messico.
 

Sulla base di questi eventi e altri incidenti precedenti Héctor Galindo, Óscar Hernández, Inés Rodolfo Cuéllar, Julio César Espinoza, Juan Carlos Estrada, Édgar Morales, Jorge Ordoñez, Narciso Arellano, Alejandro Pilón, Román Ordóñez e Felipe Álvarez sono stati accusati di sequestro a seguito di un processo e una sentenza che non hanno rispettato gli standard internazionali.  

Rapporto annuale 2010 – Messico