Pandemia da Covid-19 in Russia: "proteggere mezzo milione di detenuti" - Amnesty International Italia

Pandemia da Covid-19 in Russia: “proteggere mezzo milione di detenuti”

31 Marzo 2020

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Pandemia da Covid-19 in Russia, Amnesty International sollecita il governo a proteggere mezzo milione di detenuti

Amnesty International ha sollecitato il governo della Russia a prendere misure urgenti per evitare le conseguenze devastanti della possibile diffusione del virus Covid-19 nella popolazione carceraria. Almeno 9000 su 519.600 detenuti e prigionieri sono ultrasessantenni e un numero ancora maggiore è in cattive condizioni di salute.

La situazione del sistema penitenziario russo, caratterizzata da sovraffollamento, scarsa ventilazione, servizi igienico-sanitari e cure mediche inadeguati, espone i prigionieri a un elevato rischio di contrarre il virus. Se le autorità non prenderanno urgenti misure protettive, la pandemia potrebbe abbattersi sulle prigioni russe con conseguenze devastanti“, ha dichiarato Natalia Prilutskaya, ricercatrice sulla Russia di Amnesty International.

Molti prigionieri sono già in cattive condizioni di salute e si trovano in colonie penali distanti centinaia e centinaia di chilometri da casa e dagli ospedali civili. Chiediamo alle autorità russe di prendere in considerazione il decongestionamento delle prigioni del paese, tra cui il rilascio dei detenuti in attesa di giudizio e di quelli maggiormente a rischio, come gli anziani e quelli in precarie condizioni di salute. Per tutti gli altri occorrerà attuare sollecite misure di protezione“, ha aggiunto Prilutskaya.

Alcune caratteristiche del sistema penitenziario russo sono particolarmente pericolose nel contesto dell’attuale pandemia da Covid-19. Una di queste è la modalità di trasferimento dei prigionieri: ammassati all’interno di vagoni ferroviari chiusi e poco aerati, senza luce né acqua corrente o servizi igienici, sono costretti a viaggiare anche per settimane per raggiungere le remote colonie penali.

Secondo gli ultimi dati disponibili, almeno 97.000 prigionieri (il 18,7 per cento del totale) si trovano in centri di detenzione preventiva, dove anche a causa del sovraffollamento sono maggiori i rischi d’infezione.

Queste persone rischiano di rimanere ancora più a lungo in tali centri dato che tutti i processi sono stati sospesi. Sebbene secondo il diritto internazionale sia una misura eccezionale, in Russia la detenzione preventiva è la norma.

Chiediamo una revisione urgente di tutte le decisioni di rinvio in carcere, in attesa di giudizio, dei presunti autori di reati e soprattutto il rilascio di tutti i prigionieri di coscienza che sono in carcere solo per aver esercitato pacificamente i loro diritti e che non avrebbero mai dovuto mettere piede in una cella“, ha concluso Prilutskaya.