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Federazione russa

Capo di stato: Vladimir Putin

Capo di governo: Michail Mišustin

La pandemia da Covid-19 ha continuato a peggiorare la terribile condizione dei servizi sanitari. I diritti alla libertà d’espressione, associazione e riunione pacifica sono stati regolarmente violati. Le assemblee pubbliche organizzate dall’opposizione politica sono state quasi completamente proibite. Le leggi sugli “agenti stranieri” e sulle “organizzazioni indesiderate”, insieme a procedimenti giudiziari con accuse inventate e altre forme di pressione, sono state ampiamente utilizzate per reprimere il dissenso. Sono state perpetrate minacce e aggressioni contro giornalisti, difensori dei diritti umani e altri attivisti, nell’impunità. La persecuzione dei testimoni di Geova si è intensificata. La tortura e altri maltrattamenti nei luoghi di detenzione sono rimasti endemici e sono stati rari i procedimenti giudiziari contro i responsabili. In Cecenia sono state segnalate sparizioni forzate. Le autorità non sono riuscite ad affrontare il problema della violenza domestica. Le persone Lgbti hanno continuato a subire discriminazioni. Sono perdurate le deportazioni arbitrarie di rifugiati e richiedenti asilo.

 

CONTESTO

Le elezioni parlamentari di settembre sono state accompagnate da una pressione senza precedenti sui candidati indipendenti dell’opposizione, anche impedendo loro di candidarsi per motivi pretestuosi. Nei tre giorni di votazioni, osservatori elettorali indipendenti hanno segnalato un numero record di violazioni.

La corruzione è rimasta pervasiva.

La bassa diffusione del vaccino contro il Covid-19 e la rapida crescita del tasso di contagio hanno portato i governi regionali a introdurre la vaccinazione obbligatoria per alcuni gruppi di lavoratori. Il governo ha ripetutamente annunciato “giorni di congedo” interamente pagati per fermare la diffusione della pandemia, costringendo le imprese a sostenere i costi a fronte di un sostegno governativo limitato.

Incendi senza precedenti hanno imperversato in Siberia e in Estremo Oriente, a seguito di caldo e siccità mai registrati. Il fumo tossico si è diffuso ampiamente, riducendo ulteriormente la già scarsa qualità dell’aria nelle grandi città.

La Russia ha continuato a occupare la Crimea e altri territori.

 

DIRITTO ALLA SALUTE

L’impennata di contagi da Covid-19 e dei tassi di mortalità ha peggiorato i problemi dell’assistenza sanitaria, già scadente in alcuni luoghi. Infrastrutture usurate, impiego negligente delle attrezzature e finanziamenti insufficienti, ad esempio, sono stati citati tra le ragioni del taglio della fornitura di ossigeno in un ospedale dell’Ossezia del Nord ad agosto, che ha provocato la morte di almeno nove pazienti intubati in ventilazione meccanica. Nonostante la carenza di operatori sanitari segnalata in tutto il paese, il governo ha approvato ulteriori tagli al bilancio sanitario. Il gran numero di pazienti Covid-19 ospedalizzati ha portato a ritardi per altre cure mediche già pianificate.

La vaccinazione contro il Covid-19 dei senzatetto e dei migranti privi di documenti è stata complicata dall’obbligo di presentazione di documenti d’identità e assicurazione medica, spesso non disponibili per tali gruppi. Anche i lavoratori migranti regolari hanno incontrato difficoltà e molti hanno dovuto pagare per la vaccinazione.

 

LIBERTÀ DI RIUNIONE

A differenza degli eventi di massa filogovernativi, le assemblee pubbliche organizzate dall’opposizione sono state per lo più proibite, anche usando il pretesto di restrizioni per motivi di salute pubblica. Persone che hanno fatto picchettaggio da sole sono state regolarmente arrestate e perseguite per aver violato una legge indebitamente restrittiva1.

Le manifestazioni a sostegno del leader dell’opposizione Aleksej Naval’nyi hanno portato a un numero senza precedenti di arresti arbitrari di massa2 e a procedimenti amministrativi e penali con accuse pretestuose3. A Mosca sarebbero state impiegate tecnologie di riconoscimento facciale per identificare e redarguire i manifestanti pacifici.

L’uso illegale della forza contro manifestanti pacifici, anche con pistole stordenti, è stato praticato dalla polizia nella più totale impunità4.

Sono stati aperti circa 10 procedimenti penali per “ripetute violazioni dei regolamenti sulle riunioni pubbliche”. A ottobre, l’attivista ambientale Vjačeslav Egorov è stato condannato a 15 mesi di reclusione per aver organizzato una protesta pacifica.

