Mondiali Qatar: l’abuso dei lavoratori migranti resta diffuso - Amnesty International Italia

Mondiali Qatar: l’abuso dei lavoratori migranti resta diffuso

23 maggio 2017

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I lavoratori migranti impegnati nel settore delle costruzioni in vista dei Mondiali del 2022 in Qatar continuano a subire abusi e sfruttamento, mentre la sede calcistica principale del paese si appresta a ospitare la prima partita dopo la sua ristrutturazione.

Le aziende coinvolte nella ristrutturazione dello stadio internazionale Khalifa hanno sottoposto i loro lavoratori ad abusi sistematici, come rivelato lo scorso anno.

Lo stadio è stato inaugurato il 19 maggio – un mese dopo la pubblicazione da parte di revisori indipendenti di nuovi dettagli sul perdurante sfruttamento dei lavoratori migranti impegnati nei progetti relativi ai Mondiali.

È trascorso un anno ormai da quando Amnesty International ha rivelato lo sfruttamento dei lavoratori migranti che hanno contribuito a costruire lo stadio Khalifa, ma gli abusi sui siti di Qatar 2022 sono proseguiti“, ha dichiarato James Lynch, vicedirettore del programma Temi globali di Amnesty International.

Gli organizzatori dei Mondiali in Qatar hanno posto dei requisiti speciali agli imprenditori che dovrebbero fermare quanto accade, ma la realtà è che i lavoratori sui loro siti continuano a vivere secondo il repressivo sistema di sponsorizzazione del Qatar, che dà ai datori di lavoro strumenti potenti per compiere abusi. Con centinaia di migliaia di persone che vengono reclutate per costruire e servire almeno sette altri stadi della Coppa del Mondo, oltre alle infrastrutture per il torneo, molti altri lavoratori migranti rischiano seriamente nei prossimi cinque anni“.

Mondiali Qatar: la nostra ricerca del 2016

Il rapporto “Il lato oscuro del gioco più bello del mondo: lo sfruttamento del lavoro migrante per costruire un impianto dei Mondiali di calcio del 2022 in Qatardiffuso nel 2016 ha evidenziato come i lavoratori migranti siano stati sfruttati allo stadio Khalifa.
Molti degli intervistati hanno rivelato di essersi fortemente indebitati dopo aver pagato ingenti commissioni, mentre ad altri sono stati confiscati i passaporti e alcuni sono stati sottoposti a lavoro forzato.

I risultati pubblicati il mese scorso da un revisore indipendente, Impactt Ltd, hanno dimostrato che l’abuso continua nonostante i tentativi in corso da parte della FIFA di ripulire l’immagine del torneo.

I lavoratori migranti dello stadio internazionale Khalifa hanno già subito le conseguenze del fallimento del Qatar e della FIFA nell’affrontare davvero i rischi del sistema di sponsorizzazione di Qatar. È necessario un riesame urgente per evitare che l’abuso del lavoro diventi l’eredità dei Mondiali 2022“, ha dichiarato James Lynch.

Mondiali Qatar: gli abusi riscontrati

La recente revisione, che si è concentrata su 10 imprenditori selezionati in modo casuale (su un totale di 149), ha rispecchiato numerosi risultati dell’indagine di Amnesty International. Sono stati individuati una serie di abusi sui progetti relativi ai Mondiali, tra cui:

  • il 79% dei lavoratori ha riferito di pagare le tasse di reclutamento;
  • imprenditori che fanno lavorare ore in eccesso, metà dei quali non permette giorni di riposo, una persona ad esempio ha lavorato ininterrottamente per quasi cinque mesi (148 giorni);
  • il 25% dei lavoratori di un’azienda ha dichiarato di non essere in grado di esprimere preoccupazioni per la salute e la sicurezza a causa del timore di rappresaglie;
  • quattro dei 10 imprenditori intervistati hanno trattenuto i passaporti dei lavoratori, il che è potenzialmente un reato secondo la legge del Qatar;

I revisori hanno valutato che sono stati compiuti alcuni progressi, ma sono stati individuati abusi in tutti e 10 gli imprenditori del campione analizzato. Lo stadio Khalifa, inaugurato il 19 maggio per la Emir Cup tra Al Rayyan e Al Sadd, è la principale sede calcistica dei Mondiali 2022.