Le autorità cinesi hanno intensificato il controllo sull’informazione e sul dibattito pubblico, seguitando a reprimere il dissenso e le riunioni pacifiche. Persone che partecipavano alle attività religiose sono state perseguitate attraverso sorveglianza, irruzioni e leggi sulla sicurezza. Persone come difensori dei diritti umani, scrittori, artisti e altri attori della società civile hanno continuato a essere detenute e perseguite in base a vaghe disposizioni sulla sicurezza nazionale; la censura e la sorveglianza online di questi gruppi sono perdurate. Le autorità hanno represso l’attivismo volto a raggiungere l’uguaglianza di genere e imposto restrizioni alla libertà d’espressione delle donne e delle persone lgbti, in particolare nello spazio digitale. La Cina ha continuato a ricorrere alla pena di morte. La capacità di produzione di energia rinnovabile è aumentata significativamente, ma altrettanto ha fatto il consumo di combustibili fossili. Gruppi etnici, tra cui uiguri e tibetani, sono rimasti sotto stretto controllo politico e culturale. Nelle regioni amministrative speciali di Hong Kong e Macao, la legislazione nazionale ha ulteriormente eroso i diritti umani.
Nove capi militari sono stati rimossi dai loro incarichi, nominalmente nell’ambito del programma “anticorruzione” del presidente e segretario del Partito comunista cinese Xi Jinping. A settembre, Xi Jinping ha lanciato l’Iniziativa di governance globale, l’ultimo di una serie di piani di sviluppo e cooperazione a sostegno delle sue affermazioni di voler essere un leader in un contesto di “multilateralismo autentico”. Aziende cinesi, spesso con stretti legami con il governo, sono state coinvolte nel sostenere conflitti a livello globale, anche in Myanmar e Sudan, e nel facilitare violazioni da parte di altri stati, come il Pakistan.
Diversi episodi hanno indicato una crescente repressione transnazionale da parte delle autorità cinesi, tra cui sorveglianza, censura, molestie, azioni legali l’esercizio di pressioni finanziarie su altri stati per rimpatriare forzatamente persone in Cina. Questi episodi hanno preso di mira uomini e donne in quanto difensori dei diritti umani, attivisti, artisti e membri della diaspora uigura e tibetana.1 Sono stati inoltre segnalati casi di persone come ricercatori o attivisti in altri paesi che hanno subìto tagli ai finanziamenti legati al loro lavoro e false accuse di diffamazione da parte di aziende cinesi, per aver pubblicato materiale critico sulle loro pratiche commerciali.
Le autorità hanno intensificato il controllo sull’informazione, sul dibattito pubblico e sulla libertà d’associazione attraverso nuove normative, censura e intimidazioni.
Il 5 febbraio, l’agenzia statale per l’amministrazione della radio e della televisione ha introdotto un nuovo sistema di licenze per tutti i microdrammi online (dei video brevi con una sceneggiatura), che richiede un’approvazione preventiva prima della pubblicazione. La misura è stata estesa ai contenuti sulle principali piattaforme di social media, tra cui WeChat, Douyin e RedNote. L’8 febbraio, l’agenzia statale per l’amministrazione del cyberspazio, insieme ad altre 11 agenzie, tra cui il ministero della Pubblica sicurezza e il ministero della Sicurezza dello stato, ha emanato il regolamento sulla gestione della diffusione di informazioni militari su Internet, che ha vietato la produzione o la condivisione online di qualsiasi informazione riservata sulla difesa nazionale o sulle forze armate.
Giornalisti, giornaliste e organi di stampa hanno continuato a subire la censura. A giugno, l’agenzia di stampa Caixin e il settimanale Southern Weekly hanno pubblicato inchieste su un decesso avvenuto presumibilmente durante un fermo di polizia; entrambi i resoconti sono stati rapidamente cancellati dai siti web ufficiali e dalle piattaforme di social media.
Il 22 settembre, l’agenzia statale per l’amministrazione del cyberspazio ha lanciato una campagna nazionale di due mesi prendendo di mira i contenuti sui social media e le piattaforme di video brevi che “incitavano all’ostilità” o “diffondevano pessimismo”. Le piattaforme sono state avvisate di cancellare tale materiale e qualsiasi altro ritenuto screditare le istituzioni pubbliche. In un altro esempio di controllo rafforzato, dopo la morte dell’attore Yu Menglong, i post di fan che esprimevano dolore e criticavano la censura online sono stati rapidamente rimossi dai social media.
