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Repubblica Federale della Nigeria

Persone critiche nei confronti delle autorità e impegnate nel giornalismo sono state arrestate, incriminate e detenute arbitrariamente. Agenti e autorità di pubblica sicurezza hanno fatto ricorso all’uso eccessivo della forza per disperdere manifestazioni pacifiche, uccidendo diverse persone e arrestandone arbitrariamente altre. Le autorità non sono riuscite a proteggere le ragazze dai rapimenti e le persone dagli omicidi perpetrati da uomini armati. I raid dell’aviazione militare hanno preso illegalmente di mira la popolazione civile. Il gruppo armato Boko haram ha continuato a uccidere civili. L’insicurezza alimentare acuta e nutrizionale è rimasta elevata in tutto il paese. In diversi stati sono stati eseguiti sgomberi forzati. L’Alta corte del Regno Unito ha confermato la decisione della corte d’appello di permettere alle comunità dello stato di Rivers di considerare la Shell responsabile per danni ambientali.

 

CONTESTO

Il 18 marzo è stato dichiarato uno stato d’emergenza di sei mesi nello stato di Rivers, durante il quale le autorità statali democraticamente elette sono state sospese. Il conseguente aumento della militarizzazione ha portato a una crescente marginalizzazione delle minoranze politiche. Il conflitto armato tra Boko haram e l’esercito è continuato. L’incapacità delle autorità di proteggere l’incolumità e le proprietà della popolazione civile dai quotidiani attacchi dei gruppi armati e dei banditi è costata migliaia di vite e ha creato una potenziale crisi umanitaria in molti stati settentrionali.

A maggio, almeno 110 persone sono morte quando le alluvioni hanno sommerso e spazzato via più di 50 case e chi ci abitava, nella città di Mokwa, nello stato di Niger.

 

LIBERTÀ D’ESPRESSIONE

Le autorità hanno continuato ad arrestare e detenere giornalisti e altre persone che avevano espresso il loro dissenso. Il 27 gennaio, Omoyele Sowore, editore del notiziario online Sahara Reporters, è stato arrestato e detenuto dalla polizia per avere pubblicato su X dei post contro l’ispettore generale della polizia, riferendosi a lui come “l’illegale ispettore generale della polizia Kayode Egbetokun”. È stato incriminato ai sensi della legge sui reati informatici del 2024 e rilasciato su cauzione.

Il 2 marzo, il diciannovenne Haruna Mohammed, conosciuto come “Abale Borno”, noto per le sue aperte critiche sui social media, è stato arrestato e detenuto, dopo la circolazione virale sui social media di un post riguardante lo stato fatiscente delle scuole pubbliche nello stato di Borno. La polizia lo ha accusato di “diffamare e degradare la personalità del governatore”. Il magistrato gli ha accordato la libertà su cauzione e, anche se il caso non era formalmente chiuso a fine anno, la polizia non stava più indagando.

Il 7 marzo, nella città di Port Harcourt si sono svolte proteste pacifiche in risposta alla crescente repressione del diritto alla libertà d’espressione, attraverso il ricorso alla legge sui reati informatici. Durante le proteste, la polizia ha aggredito i giornalisti Charles Opurum di Channels Television, Allwell Ene di Naija Fm, Soibelemari Oruwari di Nigeria-Info, Ikezam Godswill di Ait e Femi Ogunkhilede di Super Fm. La polizia ha sparato gas lacrimogeni contro manifestanti che protestavano pacificamente, confiscato fotocamere e ordinato a giornalisti e giornaliste, sotto minaccia delle armi, di cancellare le registrazioni video delle loro azioni.

Il 16 marzo, Ushie Uguamaye, conosciuta come “Raye”, membro del servizio civile nazionale, ha ricevuto minacce e intimidazioni da parte delle autorità del National Youth Service Corps (Nysc), [il servizio civile obbligatorio per giovani con una laurea per poter accedere a concorsi e lavori pubblici, N.d.T.], per avere postato su Tik Tok un video in cui si rammaricava per le crescenti difficoltà economiche nel paese. Dopo che si era rifiutata di cancellare il video, al completamento del suo servizio ad agosto il Nysc le ha revocato il certificato di congedo, allungando di due mesi il suo servizio come punizione.

