Pozzuoli, 16 settembre: chiusura del progetto 'Comunicare dentro' - Amnesty International Italia

Pozzuoli, 16 settembre: chiusura del progetto ‘Comunicare dentro’

16 settembre 2010

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Si è concluso giovedì 16 settembre, presso la Casa Circondariale femminile di Pozzuoli, il progetto di Educazione ai diritti umani di Amnesty International intitolato ‘Comunicare dentro’.  L’incontro è stato organizzato in collaborazione con la Casa Circondariale di Pozzuoli e col supporto della Provincia di Napoli e della Regione Campania.

L’iniziativa ‘Comunicare dentro’, nata in un contesto di lavoro più ampio di Educazione ai diritti umani che la Sezione Italiana di Amnesty International porta avanti da anni, ha avuto come destinatarie le agenti di Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale di Pozzuoli.

Le attività delle agenti di Polizia Penitenziaria hanno un forte impatto sulla promozione o violazione dei diritti umani. Negli incontri realizzati durante il periodo maggio – ottobre 2009, il corso di formazione, che rientra nell’alveo dell’Educazione ai diritti umani di tipo non formale ed informale (e che si è avvalso di metodologie partecipative di tipo non direttivo, quali l’analisi transazionale ed il teatro dell’oppresso di Boal), oltre a informare sulle norme e sui fondamenti dei diritti umani, ha dato particolare attenzione alle dinamiche che intercorrono a livello interpersonale con lo scopo ultimo di favorire il pieno sviluppo e la piena espressione della personalità, prevenendo fenomeni quali il burn out e sviluppando l’empowerment del ruolo professionale dell’agente di polizia.

Ha introdotto e moderato il dott. Arturo Rubino, vicedirettore dell’Istituto di pena.

La dott.ssa Stella Scialpi, direttrice della Casa Circondariale di Pozzuoli, ha introdotto l’argomento carcerario esponendo le varie problematiche relative al mondo carcerario: carenza di fondi, sovraffollamento, necessità formative più ampie, strutturali e permanenti. Ha espresso inoltre apprezzamento per il corso, annunciando la candidatura, per la Campania, del progetto al premio nazionale ‘Filippo Basile’ per le amministrazioni pubbliche.

È intervenuto, inoltre, l’Assessore Galdieri della Provincia di Napoli, la quale ha preso atto del contestuale disorientamento sociale e politico generale, in virtù del quale si rendono necessari interventi specifici come quello previsto dal progetto appena concluso, ribandendo il proprio impegno a supportare iniziative analoghe.

Sulla stessa linea è intervenuta la dott.ssa Crisci, dirigente del settore Istruzione della Regione Campania, ribadendo l’importanza di progetti come l’Archivio della Pace e di iniziative permanenti di formazione per gli adulti.

Sono seguiti gli interventi di Diego Cordua, componente del Comitato Direttivo della Sezione Italiana di Amnesty International, e di Aristide Donadio, coordinatore ed ideatore del progetto ‘Comunicare dentro’, che hanno esposto le linee generali dell’operato dell’associazione e il quadro teorico di riferimento, le metodologie adoperate e l’esperienza concreta maturata durante il corso, che ha consentito agli stessi formatori di comprendere aspetti fondamentali della realtà carceraria.

La dott.ssa Marisa de Martino, psicologa e psicoterapeuta esperta di Analisi Transazionale, ha illustrato i fenomeni concreti di burn out e l’utilità di un approccio empatico nella gestione del ruolo professionale del poliziotto.

A conclusione dell’incontro sono intervenute la comandante Santagata e la vicecomandante Sorrentino, che hanno espresso apprezzamenti per il corso e per la ricaduta positiva riscontrata nell’attività lavorativa delle agenti coinvolte. Stessi apprezzamenti sono stati espressi dalla rappresentanza delle agenti intervenute all’incontro.

Durante l’incontro è stato presentato e distribuito l’opuscolo ‘Comunicare dentro. Spunti ed esperienze per una proposta di formazione ai diritti umani per il personale della Polizia Penitenziaria’, realizzato nell’ambito del progetto.

Per ulteriori informazioni sul progetto di Educazione ai diritti umani ‘Comunicare dentro’: eduform@amnesty.it