A lavoratori e lavoratrici, e a chi sosteneva i loro diritti, era ancora impedito esercitare la libertà d’associazione. Il 10 febbraio, il rapporto annuale 2025 dell’Ilo ha sollevato preoccupazioni circa il perdurante divieto di formare sindacati indipendenti e altre restrizioni alla libertà d’associazione in Cina.
Le autorità hanno continuato a limitare le riunioni pacifiche attraverso l’uso della forza da parte della polizia e la censura online.
Tra aprile e maggio, lavoratori e lavoratrici di diverse province, tra cui Sichuan, Shaanxi, Hunan e Hebei, hanno organizzato proteste per chiedere il pagamento dei salari arretrati. Gruppi di osservazione dei diritti dei lavoratori hanno documentato la rimozione di post online correlati alle proteste e molestie nei confronti di chi le organizzava, a dimostrazione dell’intolleranza delle autorità verso le azioni collettive.
Secondo quanto riferito, ad agosto oltre 1.000 persone si sono radunate davanti agli uffici governativi di Jiangyou, nella provincia di Sichuan, dopo che era diventato virale un video che mostrava un episodio di bullismo a scuola. La polizia ha usato manganelli e pungoli elettrici per disperdere la protesta, mentre video verificati hanno mostrato gli agenti trascinare e picchiare partecipanti. Il dibattito online sull’incidente è stato celermente censurato e residenti hanno riferito di aver ricevuto ammonimenti a non parlare con la stampa straniera.
Sempre ad agosto, una proiezione di protesta nella città di Chongqing ha mostrato slogan antigovernativi per quasi un’ora prima che la polizia intervenisse. I video della proiezione sono stati prontamente rimossi dai social media.
Le autorità hanno intensificato il controllo sulle attività religiose attraverso sorveglianza, irruzioni e procedimenti giudiziari, sulla base di disposizioni contro le “sette” e norme di sicurezza. Il 5 marzo, il dipartimento per gli Affari etnici e religiosi ha preso con la forza il controllo di una chiesa nella città di Huainan, nella provincia di Anhui. Il pastore Zhao Hongliang è stato condannato a un anno e un mese di carcere. Il 10 marzo, la polizia della provincia di Anhui ha arrestato due persone di religione cristiana con l’accusa di “organizzazione e utilizzo di una setta per indebolire l’applicazione della legge”.
Per tutto l’anno, persone aderenti al Falun Gong, una pratica spirituale vietata in Cina, hanno continuato a subire pene detentive, inclusa una donna di 80 anni di Pechino, che a marzo è stata condannata a cinque anni di reclusione.
A ottobre, le autorità hanno lanciato un’operazione a livello nazionale contro la rete della Chiesa di Sion, non riconosciuta, arrestando quasi 30 pastori e membri in almeno sette città, tra cui Pechino e Shanghai. A fine anno, almeno diciotto persone erano ancora in detenzione con accuse penali. La campagna ha rispecchiato i continui sforzi delle autorità per eliminare le attività religiose non registrate e imporre il controllo statale su credo e culto.
Le autorità hanno continuato a prendere di mira persone impegnate nella difesa dei diritti umani, nella professione legale e nell’attivismo, in base a vaghe disposizioni in materia di sicurezza nazionale e ordine pubblico. Tali misure sono state regolarmente utilizzate per reprimere il legittimo sostegno e l’attivismo attraverso detenzione preventiva prolungata, procedimenti a porte chiuse e accesso limitato all’assistenza legale.2 È proseguita l’applicazione della “sorveglianza residenziale in un luogo designato”, una forma di detenzione segreta che equivale a sparizione forzata, in particolare contro persone indagate per reati contro la sicurezza nazionale, difensori dei diritti umani e avvocati per i diritti umani.
Avvocati e avvocate per i diritti umani e le loro famiglie hanno subìto incessanti attacchi. All’inizio di gennaio, l’attivista Xu Yan è stata rilasciata dal carcere dopo aver scontato una condanna a un anno e nove mesi per “incitamento alla sovversione”. Il ricorso del marito, l’avvocato per i diritti umani Yu Wensheng, contro la condanna emessa nei propri confronti per lo stesso reato è stato respinto il 6 gennaio.3 Ad aprile, l’avvocato Lu Siwei è stato condannato a 11 mesi di carcere per “aver attraversato illegalmente i confini nazionali”. Dopo essere stato rilasciato ad agosto, ha continuato a subire restrizioni sui viaggi all’estero. Il 30 luglio, dopo oltre tre anni di custodia cautelare, l’avvocato Xie Yang è stato processato a porte chiuse con l’accusa di “incitamento alla sovversione del potere statale”.