Il 25 marzo, la polizia ha arrestato Buhari Abba, un redattore online di Kano Times, e Ismail Auwal, un giornalista freelance, per un editoriale ritenuto critico verso il commissario per l’informazione dello stato di Kano, Ibrahim Waiya. Sono stati detenuti per diverse ore per poi essere rilasciati e a loro carico non risultava alcun processo in corso.

Ad aprile, la commissione nazionale per le trasmissioni ha vietato la canzone del cantante Eedris Abdulkareem dal titolo “Tell your papa” (Dillo a tuo papà), per il suo contenuto critico verso il governo, classificando la canzone come “da non trasmettere”.1

Il 23 settembre, l’avvocato e attivista Chinedu Agu è stato posto in custodia cautelare dopo essere stato rinviato a giudizio per accuse di diffamazione penale a causa delle opinioni espresse in articoli che criticavano il governatore dello stato di Imo, Hope Uzodimma. È stato rilasciato dopo 28 giorni di carcere, in attesa del processo. A fine anno, il tribunale non aveva ancora fissato la data dell’udienza.

 

LIBERTÀ DI RIUNIONE PACIFICA

Il 27 marzo, l’esercito ha aperto il fuoco con munizioni vere su persone che supportavano il Movimento islamico in Nigeria, durante una protesta nella capitale, Abuja, che segnava la fine del digiuno del Ramadan. Hanno ucciso almeno cinque persone, con diverse altre che hanno riportato ferite per le quali erano a rischio di morte.2 Tredici persone, tra cui l’attivista filodemocratico Omoyele Sowore e l’avvocato Aloy Ejimakor, sono state arrestate il 20 ottobre ad Abuja per avere partecipato a una protesta pacifica che chiedeva il rilascio di Nnamdi Kanu, leader del popolo nativo del Biafra. Sono state rinviate a giudizio per molteplici capi di imputazione, tra cui associazione a delinquere, disobbedienza a un ordine legittimo, incitamento a disturbo dell’ordine pubblico e della quiete. Il 24 ottobre, hanno ottenuto il rilascio su cauzione e a fine anno il processo era ancora in sospeso.

 

DIRITTO ALLA VITA

Le autorità non hanno adempiuto ai loro obblighi di prevenire gli attacchi contro singoli individui e comunità, di tutelare i loro diritti alla vita e all’integrità fisica e di garantire giustizia indagando e perseguendo i responsabili della violenza.3

Il 2 febbraio, pastori hanno attaccato Amagou, un villaggio nell’area amministrativa locale (local government area – lga), nello stato di Ebonyi, uccidendo almeno 15 persone e distruggendo diverse proprietà. Il 27 marzo, almeno 16 cacciatori in viaggio dallo stato di Rivers e diretti nella città di Kano per celebrare Eid con le loro famiglie, sono stati bloccate lungo la strada a bordo del loro veicolo e trascinati via uno a uno, picchiati e quindi bruciati vivi da un vigilante locale e da gruppi di giovani armati nella città di Uromi, nello stato di Edo.

Tra il 27 marzo e il 2 aprile, almeno 60 persone sono state uccise da uomini armati in un attacco coordinato condotto in diverse comunità: Mangor Tamiso, Daffo, Manguna, Hurti e Tadai, nella lga di Bokkos, nello stato di Plateau. Il 4 marzo, uomini armati hanno rapito e ucciso Sylvester Okechukwu, un prete in servizio presso il villaggio di Tachiri, nella lga di Kaura, nello stato di Kaduna. Il 13 aprile, almeno 51 persone sono state uccise quando uomini armati hanno invaso il villaggio di Zikke, nella lga di Bassa, nello stato di Plateau.4 Il 24 aprile, uomini armati hanno invaso il villaggio di Gobirawa Chali del distretto di Dan Gulbi della lga di Maru, nello stato di Zamfara, e hanno ucciso oltre 20 persone.

