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Repubblica di Polonia

Capo di stato: Andrzej Duda

Capo di governo: Mateusz Morawiecki

le autorità hanno continuato a erodere l’indipendenza della magistratura e la Corte europea dei diritti umani ha stabilito che due dei massimi organismi giudiziari polacchi non avevano rispettato gli standard di equità processuale. Sono stati fatti ulteriori passi indietro per i diritti sessuali e riproduttivi. Sono cadute accuse penali utilizzate per ridurre la libertà d’espressione o gli attivisti sono stati assolti. Diversi consigli regionali hanno ritirato le proprie risoluzioni contro le persone Lgbti, ma le violazioni dei loro diritti sono proseguite. Le guardie di frontiera hanno respinto richiedenti asilo in Bielorussia. La Polonia non ha applicato la sentenza della Corte europea dei diritti umani riguardante Abu Zubaydah, che è rimasto in detenzione nella struttura statunitense di Guantánamo Bay, a Cuba.

 

DIRITTO A UN PROCESSO EQUO

Il governo ha continuato a prendere di mira giudici e pubblici ministeri che avevano espresso timori per la mancanza di indipendenza della magistratura. A gennaio, il procuratore nazionale ha trasferito sette procuratori in nuove località a centinaia di chilometri dal loro luogo di residenza e con un preavviso di 48 ore. Sei di loro appartenevano a un’associazione che difende lo stato di diritto. Ong hanno criticato i trasferimenti definendoli punitivi.

È perdurata la preoccupazione a livello internazionale per l’erosione dell’indipendenza giudiziaria1. A marzo, la Commissione europea ha deferito la Polonia alla Corte di giustizia dell’Ue per la legge sulla magistratura approvata nel 2020, che impedisce ai tribunali del paese di presentare istanze alla Corte di giustizia per sentenze preliminari, in relazione a procedimenti disciplinari contro i giudici. A luglio, la Corte di giustizia ha stabilito che la camera disciplinare della Corte suprema polacca mancava dell’indipendenza e dell’imparzialità richieste dal diritto comunitario.

In risposta, la Corte costituzionale polacca ha dichiarato che tali sentenze non erano compatibili con la costituzione e ha affermato il primato della legge polacca sul diritto dell’Ue. A novembre, la Corte costituzionale ha dichiarato che l’art. 6 (diritto a un processo equo) della Convenzione europea sui diritti umani era incompatibile con la costituzione polacca. A dicembre, la Commissione europea ha avviato un’altra procedura di infrazione contro la Polonia, in merito alle sentenze della Corte costituzionale.

La Corte europea dei diritti umani ha anche stabilito che sia la Corte costituzionale, sia la camera disciplinare della Corte suprema polacche non avevano soddisfatto i criteri di equità processuale. A maggio, nel caso Xero Flor vs. Polonia, la Corte ha ritenuto che le azioni del legislatore e dell’esecutivo equivalevano a un’illecita influenza esterna nell’elezione di tre giudici della Corte costituzionale, avvenuta nel 2015. A luglio, nel caso Reczkowicz vs. Polonia, la Corte ha stabilito che la camera disciplinare non era un tribunale indipendente, poiché le irregolarità nella nomina dei suoi giudici ne avevano gravemente compromesso la legittimità.

Ad aprile, la Corte ha formalmente richiesto una risposta della Polonia sulle presunte violazioni nel caso del giudice Paweł Juszczyszyn, che nel 2020 era stato sospeso con una decisione della camera disciplinare per aver messo in discussione l’indipendenza del Consiglio nazionale della magistratura.

Il giudice Igor Tuleya, che si era schierato apertamente contro le interferenze del governo nell’indipendenza della magistratura, ha continuato ad affrontare un procedimento penale dopo che, nel 2020, la camera disciplinare aveva cancellato la sua immunità2.

 

DIRITTI DELLE DONNE

A ottobre, il Gruppo di esperti indipendenti del Consiglio d’Europa (Grevio) incaricato di monitorare l’attuazione della Convenzione di Istanbul, ha esortato la Polonia a incorporare pienamente nel proprio diritto la nozione di libero consenso, come richiesto dalla Convenzione di Istanbul, e a garantire sanzioni appropriate per tutti gli atti sessuali non consensuali. Il Grevio ha anche criticato la Polonia per la mancanza di azione contro la violenza domestica.

 

DIRITTI SESSUALI E RIPRODUTTIVI

diritti sessuali e riproduttivi hanno fatto un ulteriore passo indietro3. A gennaio, la Corte costituzionale ha stabilito l’incostituzionalità della legge che consentiva di abortire in caso di gravi malformazioni fetali. Gli ospedali polacchi hanno smesso di praticare aborti in tali casi per evitare che il personale medico fosse chiamato a risponderne penalmente. A luglio, la Corte europea dei diritti umani ha formalmente richiesto alla Polonia una risposta per i casi di 12 persone che sostenevano che la legislazione polacca sull’aborto violava il loro diritto alla vita privata e familiare e il divieto di tortura e altri maltrattamenti.