Le persone che difendono i diritti del lavoro e i diritti sociali sono rimaste sotto stretta sorveglianza. Il 18 marzo, l’attivista per i diritti sindacali Wang Jianbing è stato rilasciato dopo aver scontato una condanna a tre anni e mezzo. Tuttavia, è stato sottoposto alla “privazione dei diritti politici” (una pena ambigua, cosiddetta supplementare, che viola gli standard internazionali) ed è rimasto sotto sorveglianza. Ad aprile è stato respinto il ricorso in appello contro la condanna penale dell’attivista per la sicurezza vaccinale He Fangmei.
Persone come scrittori, giornalisti e artisti hanno continuato a essere perseguite penalmente per l’esercizio del loro diritto alla libertà d’espressione e il loro lavoro in favore dei diritti umani. Il 6 gennaio, il regista Chen Pinlin è stato condannato per il reato non meglio definito di “attaccare briga e provocare problemi”, con una condanna a tre anni e mezzo di carcere. Il 19 settembre, la giornalista Zhang Zhan è stata processata, dichiarata colpevole e condannata a una seconda pena detentiva di quattro anni per il suo impegno in difesa dei diritti umani.4 Il noto artista Gao Zhen, detenuto dall’agosto 2024 con l’accusa di “aver insultato eroi e martiri della Cina”, era ancora in carcere alla fine dell’anno in attesa di processo.
Anche studenti e giovani erano nel mirino. Il 31 luglio, la studente ventiduenne Zhang Yadi (Tara) è stata arrestata da funzionari della sicurezza statale nella provincia dello Yunnan, dopo essere tornata in Cina al termine degli studi universitari compiuti in Francia. Secondo quanto riferito, è stata arrestata con l’accusa di “incitamento al separatismo” per la sua pacifica attività di volontariato all’estero. Il 28 dicembre, la studente universitaria uigura Kamile Wayit avrebbe dovuto essere rilasciata dal carcere dopo aver scontato tre anni di carcere per presunta “promozione dell’estremismo”, legata ad alcuni post condivisi sui social media.
Le autorità hanno continuato a reprimere l’attivismo femminista e i dibattiti online sulla parità di genere. Ad agosto e settembre, gli account di diverse attiviste femministe e per i diritti delle donne sono stati rimossi definitivamente dalla piattaforma social Weibo per “incitamento all’antagonismo di genere”. I media filogovernativi hanno riferito che le chiusure degli account avevano preso di mira contenuti che discutevano di molestie sessuali e discriminazione.
A ottobre, per celebrare il 30° anniversario della quarta Conferenza mondiale sulle donne del 1995, Pechino ha ospitato l’Incontro dei leader mondiali sulle donne (Global Leaders’ Meeting on Women), durante il quale rappresentanti del governo hanno reclamizzato quelli che hanno definito “risultati storici” in materia di parità di genere e partecipazione femminile. Le voci femministe indipendenti sono state escluse dall’evento.
A gennaio, la cancellazione degli spettacoli della famosa artista e donna transgender Jin Xing ha sollevato preoccupazioni circa i controlli governativi sulle esibizioni pubbliche di artisti lgbti, divenuti più severi. In diverse province, la polizia ha arrestato o interrogato autrici di romanzi di “amore tra ragazzi” (danmei) per aver pubblicato online storie omoerotiche. Organi d’informazione e osservatori hanno riferito che, a giugno, almeno 30 scrittrici sono state multate o poste in detenzione amministrativa nell’ambito di una campagna.
A settembre, l’uscita del film Together nella Cina continentale è stata interrotta dai suoi distributori dopo che utenti dei social media hanno scoperto che una scena di matrimonio tra persone dello stesso sesso era stata alterata digitalmente con l’intelligenza artificiale per farla sembrare eterosessuale. La decisione ha suscitato ampie critiche sui social media prima che i post correlati venissero censurati.