L’8 maggio, uomini armati hanno ucciso almeno 30 persone e bruciato più di 20 veicoli di pendolari e camion lungo la strada che collega Okigwe a Owerri, nello stato di Imo. Tra il 25 maggio e il 1° giugno, almeno 85 persone sono state uccise da uomini armati nella comunità di Tse Antswam, vicino a Naka nell’area a governo locale di Gwer Ovest, e nel villaggio di Edikwu Ankpali, nell’area a governo locale di Apa, nello stato di Benue. Il 14 giugno, uomini armati hanno fatto irruzione nella città di Yelewata, nello stato di Benue, uccidendo oltre un centinaio di persone e costringendo almeno 3.941 a fuggire dalle loro abitazioni.5 Il 20 giugno, almeno 12 viaggiatori provenienti dal villaggio di Basawa nella lga di Zaria, nello stato di Kaduna, sono stati uccisi e altre 11 persone sono state ferite da una folla inferocita nella lga di Mangu, nello stato di Plateau.

Il 15 luglio, uomini armati hanno attaccato Bindi-Jebbu della comunità di Tahoss, nella lga di Riyom, nello stato di Plateau, uccidendo almeno 27 persone; le famiglie sono state chiuse a chiave nelle loro stanze e massacrate una dopo l’altra. Il 19 agosto, uomini armati hanno attaccato una moschea e le case adiacenti e ucciso almeno 50 persone, rapendone altre 60, nella comunità di Unguwan Mantau, nella lga di Malumfashi, nello stato di Katsina.

Il 18 novembre, uomini armati hanno aggredito persone fedeli che si erano riunite nella Chiesa apostolica di Cristo Oke-Isegun, nella città di Eruku, nello stato di Kware, uccidendo tre persone e rapendone altre 38. Sono state liberate il 23 novembre.

 

ATTACCHI E UCCISIONI ILLEGALI

L’esercito ha continuato a perpetrare attacchi indiscriminati o sproporzionati contro civili.

L’11 gennaio, un raid dell’aviazione militare ha ucciso almeno 20 persone nel villaggio di Tungar Kara della lga di Maradun, nello stato di Zamfara. Il 15 febbraio, un raid dell’aviazione militare ha ucciso almeno sei civili nel villaggio di Zakka e sei nella comunità Yauni della lga di Safana, nello stato di Katsina. Il 31 maggio, i raid dell’aviazione militare hanno ucciso 20 persone ferendone altre decine, nei villaggi di Maraya e Wabi, nella lga di Maru, nello stato di Zamfara, tra cui un gruppo di vigilantes locali che si era radunato per affrontare i banditi che avevano assaltato i loro villaggi.

 

VIOLAZIONI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO

Secondo le Nazioni Unite, Boko haram ha continuato a perpetrare attacchi indiscriminati e mirati contro civili. Il 15 maggio, combattenti di Boko haram hanno ucciso 23 persone, agricoltori e pescatori, nel villaggio di Malam Karanti, nello stato di Borno. A settembre, combattenti di Boko haram hanno ucciso almeno 60 persone in un attacco notturno lanciato sul villaggio di Darul Jamal, nello stato di Borno, distruggendo 20 case e incendiando 10 autobus.

 

DIRITTI ECONOMICI, SOCIALI E CULTURALI

L’impennata dei prezzi dei beni alimentari ha gettato sempre più nella povertà milioni di persone, con le famiglie che sempre più spesso non riuscivano a sostenere i costi dell’assistenza sanitaria e dell’istruzione. La nuova legge finanziaria 2025, che ha introdotto un’accisa del 5 per cento sui prodotti combustibili fossili e il diesel, in vigore da gennaio 2026, avrebbe finito per aumentare ulteriormente la povertà. Secondo un rapporto dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Un Food and Agriculture Organization – Fao) e il ministero dell’Agricoltura e della sicurezza alimentare della Nigeria, si stimava che circa 30,6 milioni di persone sarebbero andate incontro a una situazione di insicurezza alimentare e nutrizionale acuta.

