Obama deve parlare di diritti umani in Cina - Amnesty International Italia

Obama deve parlare di diritti umani in Cina

15 novembre 2009

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Il presidente Obama deve parlare di diritti umani durante la sua visita in Cina

CS140: 16/11/2009

Amnesty International ha sollecitato il presidente statunitense Barack Obama a fare pressioni sulle autorità di Pechino, nel corso della sua prima visita ufficiale in Cina, affinché pongano fine al drammatico aumento delle violazioni dei diritti umani nel paese asiatico. Il presidente Obama deve assumersi  la responsabilità di chiedere pubblicamente il miglioramento della situazione dei diritti umani in Cina.

La situazione dei diritti umani in Cina è fortemente negativa. Amnesty International continua a seguire con preoccupazione l’aumento dei casi di detenzione amministrativa, inclusa la ‘rieducazione attraverso il lavoro’, che può significare un periodo di privazione della libertà anche fino a quattro anni, in assenza di qualsiasi procedura giudiziaria. La tortura è endemica e causa la morte di molti prigionieri. Gli avvocati e gli attivisti per i diritti umani vengono intimiditi, aggrediti, sequestrati, posti sotto sorveglianza o agli arresti domiciliari e processati solo per aver protetto i diritti di altre persone. In alcuni casi, finiscono per essere vittime di sparizioni.

Al presidente Obama, Amnesty International chiede di sollecitare le autorità cinesi a rilasciare tutte le persone in carcere per aver preso parte a proteste pacifiche (compreso il sostegno al Dalai Lama o alle richieste di maggiore autonomia o di indipendenza del Tibet) e, nello specifico, due prigionieri: Shi Tao, giornalista condannato a 10 anni di carcere grazie alla complicità di Yahoo! Inc. unicamente per aver inviato una mail, e Ablikim Abdiriyim, figlio dell’attivista uigura Reibya Kadeer, condannato a nove anni di carcere per ‘istigazione e partecipazione ad attività secessioniste’ al termine di un processo basato su prove presumibilmente estorte con la tortura.

FINE DEL COMUNICATO                                                              Roma, 16 novembre 2009      
                                                                                   
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