Myanmar: liberato U Win Tin! - Amnesty International Italia

Myanmar: liberato U Win Tin!

22 settembre 2008

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Myanmar: Amnesty International festeggia la liberazione di U Win Tin e di almeno altri sei prigionieri di coscienza, ma ricorda che 2100 prigionieri politici rimangono dietro le sbarre

CS124: 23/09/2008

Amnesty International ha accolto con grande soddisfazione il rilascio, avvenuto a Myanmar, di almeno sette prigionieri di coscienza, tra i quali U Win Tin, in carcere da 19 anni. Tuttavia, l’organizzazione per i diritti umani resta preoccupata per la sorte di circa 2100 prigionieri politici che si trovano tuttora dietro le sbarre.

U Win Tin (m), 78 anni, giornalista, noto dissidente e figura di primo piano del principale partito di opposizione, la Lega nazionale per la democrazia (Lnd) di Aung San Suu Kyi, era in prigione dal 1989 e versava in cattive condizioni di salute.

Gli altri sei prigionieri di coscienza rilasciati sono:

Win Htein (m), 66 anni, assistente di Aung San Suu Kyi. Era stato imprigionato nel 1996 per avere, tra l’altro, coinvolto i contadini e i militanti dell’Lnd nella raccolta di dati sulla produzione agricola. Ha trascorso lunghi periodi in isolamento con vari problemi di salute, tra cui ipertensione e scompensi cardiaci;

Daw May Win Myint (f), 58 anni, e Than Nyein (m), 71 anni, parlamentari dell’Lnd. Erano stati arrestati nel 1997 per aver organizzato una riunione del partito. La condanna era stata aumentata nel 2004. Versano entrambi in cattive condizioni di salute;

Aung Soe Myint Oo (m), parlamentare dell’Lnd, condannato nell’agosto 2003 a sette anni di carcere per ‘possesso di un motociclo senza patente’ ma in realtà preso di mira a causa delle sue attività politiche;

U Khin Maung Swe (m), 66 anni, parlamentare dell’Lnd condannato nell’agosto 2004 a sette anni di carcere;

U Than Naing (m), esponente dell’Lnd.

Secondo Benjamin Zawacki, ricercatore di Amnesty International su Myanmar, ‘quella di oggi è la migliore notizia arrivata da Myanmar da molti anni, ma va ricordato che le persone rilasciate rappresentano meno dell’un per cento del totale dei prigionieri politici del paese. Questi rilasci devono essere solo l’inizio‘.

FINE DEL COMUNICATO                                       Roma, 23 settembre 2008

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