Sempre a settembre, l’agenzia statale per l’amministrazione del cyberspazio ha ordinato all’app di social media e lifestyle RedNote di “rettificare” presunte carenze nella gestione dei post su argomenti lgbti e sulle donne che scelgono di rimanere single. L’autorità di regolamentazione ha affermato che tali contenuti “distorcevano i valori” e minacciavano la “civiltà online”.
Piattaforme online, tra cui Douyin, Bilibili e RedNote, hanno continuato a rimuovere gruppi e discussioni legati alle tematiche lgbti sulla base di divieti, formulati in modo vago, sui contenuti “volgari” o “malsani”, a dimostrazione della repressione dell’espressione queer in corso negli spazi digitali. A novembre, le autorità hanno ordinato la rimozione di due popolari app di incontri gay dalle piattaforme online.
La Cina ha continuato a imporre condanne a morte ed effettuare esecuzioni per un’ampia gamma di crimini, inclusi diversi reati che non raggiungevano la soglia dei “crimini più gravi” secondo il diritto e gli standard internazionali in materia di diritti umani. I dati ufficiali sulle condanne a morte e sulle esecuzioni sono rimasti classificati come segreto di stato, rendendo molto difficile valutare l’affermazione del governo secondo cui la pena di morte veniva applicata “con prudenza”.
Nonostante le restrizioni statali sulle informazioni relative alla pena di morte, le autorità hanno seguitato a pubblicizzare sui media alcuni casi selezionati, come deterrente. A gennaio, la corte popolare superiore della provincia di Guizhou ha confermato l’esecuzione di Yu Huaying, condannata per tratta di minori, un caso ampiamente pubblicizzato dai media statali, come prova di “tolleranza zero” nei confronti del traffico di donne e minori. Il 29 settembre, la corte popolare intermedia della città di Wenzhou, nella provincia di Zhejiang, ha condannato a morte 11 membri di una famiglia per reati tra cui “frode nelle telecomunicazioni”, “gestione di un’attività di gioco d’azzardo illegale”, “traffico di droga” e “omicidio volontario”, collegati a operazioni transfrontaliere di truffa in Myanmar. Le autorità hanno continuato a ricorrere alla pena di morte anche per casi di corruzione: a dicembre è stata eseguita la condanna di un ex dirigente finanziario per corruzione su larga scala.
La Cina è rimasta il maggiore emettitore mondiale di gas serra, nonostante una crescita senza precedenti delle energie rinnovabili. Tra gennaio e maggio, la capacità dell’energia solare ed eolica è aumentata rispettivamente di 198 gw e 46 gw. Il consumo di carbone ha continuato a crescere.
A maggio, per la prima volta a parte il periodo pandemico, le emissioni nazionali di carbonio sono diminuite su base annua, un mutamento che gli analisti hanno attribuito a un cambiamento strutturale, alla rapida espansione delle energie rinnovabili e alla sostituzione del carbone con l’energia nucleare. Rapporti hanno inoltre continuato a evidenziare i rischi del lavoro forzato nella filiera dei pannelli solari, sollevando interrogativi sulla sostenibilità della transizione verso le energie rinnovabili.
La tutela ambientale è stata inquadrata nella politica governativa di costruzione di una “civiltà ecologica” e nel 14° piano quinquennale, che ha ribadito l’impegno a raggiungere il picco delle emissioni di carbonio prima del 2030 e a ottenere la neutralità carbonica prima del 2060. Tuttavia, il Climate Action Tracker ha valutato l’obiettivo cinese di “neutralità carbonica” entro il 2060 come “scarso”, sottolineando la mancanza di una strategia globale a lungo termine e l’incertezza sul fatto che l’obiettivo riguardi solo la CO₂ o tutti i gas serra. La partecipazione al processo decisionale in materia ambientale e la trasparenza sui principali progetti infrastrutturali sono rimaste fortemente limitate.
Il governo ha mantenuto uno stretto controllo politico e culturale sulle popolazioni etniche, proseguendo con campagne ideologiche che promuovevano “l’unità etnica” e “l’identità nazionale”. Le politiche hanno continuato a reprimere lo spazio per l’espressione delle specificità culturali e religiose, in particolare nella regione autonoma uigura dello Xinjiang (regione uigura) e nella regione autonoma del Tibet (Tibet), ma anche in altre aree autonome.
