Pianista turco condannato per dei tweet - Amnesty International Italia

Pianista turco condannato per dei tweet

16 aprile 2013

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La condanna di un noto pianista turco per  ‘offese all’Islam’ su Twitter è un messaggio ‘spaventoso’ a coloro che usano i social media nel paese, ha affermato Amnesty International.

Fazil Say, che ha suonato in alcune delle più importanti orchestre del mondo, è stato condannato a 10 mesi,  con sospensione della pena,  per aver postato nell’aprile 2012 tweet derisori su personalità religiose e sulla concezione islamica del paradiso.

‘La condanna di Fazil Say è una palese violazione della sua libertà di espressione, resa possibile da una delle leggi più restrittive della Turchia’ – ha affermato Andrew Gardner, esperto di Turchia per Amnesty International.

‘Questo caso manda un avvertimento spaventoso a tutti quelli che usano Twitter o altri social media in Turchia: se esprimi un’opinione che non piace alle autorità, potresti essere il prossimo’.

Le accuse contro Say citano nove tweet presenti sul suo account, incluso un retweet che diceva: ‘Non so se l’avete notato, ma dove c’è un parassita, un malvivente, un ladro o un pazzo, loro sono sempre islamisti. È un paradosso?’
Il 12 aprile il parlamento turco ha approvato un pacchetto di riforme  – chiamato ‘il quarto pacchetto giudiziario’ – che non è riuscito a superare le leggi obsolete e restrittive del paese che limitano la libertà di espressione.

Say, che ha suonato con la Filarmonica di New York, l’orchestra Sinfonica di Berlino si è detto ‘amareggiato’ dal verdetto.

‘Sono molto rammaricato per la libertà di espressione . La condanna nei miei confronti, emessa anche se  non ho compiuto alcun crimine, solleva molte più preoccupazioni per la libertà di espressione e di religione in Turchia che per la mia persona’.

Secondo la sentenza, Say andrà in prigione se commetterà lo stesso reato nei prossimi cinque anni.
‘Questa condanna mostra l’ingiustizia della legge turca che espone le persone ad abusi – inclusa la carcerazione – solo per aver espresso la propria opinione’ – ha affermato Gardner.

‘L’incapacità del governo di fare le riforme richieste dal quarto pacchetto giudiziario rappresenta il fallimento di una grande opportunità che aveva di allineare le leggi turche agli standard internazionali sui  diritti umani.

‘Il governo deve riconsiderare la sua agenda di riforme e abolire immediatamente reati come quello usato per condannare Fazil Say’.