Myanmar, la polizia uccide otto manifestanti nello stato di Rakhine

17 Gennaio 2018

© Paula Bronstein/Getty Images

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A seguito dell’uccisione di otto manifestanti da parte della polizia di Myanmar nella città di Mrank-U nello stato di Rakhine, James Gomez, direttore di Amnesty International per l’Asia sudorientale e il Pacifico, ha rilasciato questa dichiarazione:

“L’uccisione di almeno otto manifestanti mostra ancora una volta il disprezzo per la vita umana da parte delle forze di sicurezza di Myanmar. Anche se i manifestanti stavano lanciando sassi e mattoni, aprire il fuoco su una folla di migliaia di persone è ingiustificabile. Si tratta di un caso evidente di uso eccessivo della forza, in violazione del diritto alla vita”.

“Su questo grave episodio è necessario che le autorità di Myanmar avviino indagini indipendenti e portino i responsabili di fronte alla giustizia. Fin troppo spesso le forze di polizia locali non vengono processate per le violazioni dei diritti umani da loro commesse e questo non fa altro che alimentare il clima d’impunità e di violenza”.

“Le autorità di Myanmar sono abituate da lungo tempo a ricorrere a ogni mezzo necessario per stroncare il dissenso. È giunto davvero il momento che le forze di polizia siano addestrate al ricorso a metodi non violenti di controllo dell’ordine pubblico. Soprattutto, le autorità dovranno assicurare che la polizia abbia a disposizione strumenti non letali da usare quando strettamente inevitabile”.

FINE DEL COMUNICATO

Roma, 17 gennaio 2018

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