L’8 settembre, le autorità hanno pubblicato una bozza di legge sull’unità etnica che richiedeva un’educazione ideologica completa per “forgiare un forte senso di comunità nazionale cinese”. La legge ha creato vasti meccanismi per supervisionare e riferire sulla “promozione dell’unità” a tutti i livelli amministrativi. Nello stesso mese, le proposte di revisione della legge sulla lingua cinese standard parlata e scritta sono sembrate porre maggiore enfasi sull’uso nazionale del cinese mandarino, in particolare nelle “aree delle minoranze etniche, rurali e remote”. Ciò ha rafforzato l’omogeneizzazione linguistica guidata dallo stato e ha ridotto lo spazio per la diversità culturale.
Regione autonoma uigura dello Xinjiang
Le persone di etnia uigura hanno continuato a subire gravi limitazioni dei loro diritti, inclusa la libertà di movimento. Secondo quanto riferito, le politiche ufficiali hanno scoraggiato le persone uigure a recarsi fuori dal paese, costringendo nel contempo quelle che vivevano all’estero a scegliere tra visitare le famiglie in Cina ed esercitare il diritto alla libertà d’espressione.
A marzo, giugno e settembre, l’Ohchr, l’ufficioper i diritti umani delle Nazioni Unite, ha ribadito la sua preoccupazione per le incessanti violazioni nello Xinjiang. Ha esortato la Cina ad attuare le sue raccomandazioni a partire dal 2022, tra cui porre fine alle detenzioni arbitrarie, chiarire la sorte e l’ubicazione delle persone trattenute e garantire l’assunzione di responsabilità. Il governo ha respinto tali richieste e non ha intrapreso alcuna azione per l’assunzione di responsabilità o un meccanismo di follow-up indipendente.
A settembre, esperti delle Nazioni Unite hanno inviato una comunicazione ufficiale alle autorità esprimendo preoccupazione per la presunta sparizione forzata dell’accademica uigura Rahile Dawut e per la detenzione arbitraria dell’artista Yaxia’er Xiaohelaiti. Gli esperti delle Nazioni Unite hanno dichiarato che questi casi riflettono l’ampia e sistematica repressione dell’espressione culturale e accademica uigura.
Tibet
A marzo, l’ufficio informazioni del Consiglio di stato ha pubblicato un libro bianco, dal titolo I diritti umani a Xizang nella nuova era, che ha promosso esplicitamente “l’istruzione bilingue” con il mandarino come principale lingua d’insegnamento. Il documento promuoveva la scolarizzazione come mezzo per “rafforzare l’unità nazionale”, anche attraverso l’educazione politica. Durante una rara visita in Tibet ad agosto, il presidente Xi ha sottolineato l’importanza di “unità e sviluppo” e ha presenziato all’avvio della costruzione di una controversa diga, che ha causato uno sfollamento forzato e ha avuto impatti ambientali dannosi sulle comunità locali.
Le autorità hanno continuato a interferire negli affari religiosi del buddismo tibetano. A luglio, dopo l’annuncio del Dalai Lama dei piani per la sua futura successione, funzionari statali e media cinesi hanno affermato che qualsiasi processo di reincarnazione dovrà avvenire “in conformità con la legge cinese” e sotto l’autorità del Partito comunista.5
Il 26 novembre, un incendio nel complesso residenziale Wang Fuk Court, nel distretto di Tai Po, ha ucciso 168 persone, diventando il terzo incendio più letale mai registrato a Hong Kong. Le autorità hanno velocemente represso le richieste di accertamento delle responsabilità, arrestando almeno quattro persone e ostacolando o intimidendo gli sforzi di denuncia pubblica dell’incidente, e di una risposta da parte del governo.6
Diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate
È perdurata la mancanza di riconoscimento legale per il matrimonio e le unioni tra persone dello stesso sesso. A seguito di una sentenza del 2023 della Corte suprema, che ha imposto al governo di fissare un quadro per il riconoscimento legale delle unioni tra persone dello stesso sesso entro ottobre 2025, il governo ha proposto un disegno di legge sulla registrazione delle unioni tra persone dello stesso sesso che garantiva diritti limitati alle unioni registrate all’estero. Il legislatore lo ha respinto a settembre.7
Libertà d’espressione
Le autorità hanno continuato a usare come arma e ad ampliare la portata della legge sulla sicurezza nazionale (National Security Law – Nsl) e delle leggi correlate per punire l’esercizio del diritto alla libertà d’espressione. Tra i casi perseguiti ai sensi delle norme sulla sicurezza nazionale tra luglio 2020 e giugno 2025, l’85 per cento riguardava solo il legittimo diritto alla libertà d’espressione, che non avrebbe dovuto essere considerata reato; la cauzione è stata negata nell’89 per cento dei casi e la durata media della detenzione preventiva è stata di 11 mesi.8
Ad aprile, il padre e il fratello dell’attivista in esilio Anna Kwok sono stati arrestati dalla polizia per la sicurezza nazionale. Il padre è stato successivamente incriminato ai sensi dell’ordinanza sulla salvaguardia della sicurezza nazionale (Safeguarding National Security Ordinance – Snso) del 2024, per aver gestito “direttamente o indirettamente” le finanze di una latitante. Il caso è stato ampiamente considerato una ritorsione per le critiche e l’attivismo di Anna Kwok all’estero.
