Obiettivi di sviluppo del millennio: gli stati non devono ignorare i diritti umani - Amnesty International Italia

Obiettivi di sviluppo del millennio: gli stati non devono ignorare i diritti umani

9 giugno 2010

Tempo di lettura stimato: 8'

Rafforzare gli Obiettivi di sviluppo del millennio: Amnesty International sollecita gli stati a non ignorare i diritti umani nell’azione per porre fine alla povertà

CS055: 09/06/2010

Amnesty International ha dichiarato oggi che i gruppi più vulnerabili e poveri del mondo rischiano di esser tagliati fuori dagli sforzi per sradicare la povertà, se gli stati non porranno i diritti umani al centro della loro azione.
 
In un nuovo rapporto che esamina come rafforzare gli Obiettivi di sviluppo del millennio (Osm), intitolato ‘Dalle promesse ai fatti’, Amnesty International descrive le azioni decisive che i governi possono svolgere per ottenere progressi significativi nei prossimi cinque anni.
 
Il rapporto è stato lanciato oggi a New York, nel corso di una conferenza organizzata da Amnesty International e Realizing Rights sull’importanza dei diritti umani nel raggiungimento degli Osm, cui hanno preso parte rappresentanti dei governi, delle organizzazioni della società civile e delle Nazioni Unite.
 
‘Gli Osm costituiscono la promessa di un futuro più equo per i gruppi più poveri ed esclusi del pianeta, ma oggi è chiaro che se i governi non agiranno con urgenza, quella promessa è destinata a venire meno’ – ha dichiarato Claudio Cordone, Segretario generale ad interim di Amnesty International. ‘Il messaggio per i leader mondiali che a settembre si riuniranno per valutare i progressi fatti sugli Osm è chiaro: agire ora per porre i diritti umani al centro degli sforzi per migliorare la vita di coloro che vivono in povertà’.  

Il rapporto di Amnesty International chiede ai governi di garantire che tutte le iniziative relative agli Osm siano coerenti con i diritti umani, affrontare la discriminazione che colpisce le donne, istituire obiettivi nazionali da raggiungere, favorire il diritto di partecipazione e rafforzare i meccanismi di accertamento delle responsabilità.

Uguaglianza di genere, salute materna e insediamenti abitativi precari sono i tre temi principali messi in evidenza nel rapporto, allo scopo di mostrare lo scarto esistente tra l’attuale struttura degli Osm e gli standard internazionali sui diritti umani.
 
Per quanto riguarda l’uguaglianza di genere, il rapporto denuncia come e quanto i governi non abbiano tutelato i diritti umani delle donne attraverso tutti gli Osm, nonostante siano fondamentali per contrastare la povertà. L’unico caso in cui l’uguaglianza di genere è elencata negli Osm, riguarda l’eliminazione delle disparità nel campo dell’istruzione.

Si calcola che le donne costituiscano il 70 per cento delle persone che vivono in povertà. Il rapporto di Amnesty International denuncia come donne e bambine continuino a subire discriminazione di genere, violenza e ulteriori violazioni dei diritti umani in tutte le società.
 
Il miglioramento della salute materna è un’area in cui i progressi fatti sono stati decisamente scarsi. Gli Osm non prendono in considerazione tutta una serie di fattori sottostanti che incidono sulla mortalità materna.

Violazioni dei diritti umani quali i matrimoni forzati e precoci e la violenza contro le donne e le ragazze impediscono alle donne di prendere decisioni sulle loro vite. Gli Osm, inoltre, non prestano sufficiente attenzione ai diritti sessuali e riproduttivi. Dal Perú alla Sierra Leone, il rapporto di Amnesty International illustra gli ostacoli in cui le donne che vivono in povertà s’imbattono nell’accesso alle cure per la salute materna.

Gli Osm si pongono il traguardo di migliorare la vita di almeno 100 milioni di residenti negli insediamenti abitativi precari: un traguardo che Amnesty International giudica ‘fortemente inadeguato e debole’, dato che nel 2020 si ritiene che un miliardo e quattrocento milioni di persone si troveranno in quelle condizioni. Anche in questo caso, gli Osm non tengono conto degli obblighi derivanti per gli stati dal diritto internazionale.

Amnesty International ha documentato sgomberi forzati di comunità che vivono negli insediamenti abitativi precari in ogni parte del mondo, con effetti catastrofici per persone che già si trovavano in condizioni di povertà. Gli Osm ignorano gli obblighi, di grande importanza, di prevenzione e protezione.

Dal Burkina Faso al Brasile, il rapporto denuncia le lacune esistenti nei meccanismi di accertamento delle responsabilità, lacune che rendono più arduo e talvolta impossibile l’accesso alla giustizia per le persone che vivono in povertà.

‘I diritti umani sono un elemento decisivo per dare concretezza agli Osm’ – ha concluso Cordone. ‘I governi devono essere chiamati a rispondere del fatto che i loro sforzi per raggiungere gli Osm siano coerenti con i diritti umani’.

Ulteriori informazioni

Il rapporto ‘Dalle promesse ai fatti’ viene pubblicato nell’ambito della campagna ‘Io pretendo dignità‘, lanciata da Amnesty International il 28 maggio 2009. La campagna intende denunciare e combattere le violazioni dei diritti umani che rendono le persone povere e le intrappolano nella povertà, mobilitando persone di ogni parte del mondo affinché chiedano ai governi, alle grandi aziende e ad altri soggetti di ascoltare la voce di chi vive in povertà e riconoscere e proteggere i loro diritti.

Gli Osm sono la più importante iniziativa globale per affrontare la povertà e derivano dalla Dichiarazione del Millennio, adottata 10 anni fa. 
 
Gli Osm prendono in esame otto aree: sradicare la fame e la povertà estrema; ottenere l’istruzione primaria universale, promuovere l’uguaglianza di genere e l’empowerment delle donne; ridurre la mortalità infantile; migliorare la salute materna; combattere l’Hiv/Aids, la malaria e altre malattie; assicurare la sostenibilità ambientale; sviluppare la collaborazione globale per lo sviluppo.

Approfondimento ‘Obiettivi di sviluppo del millennio’  

Scarica il rapporto in inglese ‘Dalle promesse ai fatti’

FINE DEL COMUNICATO                                                                                 Roma, 9 giugno 2010
 
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Obiettivi di sviluppo del millennio: nessuna concretezza senza i diritti umani!