Il nostro programma per i diritti umani in Italia - Amnesty International Italia

Il nostro programma per i diritti umani in Italia

22 gennaio 2018

Tempo di lettura stimato: 3'

Editoriale a cura del Presidente Antonio Marchesi.

Cara amica, caro amico,

Amnesty International nasce in un’epoca in cui il mondo era organizzato in blocchi separati e le ideologie la facevano da padrone. Nasce come organizzazione per i diritti umani: una scelta che oggi può sembrare banale ma che era in realtà rivoluzionaria perché postulava la necessità di uscire dalla gabbia delle molteplici divisioni per affermare il comune destino di tutte le persone. E comportava che si lavorasse in modo concreto per i diritti di tutti, vicini e lontani.

Proprio la necessità di affermare con forza la teoria e la prassi dei diritti umani (che non sono i diritti dei soli cittadini o dei soli lavoratori) ha contribuito a fare sì che Amnesty International sia stata soprattutto un’organizzazione di solidarietà internazionale, impegnata in favore di persone altrimenti dimenticate, di abitanti di paesi lontani.

Oggi, in un contesto profondamente cambiato, senza dimenticare la nostra vocazione originaria, ci occupiamo anche, e sempre più, di quello che accade a casa nostra, nelle strade e nelle piazze delle nostre città.

La prospettiva però è rimasta la stessa: è il punto di vista dei diritti umani che sembra purtroppo perdere terreno, non solo nelle scelte politiche ma anche nelle teste e nei cuori di molti nostri concittadini.

Per questo, nel biennio 2018-2019, metteremo in campo le nostre risorse, che sono soprattutto umane (il tempo, l’energia, le competenze), per attuare un programma ambizioso sui diritti umani in Italia. Abbiamo progettato attività di contrasto dei discorsi d’odio nei confronti di rifugiati, migranti e non solo; azioni di difesa delle libertà di associazione e di manifestazione dall’impatto delle politiche securitarie; azioni di denuncia dei trasferimenti illegali di armi dall’Italia verso paesi nei quali vengono usate per colpire indiscriminatamente i civili.

Siamo convinti che, nonostante il clima di paura e di rancore, siano in molti a condividere i nostri obiettivi.

A loro ci rivolgiamo e ci rivolgeremo, chiedendo che ci diano una mano a raggiungerli.

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