Petrolio e violazioni dei diritti umani in Nigeria - Amnesty International Italia

Petrolio e violazioni dei diritti umani in Nigeria

4 maggio 2011

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In occasione dell’Assemblea dei soci di Eni, in programma giovedì 5 maggio presso il Palazzo dell’Eni a Roma, la Sezione Italiana di Amnesty International, in collaborazione con la Campagna per la riforma della Banca mondiale (Crbm), svolgerà un’iniziativa di sensibilizzazione chiedendo la bonifica delle zone inquinate dal petrolio nel Delta del Niger, in Nigeria.

A partire dalle 9, di fronte all’ingresso del Palazzo dell’Eni, attiviste e attivisti della Sezione Italiana di Amnesty International e di Crbm, muniti di spazzoloni e materiale informativo, cercheranno di coinvolgere gli azionisti dell’azienda italiana, che opera in Nigeria attraverso la consociata Nigerian Agip Oil Company (Naoc), nella richiesta di bonifica delle aree inquinate e d’impegno ad attuare misure preventive efficaci.

Dal maggio 2009, nell’ambito della sua campagna globale ‘Io pretendo dignità‘, Amnesty International svolge un’azione per il rispetto dei diritti umani e dell’ambiente nel Delta del Niger. Oltre il 60 per cento delle persone che vive nella regione dipende dall’ambiente naturale per il proprio sostentamento. A causa delle fuoriuscite di petrolio, dello scarico di rifiuti e delle torce di gas prodotte dalle compagnie petrolifere che da anni operano sul territorio, quali Shell, Total e la stessa Eni, gli abitanti sono costretti a usare acqua inquinata per bere, cucinare e lavarsi, si nutrono con pesce contaminato e respirano agenti inquinanti.

L’inquinamento ambientale è causa di violazioni del diritto alla salute e a un ambiente sano. Le persone colpite sono centinaia di migliaia, in particolare le più povere e coloro che dipendono dai mezzi di sussistenza tradizionali, come pesca e agricoltura.

Su questi temi, la Sezione Italiana di Amnesty International è impegnata in un dialogo con Eni, sviluppatosi nel corso di una serie di incontri a partire dal novembre 2009.

FINE DEL COMUNICATO                                                                               Roma, 4 maggio 2011

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