 

LIBERTÀ DI ASSOCIAZIONE

Le organizzazioni della società civile hanno subìto ulteriori ritorsioni e restrizioni a causa delle recenti modifiche alle leggi sugli “agenti stranieri” e sulle “organizzazioni indesiderate”, che hanno allargato il loro ambito di applicazione (ad esempio, vietando la cooperazione con “organizzazioni indesiderabili” all’estero) e aumentato le rispettive sanzioni amministrative e penali.

A luglio, la Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa ha criticato aspramente le nuove modifiche alla legge sugli “agenti stranieri” osservando che “esse costituiscono gravi violazioni dei diritti umani fondamentali”. La Commissione ha esortato la Russia ad “abbandonare” questo regime speciale o in alternativa a rivedere “l’intero corpo della legge”. Il governo ha ignorato queste raccomandazioni.

Altre otto Ong sono state aggiunte alla lista degli “agenti stranieri”, incluso il sindacato indipendente degli operatori sanitari Alleanza dei medici e altre 18 elencate come “indesiderate”, tra cui il Partenariato internazionale per i diritti umani e la Rete europea degli osservatori elettorali. Le autorità hanno continuato a sanzionare le organizzazioni presenti nella lista degli “agenti stranieri” con pesanti multe.

A luglio, il gruppo per i diritti umani Team 29 ha annunciato la chiusura dopo che il suo sito web è stato bloccato per la presunta pubblicazione di materiali di una Ong ceca, indicata di recente come “indesiderata”. Il gruppo ha eliminato tutte le sue pubblicazioni online e l’archivio web per prevenire procedimenti giudiziari.

Ad agosto, l’osservatorio elettorale Golos è stato il primo ente a essere designato come “associazione pubblica non registrata – agente straniero”, secondo le modifiche apportate alla legge, ed è stato seguito da altri cinque gruppi. A dicembre, ai più antichi e influenti gruppi per i diritti umani, l’International Memorial e il Centro per i diritti umani Memorial, è stato ordinato di cessare l’attività a causa di presunte violazioni della legge sugli “agenti stranieri”. Le organizzazioni sono ricorse in appello contro la decisione.

La persecuzione dell’Ong Open Russia come “indesiderata” è continuata, nonostante a maggio si fosse sciolta per proteggere i propri attivisti. A febbraio, Anastasja Ševčenko è stata condannata a quattro anni di reclusione con sospensione della pena, ridotta a tre dopo l’appello di agosto5. A maggio, il suo ex direttore esecutivo Andrej Pivovarov è stato arrestato dopo l’imbarco su un volo internazionale, con l’accusa di cooperazione con una “organizzazione indesiderata”, a causa dei post che aveva pubblicato su Facebook. Il suo processo è iniziato a novembre.

 

LIBERTÀ D’ESPRESSIONE

Le autorità hanno usato le leggi su “agenti stranieri” e “organizzazioni indesiderate” per limitare il diritto alla libertà d’espressione e mettere a tacere organi d’informazione indipendenti, giornalisti e attivisti. Sono state introdotte multe per la mancata inclusione del disclaimer obbligatorio “agenti stranieri” in prima pagina nelle pubblicazioni di chi risultava nella lista.

Quattordici organi d’informazione e 70 persone sono stati designati come “agenti stranieri”, mentre Proekt Media, che fa giornalismo investigativo, è stato messo al bando come “indesiderato”. A giugno, il suo fondatore, Roman Badanin, in seguito iscritto nell’elenco degli “agenti stranieri”, e altri due giornalisti hanno subìto perquisizioni nell’ambito di un caso di diffamazione.

La giornalista Elena Milašina ha ricevuto minacce di morte tutt’altro che velate, dopo la pubblicazione della sua indagine sulle esecuzioni extragiudiziali e le torture da parte della polizia cecena. Le minacce non sono state indagate in modo efficace.

Ad agosto, una corrispondente della Bbc a Mosca è stata bandita dalla Russia a tempo indeterminato in quanto “minaccia alla sicurezza nazionale”.

Ad aprile, quattro giornalisti della rivista studentesca Doxa sono stati posti sotto restrizioni di viaggio come sospetti criminali e accusati di “coinvolgere minori in attività pericolose”, in relazione a un video che invitava gli studenti a sfidare le minacce di espulsione per la partecipazione a proteste pacifiche. Il loro processo è iniziato a dicembre.

