Professioni pericolose: fare l'avvocato nel Caucaso del Nord - Amnesty International Italia

Professioni pericolose: fare l’avvocato nel Caucaso del Nord

20 marzo 2013

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In un rapporto pubblicato oggi, Amnesty International ha dichiarato che, per chi subisce torture e processi ingiusti nel Caucaso del Nord e in altre zone della Russia, gli avvocati rappresentano l’ultima speranza e che questi ultimi, a causa del loro lavoro, finiscono spesso sotto attacco.

Il rapporto, intitolato ‘Contrastare il ciclo dell’ingiustizia: minacce e pressioni contro gli avvocati nel Caucaso del Nord’, descrive le intimidazioni subite dagli avvocati difensori nel Caucaso del Nord, una regione della Federazione russa dove la violenza delle bande armate è bilanciata dalla pesante risposta delle autorità, spesso con scarso rispetto per i diritti umani.

‘Gli avvocati russi hanno il dovere di proteggere i loro clienti davanti a un sistema di giustizia penale incline a emettere condanne. Compiere il loro dovere verso i clienti li espone a un considerevole rischio’ – ha affermato John Dalhuisen direttore del Programma Europa e Asia Centrale di Amnesty International.

In Russia, la tortura è spesso usata per estorcere confessioni. Gli avvocati che cercano di evitare che i loro clienti si autoaccusino e che contrastano le violazioni dei diritti dei loro clienti, sono spesso visti come un intralcio alla giustizia, piuttosto che suoi essenziali garanti.

‘Purtroppo, gli avvocati che nel Caucaso del Nord si battono per i diritti dei loro clienti sono spesso intimiditi, minacciati, a volte sottoposti a violenza fisica e anche uccisi, mentre  i pubblici funzionari responsabili di questi attacchi godono dell’impunità’.

Il Caucaso del Nord, una regione della Federazione russa che comprende sei repubbliche – Cecenia, Daghestan, Inguscezia, Kabardino-Balkaria, Karachaevo-Circassia e Ossezia del nord –  ma anche la regione di Stavropol, è teatro di attacchi di gruppi armati contro le forze di sicurezza, i rappresentanti delle amministrazioni locali, figure di spicco e semplici cittadini.
Le autorità russe hanno il dovere di garantire sicurezza alla popolazione locale, secondo la legge e ne pieno rispetto dei diritti umani.

Tuttavia, le forze di sicurezza ricorrono spesso alla tortura e ad altri maltrattamenti durante le indagini. Vi sono anche denunce di sparizioni forzate e uccisioni illegali. L’assenza di risultati nelle indagini da parte delle autorità russe pregiudica ulteriormente lo stato di diritto.

In questo scenario, gli avvocati hanno un ruolo vitale nel rappresentare le vittime di violazioni dei diritti umani e assicurare processi equi alle persone accusate di far parte di gruppi armati o associate ad altre attività criminali.

‘Per i detenuti, l’avvocato difensore è spesso l’unico contatto con il mondo esterno che può testimoniare le torture da loro subite e cercare di sostenere i loro diritti’- ha sottolineato Dalhuisen.

‘Gli avvocati che combattono il ciclo dell’ingiustizia nel Caucaso del Nord diventano spesso essi stessi vittime’.

Il rapporto di Amnesty International illustra una serie di casi di avvocati che hanno subito maltrattamenti e di un avvocato che è stato ucciso.

Nel 2010, Sapiyat Magomedova, avvocata del Dagestan, è stata picchiata dalla polizia mentre andava a visitare un cliente. Dopo che ha protestato e ha insistito che ci fossero indagini imparziali sull’incidente, è stata incriminata a sua volta.

Nel dicembre 2011 un avvocato di Nalchik è rimasto gravemente ferito in un sospetto incidente d’auto che coinvolgeva la polizia. Ha ricevuto minacce di morte sia prima che dopo l’incidente. La polizia non ha indagato sull’episodio.

L’avvocato Omar Saidmagomedov e suo cugino sono stati uccisi dalle forze di sicurezza il 20 gennaio 2012 in una strada di Makhachkala, nel Dagestan. Le autorità hanno catalogato l’episodio come uccisione di due membri di un gruppo armato. I colleghi di Saidmagomedov hanno denunciato che l’avvocato è stato vittima di un’uccisione illegale ed essi stessi hanno subito intimidazioni mentre cercavano di scoprire la verità.

‘Molti degli avvocati che rappresentano vittime di violazioni dei diritti umani da parte delle forze di sicurezza vanno incontro allo stesso problema dei loro clienti: la mancanza di rimedi legali efficaci,  che diano la possibilità di identificare e assicurare alla giustizia i responsabili’ – ha aggiunto Dalhuisen.

‘Essere avvocato e conoscere la legge purtroppo non è un punto a favore che produce grande differenza quando sono coinvolte le forze di sicurezza. Il risultato è che l’impunità per le violazioni dei diritti umani prevale. Le autorità russe devono garantire protezione agli avvocati e assicurare che possano esercitare la loro professione in piena libertà, senza ostacoli e senza paura. Devono assicurare che tutti i colpevoli di atti di violenza o di altre violazioni dei diritti umani contro gli avvocati siano assicurati alla giustizia’ – ha concluso Dalhuisen.

 

Scarica il rapporto ‘Russia_Confronting the circle of injustice threats and pressure faced by lawyers in the North Caucasus’