I tagli dell’amministrazione Usa ai finanziamenti dell’Usaid hanno colpito i programmi sanitari, abbandonando a un futuro incerto migliaia di persone sieropositive all’Hiv. Gli attacchi compiuti da uomini armati nello stato centrale di Benue hanno causato lo sfollamento interno di 500.000 persone. Molte sono rimaste a vivere all’interno di squallidi campi di accoglienza caratterizzati da carenza di servizi igienici, cibo e assistenza medica, e dalla mancanza di accesso a sufficiente acqua.

Sgomberi forzati

Il 3 febbraio, almeno quattro persone sono state uccise durante le operazioni violente di uno sgombero forzato eseguito dalle autorità dello stato di Kano, a Rimin Auzinawa, un sobborgo della lga di Ungogo. Lo sgombero è avvenuto senza una significativa consultazione, adeguato preavviso, fornitura di risarcimenti o alloggi alternativi per le persone residenti colpite.

Il 7 marzo, il governo dello stato di Lagos ha eseguito uno sgombero forzato violento della comunità di Ilaje-Otumara di Lagos, redendo senzatetto oltre 10.000 persone.6 Il 25 ottobre, il governo dello stato di Lagos ha eseguito sgomberi forzati violenti presso la comunità di Oworonshoki, demolendo oltre 70 edifici residenziali, nonostante un’ordinanza contro la demolizione emessa in precedenza dall’Alta corte di stato. Alcune case sono state distrutte con i bulldozer mentre le famiglie erano ancora al loro interno; nel frattempo gli agenti di sicurezza sparavano candelotti lacrimogeni, che hanno fatto fuggire via centinaia di famiglie.

 

DIRITTO A UN AMBIENTE SALUBRE

I fallimenti nell’implementazione delle politiche energetiche hanno continuato a compromettere le politiche climatiche della Nigeria nel settore non-energetico. Il governo non è riuscito a fermare i finanziamenti per i progetti ad alta intensità di carbonio. La produzione energetica del paese è rimasta fortemente dipendente dai combustibili fossili, costringendo molte persone a dipendere da generatori a benzina per produrre elettricità.

Il 20 giugno, l’Alta corte britannica ha stabilito il luogo a procedere contro la Shell per le fuoriuscite di petrolio nel Delta del Niger.7 Il processo era previsto per il 2027.

 

DIRITTI DI DONNE E RAGAZZE

Le autorità non hanno saputo adottare misure efficaci per prevenire gli attacchi contro donne e ragazze in diverse comunità. Il 27 febbraio, uomini armati hanno rapito quattro studentesse prelevandole dall’ostello situato presso l’università J.S. Tarka, nella città di Makurdi dello stato di Benue. Il 15 aprile, agenti dell’Hisbah (polizia religiosa sostenuta dal governo) hanno aggredito Hauwa’u Lawal Suleiman e le sue sorelle, nello stato di Katsina, per i così definiti “raduni immorali”. Le autorità non hanno provveduto a indagare sulle accuse di molestie sessuali sollevate dalla senatrice Natasha Akpoti-Uduaghan contro il presidente del senato, Godswill Akpabio.

Il 17 novembre, uomini armati hanno rapito 25 alunne dalla loro scuola nella città di Maga, nello stato di Kebbi, e hanno ucciso la vicepreside. Le studentesse sono state liberate il 25 novembre.

Il 21 novembre, uomini armati hanno rapito 303 studentesse e 12 membri dello staff da una scuola nella comunità di Papiri, nella lga di Agwara, nello stato di Niger. Cinquanta delle ragazze sono successivamente fuggite.

 
Note:
1 Nigeria: Banning a song for criticizing government is unlawful, 11 aprile.
2 Nigeria: Violent crackdown on IMN protests must end, 30 marzo.
3 Nigeria: A Decade of Impunity: Attacks and Unlawful Killings in South-East Nigeria, 13 agosto.
4 Nigeria: Plateau: Killing of 51 people is an inexcusable security failure, 14 aprile.
5 Nigeria: Violence and widespread displacement leave Benue facing a humanitarian disaster, 10 luglio.
6 Nigeria: Lagos: Ruthless demolition targeting people in poverty must stop, 10 marzo.
7 UK: Court ruling on Shell oil spills in Niger Delta an ‘important step forward’ for devastated communities, 20 giugno.

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