Repubblica Dominicana


Rapporto 2026   Americhe

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REPUBBLICA DOMINICANA

La discriminazione era strutturale e influenzava l’accesso alla salute e all’istruzione. Persone impegnate nella difesa dei diritti umani hanno subìto molestie fisiche e digitali e violenza. Migliaia di persone continuavano a essere arbitrariamente private della loro nazionalità. Le persone migranti e rifugiate non avevano accesso alla protezione internazionale ed erano soggette a politiche razziste e discriminatorie. L’aborto è rimasto vietato.

 

DISCRIMINAZIONE

Le persone nere, di nazionalità haitiana e cittadine dominicane di origine haitiana hanno subìto una discriminazione strutturale e diffusa.

Le politiche discriminatorie hanno colpito l’accesso all’istruzione, alla salute e alla protezione internazionale.

Funzionari pubblici e istituzioni governative hanno utilizzato una retorica discriminatoria e stigmatizzante.

 

DIFENSORI DEI DIRITTI UMANI

Il governo non si era ancora sforzato di elaborare un sistema di protezione per le persone impegnate nella difesa dei diritti umani, dimostrandosi incapace di garantire indagini tempestive, indipendenti e imparziali sugli attacchi perpetrati ai loro danni.

Singoli individui e gruppi impegnati nella difesa dei diritti umani, in particolare in relazione alla giustizia sociale, al genere e alla migrazione, hanno subìto vessazioni, minacce e restrizioni del loro diritto alla libertà d’espressione e riunione pacifica. Hanno inoltre riferito atti di violenza digitale e rivelazione dei loro dati personali.

Nella Giornata internazionale della donna, le autorità hanno interrotto un’attività organizzata da collettivi culturali perché le persone presenti cantavano in creolo-haitiano.

Ad aprile, durante la Marcia della grande unità, persone che facevano parte di collettivi che difendono i diritti della popolazione dominicana di origine haitiana e attiviste antirazziste sono state aggredite e percosse da gruppi civili che avevano descritto l’attività come una “marcia haitiana”.

Persone impegnate nella difesa dei diritti umani, dei diritti delle donne e dei diritti riproduttivi sono state sottoposte a violenza fisica e digitale da gruppi nazionalisti e conservatori che hanno agito nell’impunità.

 

PRIVAZIONE ARBITRARIA DELLA NAZIONALITÀ

A dodici anni da quando una sentenza della Corte costituzionale li aveva arbitrariamente privati della loro nazionalità, le persone dominicane di origine haitiana continuavano a incontrare barriere istituzionali e ostacoli burocratici nell’accedere ai documenti d’identità dominicana. Questo fatto costituiva una violazione degli obblighi internazionali della Repubblica Dominicana.

 

DIRITTI DELLE PERSONE RIFUGIATE E MIGRANTI

Secondo l’Organizzazione internazionale per la migrazione, durante l’anno almeno 265.215 persone haitiane, tra cui 65.702 donne, 13.204 ragazzi e 11.305 ragazze sono state espulse dalla Repubblica Dominicana, in molti casi con azioni collettive. Il Gruppo di supporto a rimpatriati e rifugiati (Groupe d’Appui aux Rapatriés et Réfugiés – Garr) di Haiti ha riportato che nel 2025 il governo dominicano ha espulso verso Haiti almeno 1.057 donne incinte e 3.000 in allattamento.

Le politiche sulla migrazione mancavano di una prospettiva sui diritti umani, essendo incentrate su misure discriminatorie e repressive contro le persone migranti. Durante le operazioni di controllo della migrazione e nei centri di detenzione per immigrazione continuavano a essere segnalati allarmanti schemi ricorrenti di profilazione razziale, detenzione arbitraria, uso eccessivo della forza e trattamento crudele e disumano, così come espulsioni collettive, in violazione del diritto internazionale. Le persone haitiane non avevano accesso all’asilo e alle procedure per i rifugiati che garantiscono la protezione internazionale, nonostante la crisi dei diritti umani nel loro paese d’origine.

Ad aprile, è stato introdotto un protocollo sanitario per migranti in base al quale coloro che avevano uno status migratorio irregolare avrebbero subìto un’espulsione, dopo avere ricevuto le necessarie cure. Questo protocollo ha reso particolarmente difficile l’accesso alla salute per le persone nere, haitiane e cittadine dominicane di origine haitiana, in particolare le donne incinte, che avevano paura di rivolgersi ai servizi sanitari pubblici.1

 

VIOLENZA SESSUALE E DI GENERE

Ad agosto è stato approvato un nuovo codice penale che ha stabilito il divieto assoluto d’aborto. Ha anche continuato a garantire un termine di prescrizione per i procedimenti penali riguardanti casi di violenza sessuale contro donne adulte; una regressiva classificazione del reato di violenza sessuale da parte di un partner intimo che non risponde agli standard internazionali; la tolleranza delle punizioni fisiche per minori; e l’incapacità di punire la discriminazione basata sull’orientamento sessuale e l’identità di genere.

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