Pensieri e impressioni da Lampedusa – Il post di Valerio, studente di Giurisprudenza a Bologna

1 Agosto 2011

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29 luglio 2011

È la mattina di un lunedì di luglio e a Lampedusa non fa il solito caldo da Africa Nera , tutt’altro, viene giù un forte acquazzone. Gran quantità di gocce d’acqua che a noi partecipanti al campo sui diritti umani di Amnesty International non permettono di rispettare lo svolgimento delle attività programmate per la mattinata. Quest’ultima non è persa e proprio grazie alle gocce d’acqua dolce, che ci danno un piacevole sollievo e alleviano la nostra sofferenza, se tale può essere definita, dopo giorni di caldo torrido, decidiamo di recarci al C.I.E. Imbriacola di Lampedusa. È il 25 luglio, giornata di mobilitazione nazionale denominata ‘LasciateCIEntrare“; tema centrale è la condizione dei migranti nei C.I.E.
 
Imboccata la via per andare al C.I.E. ci siamo subito potuti rendere conto di quale fosse la realtà.
È una realtà che narra di sbarramenti in divisa e barriere fisiche, sbarre e filo spinato. Tutto invalicabile. I nostri pensieri, sentimenti e la nostra solidarietà nei confronti di esseri umani come noi rinchiusi all’interno del C.I.E. non possono essere fermati da alcun ostacolo. Riflettiamo su quanto hanno dovuto affrontare, il viaggio durante il quale gocce d’acqua salata bruciano la loro pelle, procurando loro ulteriore sofferenza. E allora ci sentiamo loro complici, loro amici, tutti abitanti della stessa Terra che è il nostro mondo.
 
Per questo ci uniamo a loro, stando al loro fianco, dicendogli di guardare al C.I.E.lo

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