Oltre trenta morti negli scontri in Perù - Amnesty International Italia

Oltre trenta morti negli scontri in Perù

9 giugno 2009

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(10 giugno 2009)

Gli scontri di venerdì 5 giugno nella città di Bagua, nell’Amazzonia peruviana, hanno fatto nove vittime tra i manifestanti e 24 tra le forze dell’ordine.

Almeno 169 manifestanti e 31 agenti di polizia sono stati feriti e oltre 79 persone sono state arrestate, compresi diversi minori.

La situazione in Amazzonia resta critica‘ – ha affermato Nuria García, responsabile della ricerca sul Perú per Amnesty International. ‘È fondamentale che le autorità prendano misure decisive per impedire che siano commesse violazioni dei diritti umani o che le loro azioni incrementino la violenza‘ – ha aggiunto García.

Le comunità native dell’Amazzonia protestano da oltre 50 giorni contro una serie di decreti legislativi relativi all’uso della terra e delle risorse naturali nella giungla amazzonica. Questi leggi sono parte dell’accordo di libero commercio stipulato da Perú e Stati Uniti.

Le comunità native non sono state consultate in relazione a questa legislazione, nonostante il Perú abbia obblighi in tal senso derivanti dalla Convenzione dell’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) n. 169 su popoli indigeni e tribali. Il 9 maggio, in risposta alle proteste il governo ha dichiarato lo stato di emergenza nell’area per 60 giorni.

Venerdì 5 giugno, la Polizia nazionale ha sgomberato con la forza i nativi che avevano bloccato la strada per accedere a Bagua. Amnesty International è venuta a conoscenza di un’escalation di violenza, incluso un uso eccessivo della forza da parte delle forze dell’ordine, come di casi di poliziotti sequestrati e uccisi da membri delle comunità native.

Su diversi leader delle organizzazioni native pendono accuse per ribellione, rivolta e cospirazione a fini di ribellione e contro l’ordine pubblico. Tra questi, anche Alberto Pizango Chota, presidente dell’Associazione interetnica di sviluppo della giungla peruviana, nei cui confronti le autorità hanno spiccato un mandato d’arresto sabato. Secondo quanto da lui stesso riportato, lunedì sarebbe stato costretto a rifugiarsi presso l’Ambasciata del Nicaragua a Lima.

Le autorità competenti devono aprire un’indagine rapida e imparziale per far luce sui crimini commessi e portare innanzi alla giustizia i responsabili, siano essi poliziotti o nativi‘ – ha aggiunto Garcia.

Amnesty International ha affermato che, sebbene le autorità abbiano il diritto e il dovere di garantire il rispetto della legge e dell’ordine pubblico, devono farlo con un uso proporzionato della forza, attenendosi sempre all’obbligo di rispettare i diritti umani.

Il diritto alla vita, all’integrità fisica e quello di essere liberi da tortura e maltrattamenti, dovrebbero essere sempre rispettati, anche in situazioni eccezionali‘ – ha aggiunto Garcia.

L’organizzazione per i diritti umani ha anche chiesto ai leader delle organizzazioni native di dire a chiare lettere ai manifestanti che è inaccettabile prendere in ostaggio o uccidere agenti di polizia.