A maggio, il governo di Hong Kong ha emanato una legge sussidiaria ai sensi dell’Snso, che ha introdotto sei nuovi reati. La legge ha anche dichiarato sei sedi degli uffici per la sicurezza nazionale cinese come “luoghi proibiti”, impedendo alle persone di avvicinarsi o attraversarli. Sempre a maggio, il dipartimento per l’Istruzione ha aggiornato le proprie policy per integrare la sicurezza nazionale nei programmi scolastici primari e secondari, imponendo una stretta supervisione sui materiali e le attività didattiche e limitando significativamente la libertà d’espressione nei campus.
A giugno, l’attivista incarcerato Joshua Wong è stato incriminato ai sensi dell’Nsl con la nuova accusa di “cospirazione per collusione con forze straniere”, a causa delle sue presunte attività di pressione volte a sollecitare i governi stranieri a imporre sanzioni a Hong Kong o alla Cina.9 A luglio e agosto, due giovani (di 18, 19 anni) hanno dovuto affrontare l’accusa di sedizione, rispettivamente, per aver scritto slogan “sediziosi” sul muro del bagno di un centro commerciale e per aver filmato video promozionali per il gruppo con sede all’estero Hong Kong Parliament, che le autorità avevano etichettato come “sovversivo”.
Il 15 dicembre, Jimmy Lai, il settantottenne fondatore del quotidiano filodemocratico Apple Daily, è stato condannato in un caso storico per violazione della sicurezza nazionale. L’Alta corte lo ha dichiarato colpevole di cospirazione per collusione con forze straniere e per aver commesso sedizione, nonostante egli si fosse dichiarato non colpevole. Prima della condanna, Lai aveva già trascorso più di cinque anni dietro le sbarre, gran parte dei quali in isolamento. Durante il processo, durato 156 giorni, Lai ha sostenuto che la posizione schietta di Apple Daily era una forma di libertà d’espressione, ma i giudici ne hanno respinto la difesa e lo hanno descritto come la “mente” dietro cospirazioni volte a destabilizzare il governo cinese. Rischiava una pena massima all’ergastolo, con sentenza prevista per l’inizio del 2026.
Le sentenze dei tribunali hanno avuto ripercussioni anche sulla libertà d’espressione in relazione ad altre leggi. A marzo, l’Alta corte ha confermato la legalità dell’art. 27A dell’ordinanza elettorale (condotta corrotta e illegale), stabilendo che era costituzionale punire l’incitamento pubblico ad astenersi o a esprimere voti nulli durante le elezioni al fine di tutelare la “integrità elettorale”.
Libertà di riunione pacifica
Le autorità hanno continuato a ostacolare le riunioni pubbliche pacifiche. Il 4 giugno, la polizia ha dispiegato un gran numero di pattuglie e condotto perquisizioni intorno a Victoria Park, luogo in cui tradizionalmente si svolgono le commemorazioni della repressione di Tiananmen del 1989. La polizia ha arrestato due persone e ne ha condotte altre 10 in stazioni di polizia, per aver tentato di manifestare cordoglio, anche portando fiori o candele.
A luglio, Pink Dot Hong Kong ha annullato l’evento annuale del Pride, citando il rifiuto del governo di consentire l’uso della sede abituale dell’evento.
