Primo maggio: appello alla Corea del Sud per i diritti dei lavoratori migranti - Amnesty International Italia

Primo maggio: appello alla Corea del Sud per i diritti dei lavoratori migranti

29 aprile 2009

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Primo maggio: Amnesty International lancia un appello al governo della Corea del Sud in difesa dei diritti dei lavoratori migranti

CS060: 30/04/2009

In vista del 1° maggio, Giornata internazionale dei lavoratori, Amnesty International ha lanciato un appello al governo della Corea del Sud chiedendo protezione per i diritti dei lavoratori migranti, sottoposti a discriminazione e sfruttamento su scala massiccia.

Amnesty International chiede in particolare al governo di Seul di ratificare e attuare le principali Convenzioni dell’Organizzazione internazionale del lavoro in materia di libertà di associazione, contrattazione collettiva e divieto di lavori forzati, nonché la Convenzione sulla protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti e dei loro familiari (conosciuta come Convenzione sui lavoratori migranti).

Il progetto messo a punto l’anno scorso dal governo, che prevede l’espulsione di circa la metà di tutti i lavoratori migranti irregolari entro il 2012, ha dato vita a controlli e interventi violenti da parte delle autorità e ha seminato il panico nelle comunità dei migranti.

Il 12 novembre scorso, agenti dell’immigrazione e di polizia hanno fatto irruzione nelle fabbriche di Maseok (provincia di Gyeonggi), arrestando 110 lavoratori migranti irregolari. Un cittadino del Bangladesh, che si era rotto una gamba nel tentativo di fuga, ha dovuto attendere cinque ore prima di essere portato in ospedale. Altri cinque migranti sono rimasti gravemente feriti. Una cittadina filippina è stata costretta a urinare in pubblico, dopo che gli agenti di polizia le avevano impedito di andare in bagno.

L’8 aprile di quest’anno, due agenti dell’immigrazione sono entrati in un caffè di Daejeon (provincia di Chungcheon Sud) e hanno arrestato una lavoratrice migrante cinese. L’hanno trascinata via con la forza, sollevandola per la maglietta e i jeans e, dopo averla caricata su una camionetta, l’hanno colpita alla schiena. I due agenti sono attualmente sotto inchiesta.

Il diritto dei lavoratori migranti alla libertà di associazione e di costituire un sindacato è sotto attacco in Corea del Sud. Tra la fine del 2007 e la metà del 2008 le autorità hanno arrestato ed espulso i dirigenti dell’Mtu, il Sindacato dei migranti di Seul-Gyeonggi-Incheon. Recentemente, il ministro del Lavoro ha presentato appello contro una sentenza dell’Alta corte di Seul che aveva garantito lo status legale all’Mtu.

Il 25 marzo di quest’anno, l’Organo di governo dell’Organizzazione internazionale del lavoro ha adottato il rapporto del proprio Comitato che si occupa di libertà d’associazione. Questo rapporto sostiene il diritto dei migranti che lavorano in Corea del Sud, a prescindere dal loro status, di formare sindacati e di aderirvi e chiede la fine degli arresti mirati e delle espulsioni che indeboliscono l’azione sindacale.

In occasione della Giornata internazionale dei lavoratori, i soci di Amnesty International chiedono al primo ministro Han Seung-soo e al ministro della Giustizia Kim Kyoung-han di:

porre fine ai provvedimenti repressivi mirati contro i lavoratori migranti irregolari;
garantire che i diritti dei lavoratori migranti siano pienamente protetti attraverso la ratifica e l’attuazione nelle leggi, nelle politiche e nelle pratiche, della Convenzione sui lavoratori migranti;
ratificare e attuare le altre quattro principali Convenzioni dell’Organizzazione internazionale del lavoro: la n. 87 sulla libertà d’associazione e sulla protezione del diritto a organizzare riunioni, la n. 98 sul diritto di organizzare riunioni sulla contrattazione collettiva, la n. 29 sul lavoro forzato e la n. 105 sull’abolizione del lavoro forzato.

FINE DEL COMUNICATO                                                                                 Roma, 30 aprile 2009

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