I musicisti dissenzienti hanno subìto la cancellazione dei concerti. A ottobre, il concerto della poetessa e giornalista Tat’jana Vol’tskaja è stato cancellato a causa dello status di “agente straniero” appena impostole.

È proseguito il blocco arbitrario ed extragiudiziale dei siti web, mentre il campo di applicazione della legislazione correlata è stato ampliato. A luglio, oltre 40 siti web associati alle attività anticorruzione e politiche di Aleksej Naval’nyi sono stati bloccati, con il pretesto che erano utilizzati “per attività estremiste proibite”.

A settembre, la corte arbitrale di Mosca ha ordinato a Google e Yandex di eliminare i riferimenti a “Smart voting”6 dai risultati dei loro motori di ricerca. Google e Facebook sono stati ripetutamente multati per non aver rimosso “contenuti proibiti”. Il giornalista Igor’ Horošilov è stato condannato due volte a 10 giorni di detenzione amministrativa con l’accusa di “propaganda di emblemi estremisti” per aver menzionato “Smart voting” su Facebook.

A settembre, il servizio di sicurezza federale ha pubblicato una lunga lista di argomenti non classificati, che vanno dai reati nell’esercito al ritardo dei programmi spaziali, il cui monitoraggio renderebbe una persona un “agente straniero”. Una Ong per i diritti umani di lunga data, le Madri dei soldati di San Pietroburgo, ha dichiarato in risposta che avrebbe posto fine al suo lavoro sulle violazioni dei diritti umani nell’esercito.

A ottobre, Dmitrji Muratov, direttore del quotidiano indipendente Novaja Gazeta, è stato insignito del premio Nobel per la pace, in riconoscimento del suo contributo alla libertà d’espressione in un clima sempre più repressivo verso gli organi d’informazione.

 

DIFENSORI DEI DIRITTI UMANI

Le ritorsioni contro i difensori dei diritti umani sono state frequenti e oltraggiose.

Ad aprile, Ivan Pavlov, avvocato per i diritti umani e fondatore del Team 29, è stato arbitrariamente accusato di “divulgazione dei risultati di un’indagine preliminare”. A settembre ha lasciato la Russia ed è stato successivamente inserito in una lista di “ricercati”. Era anche a rischio di essere privato della licenza di avvocato. A novembre, Ivan Pavlov e quattro suoi colleghi sono stati designati come “agenti stranieri”.

Il processo alla femminista e attivista Lgbti Julia Cvetkova, accusata di “diffondere pornografia” per aver condiviso online i suoi disegni body-positive di corpi femminili, è iniziato a Komsomol’sk-na-Amure ad aprile e a fine anno era ancora in corso.

A giugno, l’eminente difensore dei diritti umani Ernest Mezak è stato incriminato con accuse inventate di oltraggio alla corte, per le osservazioni critiche pubblicate sui social media in merito al ruolo dei giudici nel perseguimento dei manifestanti pacifici7.

A ottobre, Galina Arapova, avvocata e direttrice del Mass Media Defence Centre (inserito nel registro degli “agenti stranieri” nel 2015), è stata designata come “persona – agente straniero”.

 

IMPUNITÀ

L’impunità per i reati commessi contro i difensori dei diritti umani e i giornalisti è perdurata. Numerosi crimini, sia del passato, sia attuali, sono rimasti irrisolti, con indagini mai aperte o manifestamente in stallo.

Ad agosto, la Corte europea dei diritti umani ha dichiarato che le autorità russe non avevano indagato adeguatamente sul rapimento e l’omicidio di Natal’ja Estemirova nel 2009, ma non le ha ritenute direttamente responsabili dell’uccisione.

A ottobre è scaduta la prescrizione di 15 anni per l’uccisione dell’eminente giornalista investigativa Anna Politkovskaja. I mandanti del suo omicidio non sono stati identificati.

 

REPRESSIONE DEL DISSENSO

Le ritorsioni contro attivisti dell’opposizione e dissidenti si sono intensificate, dopo che le autorità e il partito al governo, Russia unita, si sono trovati di fronte a un’opinione pubblica sempre più critica nel periodo precedente alle elezioni parlamentari.

