Mondiale Fifa: no a repressione e pratiche autoritarie

29 Aprile 2026

oto di Andrew Harnik/Getty Images

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Amnesty International ha esortato il presidente della Fifa, Gianni Infantino, a spiegare alle associazioni calcistiche che si riuniranno domani a Vancouver, in Canada, per il 76° Congresso della Fifa, come intende garantire che il più grande torneo sportivo del mondo non diventi un palcoscenico per repressione e pratiche autoritarie.

“A sole sei settimane dal calcio d’inizio della Coppa del mondo 2026, il presidente della Fifa Gianni Infantino non ha ancora chiarito pubblicamente come tifosi, giornalisti e comunità locali saranno protetti da detenzioni arbitrarie, deportazioni di massa e giri di vite sulla libertà di espressione. Il Congresso dovrebbe essere il momento per farlo: la comunità calcistica globale merita qualcosa di più di semplici banalità di circostanza”, ha affermato Steve Cockburn, responsabile del Programma Giustizia economica e sociale di Amnesty International.

“Mentre alcune fonti riferiscono che la Fifa sta ancora valutando se chiedere al presidente statunitense Trump di sospendere le crudeli operazioni dell’Ice durante la Coppa del mondo, è incredibile che Gianni Infantino non abbia ancora fatto passi per proteggere chiunque sia coinvolto nel torneo. Solo nel 2025, 500.000 persone sono state espulse dagli Stati Uniti nel pieno di un’emergenza nazionale per i diritti umani. Tutto questo non può continuare”, ha proseguito Cockburn.

Il mese scorso Amnesty International ha pubblicato un rapporto che descriveva dettagliatamente le gravi minacce ai diritti umani e i rischi per tifosi, giocatori, giornalisti, lavoratori e comunità locali in tutti e tre i paesi ospitanti il mondiale. Particolare preoccupazione destano le politiche migratorie statunitensi che hanno causato un aumento di arresti illegittimi, detenzioni di massa e deportazioni.

“I tifosi e le tifose dovrebbero poter godere del torneo ‘sicuro, accogliente e inclusivo’ promesso dalla Fifa. Eppure, negli Stati Uniti le politiche migratorie continuano a rappresentare una grave minaccia, mentre restrizioni alla libertà di espressione e di protesta pacifica sono in vigore in tutti e tre i paesi ospitanti le partite. È giunto il momento che il presidente della Fifa Gianni Infantino ci spieghi come saranno tutelati i diritti umani”, ha concluso Cockburn.