Libertà d’associazione
I due principali partiti filodemocratici rimasti, il Partito democratico e la Lega dei socialdemocratici, si sono ufficialmente sciolti, rispettivamente ad aprile e giugno, a seguito di pressioni politiche. Sempre a giugno, il consiglio legislativo ha approvato il disegno di legge sui sindacati (emendamento), che ha vietato di prestare servizio nei sindacati a chiunque sia stato condannato per reati contro la sicurezza nazionale, ha autorizzato il governo a respingere le registrazioni sindacali per motivi di sicurezza nazionale e ha imposto ai sindacati di chiedere l’approvazione prima di ricevere finanziamenti dall’estero.
A luglio, la polizia ha emesso mandati d’arresto e taglie nei confronti di 15 attivisti residenti all’estero per il loro coinvolgimento nel gruppo Hong Kong Parliament. Sempre a luglio, quattro persone, tra cui un ragazzo di 15 anni, sono state arrestate ai sensi della Nsl per “cospirazione per sovvertire il potere statale”, a causa di presunti legami con l’Unione democratica per l’indipendenza di Hong Kong, con sede a Taiwan. Il 2 dicembre, le autorità hanno ufficialmente imposto ai due gruppi il divieto di operare in città, indicandoli come minaccia alla sicurezza nazionale ai sensi della Snso.
Condizioni di detenzione disumane
A luglio, il governo ha modificato il regolamento penitenziario, concedendo al dipartimento dei Servizi correzionali ampi poteri per limitare le visite alle persone detenute e gli incontri con legali, per ragioni di “sicurezza nazionale” formulate in modo vago.
Interviste con nove persone che erano state in carcere hanno rivelato una serie di violazioni dei diritti umani durante la loro prigionia in 11 istituti penitenziari. Tra queste, violenze fisiche, isolamento prolungato, pessime condizioni igieniche e temperature estive pericolosamente elevate.10
A ottobre, Chow Hang-tung è stata tenuta in isolamento per 18 giorni dopo aver annunciato la propria candidatura al premio Nobel per la pace 2025 durante un discorso online.
Diritti del lavoro
A giugno, la corte d’appello finale (Court of Final Appeal – Cfa) ha respinto la revisione giudiziaria presentata da una collaboratrice domestica migrante, la quale sosteneva che l’assenza di una legge specifica sul lavoro forzato a Hong Kong aveva indotto la polizia a non indagare efficacemente sulla sua denuncia di lavoro forzato. La Cfa ha ritenuto che l’emanazione di una legge su misura per punire il lavoro forzato non fosse necessaria per garantire la tutela pratica ed efficace dei diritti delle collaboratrici domestiche straniere.
A Macao, le autorità hanno applicato la legge sulla sicurezza nazionale per la prima volta a luglio per arrestare l’ex parlamentare Au Kam-san per presunta “collusione con forze straniere”, sollevando serie preoccupazioni sulla criminalizzazione dell’attività politica pacifica. In vista delle elezioni dell’assemblea legislativa di settembre, le autorità hanno esaminato le persone candidate e ne hanno squalificate 12, perché “non rispettavano la legge fondamentale” e “non avevano giurato fedeltà a Macao”. Ciò ha ulteriormente ridotto la partecipazione politica e rispecchiato la repressione del dissenso messa in atto a Hong Kong.
Note:
1 Thailand: “Deportation” of Uyghurs to China “unimaginably cruel”, 27 febbraio.
2 China: How Could This Verdict Be “Legal”? The Role of China’s Courts in Targeting Human Rights Defenders, 1° ottobre.
3 China: Jailed human rights lawyer’s failed appeal highlights fear of dissent, 6 gennaio.
4 China: Journalist Zhang Zhan sentenced to prison again on baseless charges, 22 settembre.
5 China: Authorities must end interference in Tibetan religious practices as Dalai Lama announces succession plan, 2 luglio.
6 Hong Kong: Government must investigate and allow freedom of expression following deadly fire, 1° dicembre.
7 Hong Kong: Rejection of same-sex partnerships bill shows distain for LGBTI rights, 10 settembre.
8 Hong Kong: “The State Can Lock Up People, But Not Their Thinking”: How Hong Kong’s National Security Law Undermined
Human Rights in Five Years, 30 giugno.
9 Hong Kong: New charges against Joshua Wong designed to prolong his stay behind bars, 6 giugno.
10 Hong Kong: Prisons rife with violence and inhumane treatment, inmate testimony reveals, 17 dicembre.