A febbraio, il noto attivista dell’opposizione Aleksej Naval’nyi è stato condannato, in un processo politicamente motivato, a 32 mesi di reclusione per aver violato i termini della libertà vigilata, in relazione a un procedimento giudiziario infondato del 2014. Nello stesso mese, la Corte europea dei diritti umani ha ordinato il suo rilascio immediato come misura provvisoria relativa alla sua sicurezza fisica, ma la Russia ha rifiutato di ottemperare. Aleksej Naval’nyi ha denunciato di essere sottoposto a trattamenti disumani e degradanti, inclusa la negazione dell’assistenza medica essenziale. A giugno, un tribunale ha dichiarato “estremisti” e ha messo al bando gli uffici regionali del suo movimento e due Ong a lui associate. A settembre, la Russia ha ignorato la richiesta del Consiglio d’Europa di rilasciarlo e di ribaltare le sue condanne. Al contrario, a ottobre, le autorità hanno annunciato cinque nuovi procedimenti penali contro di lui e i suoi associati.

Altri associati e sostenitori di Aleksej Naval’nyi hanno subìto persecuzioni in tutta la Russia, tra cui procedimenti penali e amministrativi infondati. Ad aprile, nella città di Arcangelo, Andrej Borovikov è stato condannato a oltre due anni di reclusione per “diffusione di pornografia”, in relazione a un videoclip della band tedesca Rammstein che aveva condiviso sui social media nel 2014 e che aveva da tempo cancellato. A luglio, a Murmansk, Violetta Grudina è stata confinata in ospedale per 19 giorni con un falso pretesto correlato al Covid-19, circostanza che le ha anche impedito di candidarsi come indipendente alle elezioni locali. Lilija Čanševa, attivista della città di Ufa, ha rischiato 10 anni di reclusione per accuse di “estremismo”, per il suo ruolo di coordinatrice regionale dell’organizzazione di Aleksej Naval’nyi.

Anche altre voci dissenzienti sono state represse. A maggio, Nikolaj Platoškin, leader del movimento Per il nuovo socialismo, è stato condannato a cinque anni con sospensione della pena e al pagamento di una multa esorbitante per presunte “chiamate a disordini di massa” e diffusione di “informazioni consapevolmente false”. Aveva criticato le autorità, anche per la risposta al Covid-19, e pianificato proteste pacifiche.

Mihail Iosilevič, un attivista di Nižnij Novgorod, è stato falsamente accusato di cooperazione con una “organizzazione indesiderata” e di aver minacciato un testimone e ha trascorso oltre sei mesi in detenzione preventiva. È stato rilasciato ad agosto sotto restrizioni in attesa del processo, che è iniziato a dicembre.

Lo sciamano siberiano Aleksandr Gabyšev, che nel 2019 aveva promesso di “epurare” il presidente Putin dal Cremlino, è stato arrestato con violenza da circa 50 agenti di polizia nella sua casa di Jakutsk. A luglio, un tribunale lo ha confinato a tempo indeterminato in un ospedale psichiatrico per un trattamento obbligatorio. A ottobre è stato trasferito in un istituto psichiatrico specializzato a Novosibirsk, a migliaia di chilometri dalla sua abitazione.

 

TORTURA E ALTRI MALTRATTAMENTI

La tortura e altri maltrattamenti in custodia hanno continuato a essere endemici, mentre i procedimenti giudiziari contro i perpetratori sono stati assai rari.

Le persone arrestate durante le manifestazioni in favore di Naval’nyi hanno lamentato condizioni disumane e degradanti durante la detenzione, tra cui il grave sovraffollamento del centro di detenzione per migranti di Saharovo, fuori Mosca, e altrove.

Sebbene nel 2020 fossero state avviate diverse indagini penali su molteplici accuse di tortura, incluso lo stupro, di prigionieri nella regione di Irkutsk, queste sono state bloccate e vittime e testimoni hanno denunciato minacce e intimidazioni.

A febbraio, i fratelli Saleh Magamadov e Ismail Isaev sono stati rapiti dalla polizia a Nižnij Novgorod e portati in Cecenia, dove sono stati trattenuti con false accuse di aver fornito aiuto a un gruppo armato. Hanno denunciato torture e altri maltrattamenti, ma le autorità cecene si sono rifiutate di aprire un’indagine penale.

A ottobre, Maksim Ivankin, condannato a 13 anni di reclusione per la presunta partecipazione a una finta organizzazione “terroristica” chiamata Network, ha detto ai suoi avvocati di aver “confessato” un duplice omicidio sotto tortura, mentre veniva trasferito in un penitenziario in un’altra regione.