 

LIBERTÀ DI RIUNIONE

La pubblicazione della sentenza della Corte costituzionale che vietava l’aborto in caso di gravi malformazioni del feto ha dato il via a proteste nei mesi di gennaio e febbraio. Durante le manifestazioni del 27 gennaio a Varsavia, la polizia ha arrestato 20 manifestanti e ha depositato 250 denunce di reati amministrativi. Le persone arrestate sono state condotte in commissariati situati fuori da Varsavia, ostacolando il loro accesso agli avvocati.

 

LIBERTÀ D’ESPRESSIONE

A marzo, il tribunale distrettuale di Płock ha assolto tre attivisti dall’accusa di “vilipendio alla religione” per aver posseduto e distribuito manifesti e adesivi raffiguranti la vergine Maria con un’aureola con i colori dell’arcobaleno Lgbti. A fine anno era ancora pendente un appello dell’accusa contro l’assoluzione.

A giugno, la polizia ha chiuso l’indagine per l’accusa di “furto e furto con scasso” nei confronti di due attivisti coinvolti in una campagna di manifesti nel 2020, che accusava il governo di manipolare le statistiche sulla pandemia da Covid-19.

A novembre, un tribunale distrettuale di Varsavia ha condannato la giornalista Ewa Siedlecka per diffamazione penale per gli articoli che aveva scritto nel 2019. Aveva divulgato una campagna d’odio legata all’allora vice ministro della giustizia, che prendeva di mira i giudici che si opponevano a “riforme” che minavano l’indipendenza giudiziaria.

 

DIRITTI DELLE PERSONE LESBICHE, GAY, BISESSUALI, TRANSESSUALI E INTERSESSUATE

In risposta alle continue violazioni dei diritti delle persone Lgbti, la Commissione europea ha avviato una procedura d’infrazione. A settembre ha richiesto che cinque consigli regionali ritirassero le risoluzioni contro le persone Lgbti adottate nel 2019, pena il mancato ricevimento dei finanziamenti dell’Ue. In risposta, sempre a settembre, quattro consigli regionali hanno ritirato tali risoluzioni.

 

DIRITTI DI RIFUGIATI E MIGRANTI

Funzionari della polizia di frontiera hanno ammesso di aver respinto richiedenti asilo in Bielorussia. Tra il 18 e il 19 agosto, un gruppo di 32 richiedenti asilo provenienti dall’Afghanistan, entrati in Polonia dalla Bielorussia, è stato respinto verso il lato bielorusso del confine. Tutti i 32 afgani cercavano di ottenere protezione internazionale in Polonia, ma le guardie di frontiera non hanno loro permesso di accedere al territorio polacco. Nonostante due ordinanze della Corte europea per i diritti umani, la Polonia non ha fornito al gruppo cibo, acqua, riparo, assistenza medica e accesso agli avvocati4.

A ottobre, il parlamento ha adottato emendamenti alla legge sugli stranieri e alla legge sulla concessione della protezione agli stranieri, secondo cui chi attraversava il confine “irregolarmente” doveva lasciare il territorio della Polonia ed era vietato loro rientrarvi. La legge rende perciò impossibile chiedere asilo in Polonia alle persone che entrano “irregolarmente”.

Il 2 settembre, il presidente ha dichiarato uno stato d’emergenza al confine con la Bielorussia, con il quale ha vietato l’accesso alla zona di confine a giornalisti, operatori dei media e delle Ong e ha impedito agli avvocati di avere accesso ai richiedenti asilo5. Il 1° dicembre, un emendamento alla legge sulla protezione dei confini ha impedito l’ingresso nell’area di confine senza limiti temporali.

 

TORTURA E ALTRI MALTRATTAMENTI

Ad aprile, Abu Zubaydah, un cittadino palestinese detenuto a Guantánamo Bay, ha presentato una petizione al Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria chiedendo di essere rilasciato. Abu Zubaydah era stato trattenuto in un sito segreto di detenzione polacco tra il 2002 e il 2003 e la Polonia non era ancora riuscita ad applicare completamente la sentenza emessa dalla Corte europea dei diritti umani e a svolgere un’indagine efficace sul caso.

 

DIRITTO ALLA PRIVACY

A dicembre, Ewa Wrzosek, una procuratrice distrettuale di Varsavia e membro di Lex Super Omnia, un’associazione che difende lo stato di diritto, è stata avvisata da Apple che il suo telefono era stato preso di mira dallo spyware Pegasus, della società di sorveglianza Nso Group.

 


Note
1 Poland: Briefing on the Rule of Law and Independence of the Judiciary in Poland in 2020-2021 (EUR 37/4304/2021), 17 giugno.
2 Poland: Third-party Intervention to the European Court of Human Rights in the Case of Igor Tuleya (EUR 37/3548/2021), 20 gennaio.
3 Poland: Roll Back of Reproductive Rights is Dark Day for Polish Women, 27 gennaio.
4 Poland: Digital Investigation Proves Poland Violated Refugees’ Rights, 30 settembre.
5 Poland: State of Emergency Risks Worsening Already Dire Situation for 32 Asylum Seekers at Border, 2 settembre.

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