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Regno del Lesotho

I tagli ai finanziamenti Usaid per i programmi sull’Hiv e la tubercolosi hanno creato una crisi sanitaria. Le comunità colpite dal progetto della diga di Polihali hanno sporto un reclamo formale chiedendo la protezione delle loro risorse idriche, dei loro terreni e delle loro case, risarcimenti adeguati e una consultazione significativa. Tšolo Thakeli è stato incriminato per le sue critiche online verso le politiche economiche. Proteste pacifiche sono state limitate. Una commissione ha rilevato che agenti penitenziari avevano aggredito fisicamente centinaia di prigionieri, causando anche la morte di un uomo.

 

CONTESTO

Secondo le statistiche ufficiali sulla forza lavoro riferite al 2024, circa il 30 per cento della popolazione in età lavorativa era disoccupato, una percentuale che saliva a quasi il 50 per cento tra giovani di età compresa tra 15 e 24 anni.

A settembre, durante il suo quarto Upr, il governo ha accettato la maggior parte delle raccomandazioni ma si è limitato a prendere atto di quelle che lo sollecitavano ad abolire la pena di morte e a depenalizzare le relazioni sessuali tra persone dello stesso sesso.

 

DIRITTI ECONOMICI E SOCIALI

A gennaio, i tagli ai finanziamenti Usaid per i programmi sanitari sull’Hiv e la tubercolosi hanno messo sotto enorme pressione il già fragile sistema sanitario del paese. Circa 1.500 elementi del personale sanitario assunti attraverso i programmi sostenuti dai donatori hanno perso il lavoro; diverse Ong e strutture gestite dalle chiese hanno ridotto o sospeso i test dell’Hiv, oltre che il servizio di consulenza e il lavoro di sensibilizzazione. Era sempre più difficile per le persone che vivevano con l’Hiv e la tubercolosi, in particolare nelle aree rurali, accedere ai servizi, inclusi i percorsi terapeutici antiretrovirali essenziali e i programmi di prevenzione della trasmissione madre- figlio. Le autorità e i loro partner hanno annunciato strategie di mitigazione, inclusi piani per ottenere finanziamenti alternativi per la riassunzione del personale sanitario.

A settembre, 18 comunità (comprendenti circa 1.600 persone), colpite dalla fase II del progetto idrico degli altipiani del Lesotho, hanno depositato un reclamo formale presso il meccanismo di reclamo indipendente della Banca africana di sviluppo, ente fondatore del progetto. Il reclamo denunciava danni alle abitazioni, l’impossibilità di accedere ai campi, l’inquinamento dell’acqua, risarcimenti inadeguati e l’assenza di una consultazione significativa. Le comunità hanno chiesto la sospensione del progetto in attesa di una soluzione alle loro preoccupazioni. Il progetto comportava la deviazione dell’acqua dalla diga di Polihali nel distretto di Mokhotlong verso la provincia del Gauteng, in Sudafrica, a un costo stimato di tre miliardi di dollari Usa. Il suo completamento era previsto entro il 2029, con un decennio di ritardo rispetto a quanto previsto.

 

LIBERTÀ D’ESPRESSIONE

A giugno, l’attivista dei social media Tšolo Thakeli è stato arbitrariamente arrestato dopo avere postato un video in cui criticava le politiche economiche del governo. È stato rilasciato il giorno dopo e riarrestato quasi immediatamente con l’accusa di sedizione ai sensi della legislazione che criminalizza la libertà di parola, risalente all’era coloniale. L’utilizzo delle accuse di sedizione per punire le critiche online verso le politiche socioeconomiche del governo ha avuto un effetto paralizzante su persone impegnate nell’attivismo, nel giornalismo e utenti dei social media.

 

LIBERTÀ DI RIUNIONE PACIFICA

A partire da giugno, la polizia ha negato i permessi per una serie di proteste in programma nella capitale, Maseru, collegate alla perdita di posti di lavoro nel settore tessile. Le persone che le avevano organizzate hanno affermato che la polizia imponeva condizioni onerose come prerequisiti per poter svolgere le manifestazioni e che aveva anche minacciato di intervenire contro le proteste che si svolgevano al di fuori dei tragitti o dei periodi concordati.

I sindacati e il personale dei servizi comunitari hanno lamentato che la polizia aveva limitato l’autorizzazione delle proteste e i raduni pubblici collegati alle azioni di sciopero di settembre da parte delle persone impiegate nella diga di Polihali, che chiedevano salari e condizioni di lavoro migliori.

 

DIRITTO A VERITÀ, GIUSTIZIA E RIPARAZIONE

La commissione d’inchiesta sugli eventi legati a un’evasione nel penitenziario centrale di Maseru avvenuta a dicembre 2023 ha presentato il suo rapporto al primo ministro Ntsokoane Matekane, il 16 giugno. La commissione ha concluso che gli agenti dei Servizi correzionali del Lesotho (Lesotho Correctional Services – Lcs) avevano sottoposto centinaia di detenuti ad aggressioni fisiche e altro maltrattamento, causando anche la morte di un uomo e provocando disabilità permanenti a un altro. Ha inoltre identificato gravi carenze di leadership e di gestione all’interno dell’Lcs e raccomandato un’azione disciplinare e penale contro i responsabili.

Ad agosto il rapporto è stato presentato al parlamento con alcune sezioni censurate, suscitando le critiche di avvocati, persone della società civile e famiglie dei detenuti, riguardo alla mancanza di volontà delle autorità di garantire verità, giustizia e l’accertamento delle responsabilità per le vittime di tortura e maltrattamento.

 

PENA DI MORTE

Sebbene il Lesotho abbia mantenuto la pena di morte, l’ultima esecuzione nota risale al 1995 e durante l’anno non ci sono state notizie di nuove condanne a morte.

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