Nigeria, nasce un sito per monitorare le possibili violenze - Amnesty International Italia

Nigeria, nasce un sito per monitorare le possibili violenze

17 marzo 2011

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Amnesty International ha sollecitato le autorità nigeriane ad agire per fermare la crescente ondata di violenza politica, etnica e religiosa che rischia di minacciare lo svolgimento regolare delle elezioni presidenziali e parlamentari di aprile. L’organizzazione per i diritti umani ha sollecitato tutti i partiti politici e i candidati a porre la giustizia, la sicurezza e i diritti umani al centro della campagna elettorale, in modo da spezzare il ciclo di violenza.

Amnesty International ha già registrato centinaia di omicidi per motivi politici o in un contesto di violenza comunale o settaria in tutto il paese. Le autorità nigeriane non hanno fatto nulla per portare i responsabili di fronte alla giustizia o per impedire ulteriori violenze. Le indagini sono rare e spesso inadeguate e praticamente nessuno è stato condannato per aver commesso un omicidio.

Chiediamo alle autorità nigeriane di proteggere le vite dei cittadini e a tutti i candidati di denunciare la violenza e invitare i loro sostenitori a svolgere la campagna elettorale in modo pacifico‘ – ha dichiarato Tawanda Hondora, vicedirettore del Programma Africa di Amnesty International.  ‘I candidati dovrebbero dire cosa faranno per fermare questa violenza insensata e migliorare la sicurezza e la giustizia‘.

Amnesty International sollecita tutti i partiti politici e i candidati a porre la giustizia, la sicurezza e i diritti umani al centro della campagna elettorale, in modo da spezzare il ciclo di violenza.

Uno dei più gravi episodi di violenza di questi ultimi mesi è stato l’attentato che il 24 dicembre a Jos ha ucciso circa 80 persone. Rivendicato dalla setta religiosa armata Boko Haram, l’attentato ha provocato mesi di rappresaglie tra diversi gruppi etnici e religioni nello stato di Pleateau in cui hanno perso la vita altre 120 persone. Un abitante di Jos ha raccontato ad Amnesty International che ‘c’erano tutti i segnali che stava per accadere qualcosa, ma le forze di sicurezza non erano presenti’.

Casi di violenza direttamente collegata alle elezioni hanno causato la morte di oltre 50 persone dal luglio 2010. I difensori dei diritti umani, che svolgeranno un importante ruolo come osservatori delle elezioni di aprile, stanno andando incontro a crescenti minacce senza ricevere adeguata protezione.

Nonostante questo, non è stato avviato alcun piano nazionale contro la violenza elettorale e ben poche persone sono state arrestate. L’attuale governo non ha avviato procedimenti efficaci sugli episodi di violenza di Jos e dello stato di Pleateu, mentre le conclusioni di precedenti inchieste governative sulle cause della violenza non sono mai state rese pubbliche. La carente qualità delle indagini di polizia pregiudica ulteriormente i tentativi di portare i responsabili di fronte alla giustizia.

Nello stato di Bomo, nel nord-est del paese, dal luglio 2010 il gruppo Boko Haram si è reso protagonista di attacchi alle forze di sicurezza, a funzionari governativi e a esponenti religiosi, così come a semplici passanti, in cui sono state uccise oltre 50 persone. Le forze di sicurezza hanno reagito con tutta una serie di violazioni dei diritti umani come le sparizioni forzate, le esecuzioni extragiudiziali e le detenzioni arbitrarie.

L’organizzazione per i diritti umani ha lanciato oggi il sito www.eyesonnigeria.org che combina nuovi strumenti di monitoraggio e tecnologie avanzate per visualizzare e denunciare le violazioni dei diritti umani ed evidenziare le situazioni di rischio. Il sito monitorerà anche il dannoso fenomeno del ‘gas flaring’ (le emissioni di gas) nella regione del Delta del Niger.