A ottobre, attivisti del gruppo Gulagu.net hanno reso pubblici alcuni video molto crudi, ottenuti di contrabbando, che mostravano le torture ai detenuti, incluso lo stupro, nell’ospedale carcerario di Saratov e in altri istituti penali. In risposta alla diffusa copertura mediatica e allo sdegno dell’opinione pubblica, le autorità hanno avviato indagini penali e licenziato alcuni funzionari della prigione. L’informatore che si era procurato il filmato, Sergej Saveljuv, ha ricevuto minacce ed è stato costretto a lasciare la Russia.

 

SPARIZIONI FORZATE

Sono state segnalate nuove sparizioni forzate, in particolare in Cecenia. Sono rimasti sconosciuti il destino e l’ubicazione di Salman Tepsurkaev, moderatore del canale Telegram 1Adat. Critico verso le autorità, dopo la sua scomparsa avvenuta nel 2020 è apparso in un video pubblicato in forma anonima, mentre subiva tortura. A ottobre, la Corte europea dei diritti umani ha ritenuto la Russia responsabile di averlo arrestato arbitrariamente e senza riconoscere la detenzione, della tortura a cui è stato sottoposto e di non aver indagato in modo efficace sulla tortura.

 

LIBERTÀ DI RELIGIONE E CREDO

La persecuzione dei testimoni di Geova si è intensificata dopo che, nel 2017, l’organizzazione è stata designata arbitrariamente come “estremista”, circostanza che ha portato a perquisizioni domiciliari intrusive e procedimenti penali avviati in tutto il paese e nella Crimea occupata. Almeno 105 persone sono state condannate e a quelle imprigionate sono state inflitte pene detentive sempre più lunghe.

A ottobre, un tribunale di Astrachan’ ha condannato Ol’ga Ivanova a tre anni e mezzo di reclusione, e Rustam Diarov, Sergej Klikunov ed Evgenij Ivanov a otto anni di carcere, le condanne più lunghe inflitte finora a testimoni di Geova.

 

VIOLENZA CONTRO DONNE E RAGAZZE

Ad agosto, uno studio del Consorzio delle Ong delle donne ha rilevato che il 66 per cento delle donne uccise dal 2011 al 2019 era stato vittima di violenza domestica. Sono mancati sforzi significativi per affrontare la questione e il progetto di legge sulla violenza domestica, in stallo dagli anni precedenti, non è stato inserito nell’agenda parlamentare. La situazione delle
sopravvissute ha continuato a peggiorare per le misure restrittive legate alla pandemia.

A settembre, nel caso Volodina vs. Russia n. 2, la Corte europea dei diritti umani ha stabilito che le autorità non erano riuscite a proteggere la ricorrente dalla cyberviolenza e a indagare in modo efficace e consegnare il colpevole alla giustizia. La Corte ha concluso che la conseguente impunità “è stata sufficiente a mettere in dubbio la capacità della macchina statale di produrre un effetto sufficientemente deterrente per proteggere le donne dalla cyberviolenza”.

 

DIRITTI DELLE PERSONE LESBICHE, GAY, BISESSUALI, TRANSGENDER E INTERSESSUATE

La discriminazione contro le persone Lgbti è rimasta diffusa, sostenuta dalla legislazione omofobica conto la “propaganda gay”.

 

DIRITTI DI RIFUGIATI E MIGRANTI

Rifugiati e richiedenti asilo hanno continuato a subire respingimenti.

A settembre, Valentina Čupik, rifugiata dall’Uzbekistan e attivista impegnata nella difesa dei diritti dei migranti, è stata arrestata nella zona di transito dell’aeroporto di Šeremet’evo, al ritorno in Russia. Oltre a privarla dello status di rifugiata, le è stato vietato l’ingresso nel paese per 30 anni e ha rischiato di essere rimpatriata con la forza in Uzbekistan. Solo a seguito di diffuse proteste, a ottobre le è stato permesso di partire per l’Armenia.

 


Note: 
1 Russia: No Place for Protest (EUR 46/4328/2021), 12 agosto.
2 Russia: Human rights crisis deepens as Navalny supporters arrested en masse, 22 aprile.
3 Russia: Detention of Navalny associate on ‘extremism’ charges a forewarning of mass reprisals, 11 novembre.
4 Russian Federation: Assaulted Peaceful Protester Denied Justice: Margarita Yudina (EUR 46/3695/2021), 12 febbraio.
5 Russia: Prisoner of conscience Anastasia Shevchenko convicted, given suspended prison sentence, 18 febbraio.
6 “Smart voting” (voto intelligente) è una strategia tattica di voto ideata da Alekesj Naval’nyi. [N.d.T.]
7 Russian Federation: Prosecution of human rights defender must stop, 14 luglio.

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