Nigeria: a 1000 giorni dal rapimento di Chibok, il governo raddoppi gli sforzi per ottenere la liberazione di tutti i sequestrati

8 gennaio 2017

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Mille giorni dopo il drammatico rapimento delle 276 studentesse di Chibok, Amnesty International ha sollecitato il governo nigeriano a raddoppiare gli sforzi per ottenere la liberazione di tutte le persone ancora nelle mani dei loro sequestratori.

L’organizzazione per i diritti umani ha chiesto al gruppo armato Boko haram di porre fine alla sofferenza delle studentesse ancora nelle sue mani e di rilasciarle, insieme a tutti gli altri civili ancora sotto sequestro.

Questa terribile ricorrenza è un raggelante ricordo non solo della tragica sparizione delle studentesse di Chibok, ma anche di tutte le altre persone – molte delle quali a loro volta adolescenti – che si trovano ancora nelle mani di Boko haram in varie zone della Nigeria. Questi sequestri e gli altri attacchi contro i civili, molti dei quali costituiscono crimini di guerra, devono finire“, ha dichiarato Makmid Kamara, direttore ad interim di Amnesty International Nigeria.

Sebbene il governo nigeriano stia compiendo notevoli sforzi per riprendere le 195 studentesse di Chibok ancora sequestrate da Boko haram, temiamo che le vittime di rapimenti di massa meno pubblicizzati non stiano ricevendo la stessa attenzione“, ha proseguito Kamara.

Amnesty International ha documentato almeno altri 41 casi di rapimenti di massa compiuti da Boko haram a partire dal 2014. Molti degli attacchi di cui si è reso responsabile il gruppo armato – tra cui uccisioni intenzionali di civili, stupri, attentati contro luoghi di preghiera, mercati e altre strutture civili e distruzioni di abitazioni – costituiscono crimini di guerra i cui autori dovrebbero essere portati di fronte alla giustizia e processati in modo equo, senza ricorrere alla pena di morte.

Amnesty International riconosce la resilienza e la determinazione delle promotrici della campagna Bring Back Our Girls, che ha portato il caso delle studentesse di Chibok all’attenzione del mondo e mantenuto la pressione sul governo continuando a chiedere la liberazione di tutte le studentesse. Questa tenacia è ammirevole, soprattutto in una fase in cui lo spazio per le proteste e per i raduni pacifici in Nigeria sta rapidamente diminuendo.

La popolazione della Nigeria, così come quella del mondo, sta ricordando i 1000 giorni trascorsi dal sequestro delle studentesse di Chibok proprio grazie all’incessante azione della campagna Bring Back Our Girls. Auspichiamo che l’energia sprigionata da questa formidabile campagna si riverberi nella richiesta di giustizia per tutti i crimini commessi da ogni parte coinvolta nel conflitto attualmente in corso nel nord-est della Nigeria“, ha commentato Kamara.

Il governo nigeriano dovrebbe raddoppiare gli sforzi per ottenere il rilascio incolume delle persone sequestrate e per fornire adeguato sostegno medico e psicologico alle persone già riprese, liberate o fuggite dalla prigionia“, ha concluso Kamara.

Ulteriori informazioni

Dal 2009 Boko haram porta avanti una violenta campagna contro la popolazione civile del nord-est della Nigeria, compiendo pressoché quotidianamente uccisioni, attentati, sequestri di persona, saccheggi e devastazioni di città e villaggi, attacchi e distruzioni di edifici pubblici quali scuole, moschee e uffici governativi. Boko haram tratta in modo brutale i civili intrappolati nelle aree sotto il suo controllo e ha causato l’interruzione della scuola, della sanità e di altri servizi pubblici.

Le ricerche di Amnesty International hanno dimostrato che Boko haram è responsabile di crimini di guerra e crimini contro l’umanità rimasti impuniti.
Nell’aprile 2014, Boko haram ha rapito 276 ragazze che frequentavano la scuola secondaria femminile di Chibok. I sequestri di persona sono una costante caratteristica degli attacchi di Boko haram. Un anno dopo, un rapporto di Amnesty International ha documentato 38 casi di sequestri di persona da parte di Boko haram.

Da aprile 2015, migliaia di donne, uomini e bambini rapiti da Boko haram sono scappati o sono stati liberati.