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REPUBBLICA DEMOCRATICA POPOLARE DI COREA

È perdurato il controllo governativo su tutti gli aspetti della vita, con vincoli rigidi alla libertà d’espressione e di movimento. La sorveglianza è continuata ed è stata punita la diffusione di media stranieri. L’uso di detenzione arbitraria, campi di prigionia politici e tortura è stato ininterrotto, mentre la pena di morte è stata applicata senza trasparenza. Le persone fuggite dal paese hanno rischiato detenzione e maltrattamenti se rimpatriate. Sono stati segnalati insicurezza alimentare, assistenza sanitaria inadeguata e accesso limitato all’istruzione, mentre le autorità hanno continuato a imporre severe restrizioni al sostegno umanitario internazionale. Le persone con disabilità hanno subìto discriminazioni sistemiche, violenza e abusi.

 

CONTESTO

Sotto il continuo governo di Kim Jong-un, le autorità hanno cercato di stringere legami militari ed economici più stretti con Russia e Cina, come dimostrato dal sostegno militare alla guerra della Russia in Ucraina. Nonostante la maggiore visibilità diplomatica dei funzionari statali, compresa la partecipazione a eventi commemorativi all’estero come la parata del Giorno della vittoria in Cina, le persone all’interno del paese sono rimaste isolate a causa delle continue restrizioni alla libertà di movimento e al coinvolgimento indipendente di attori e istituzioni internazionali. Pur persistendo gravi bisogni umanitari, l’accesso al paese è stato in gran parte negato alle agenzie delle Nazioni Unite e alle organizzazioni umanitarie, in particolare al loro personale internazionale.

 

LIBERTÀ D’ESPRESSIONE

Le restrizioni alla libertà d’espressione sono rimaste severe. Le autorità sono ricorse a leggi, sorveglianza e campagne ideologiche per sopprimere qualsiasi contatto con il mondo esterno. La legge sull’ideologia reazionaria e il rifiuto della cultura e la legge sulla protezione della lingua culturale di Pyongyang hanno continuato a sostenere la censura.1

L’accesso alle informazioni esterne è stato quasi inesistente: le trasmissioni radiofoniche sono state disturbate e le persone residenti vicino al confine tra Corea del Nord e Cina sono state pesantemente sorvegliate. Sono proseguite le ispezioni porta a porta senza preavviso o mandato, con i funzionari alla ricerca di telefoni cellulari, dispositivi di archiviazione e materiale stampato, allo scopo di trovare materiale “antisocialista”.2 Scuole e università hanno continuato a essere sottoposte a un attento monitoraggio da parte delle autorità. Sono stati confiscati i dispositivi di studenti con contenuti mediatici stranieri proibiti, in particolare sudcoreani, e chi veniva trovato in possesso di tali materiali veniva espulso o inviato in centri di detenzione minorile. Al corpo insegnante è stato ordinato di tenere lezioni politiche che equiparassero l’interesse per la cultura straniera al tradimento. In altri luoghi di lavoro, manager hanno dovuto monitorare dipendenti e segnalare sospette violazioni. La sorveglianza digitale è continuata, prendendo di mira in particolare giovani che cercavano di aggirare le restrizioni.

L’Ohchr, l’ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite, ha riferito che le autorità hanno intensificato la sorveglianza delle comunicazioni e della vita culturale delle persone e imposto dure punizioni per la distribuzione di media stranieri. Le persone accusate di aver distribuito film sudcoreani o stranieri hanno subìto gravi sanzioni. È stato segnalato il caso di un uomo messo a morte per aver distribuito musica e film stranieri. È stato punito anche il personale militare sorpreso con materiale straniero.

 

ARRESTI E DETENZIONI ARBITRARI

La detenzione arbitraria è rimasta centrale nel sistema di controllo delle autorità. Le persone fuggite dal paese o evase hanno segnalato lievi miglioramenti nelle condizioni di detenzione e nelle procedure per  le denunce, sebbene persistesse il timore di ritorsioni e le condizioni generali rimanessero dure. Le persone accusate di reati politici, come aver avuto accesso a media stranieri o aver tentato di lasciare il paese, sono state trattenute senza un giusto processo o garanzie legali. Alle famiglie sono state negate informazioni sulla sorte o l’ubicazione delle persone detenute, a tal punto che tali detenzioni equivalevano a sparizioni forzate.

Secondo quanto riferito, i campi di prigionia politica hanno continuato a funzionare. Le persone detenute sono state sottoposte a lavori forzati, cibo inadeguato e punizioni severe, in condizioni che equivalevano a trattamento crudele, disumano o degradante.

Le Nazioni Unite hanno documentato l’uso di tortura e maltrattamenti durante gli interrogatori, tra cui percosse e privazione del sonno, per estorcere confessioni. Chi è riuscito a fuggire ha descritto “confessioni” forzate e maltrattamenti che hanno provocato danni fisici e psicologici duraturi. A nessun osservatore indipendente è stato consentito l’accesso alle strutture di detenzione, pertanto, non è stato possibile verificarne le condizioni.

 

PENA DI MORTE

Nel corso dell’anno sono emerse notizie secondo cui la pena di morte continuava a essere inflitta per atti che non raggiungevano la soglia dei “crimini più gravi” prevista dal diritto internazionale. I procedimenti sono rimasti opachi e, secondo quanto riferito, alle persone imputate sono state negate garanzie di giusto processo. Le esecuzioni pubbliche sono rimaste comuni. Le persone, anche minori, sono state costrette ad assistere alle esecuzioni o ad essere successivamente informate in riunioni obbligatorie di quartiere.

 

LIBERTÀ DI MOVIMENTO

Le autorità hanno mantenuto severe restrizioni alla circolazione interna ed esterna. Per gli spostamenti tra le province erano richiesti permessi di viaggio e i posti di blocco sono stati attentamente monitorati. Il rafforzamento dei controlli alle frontiere ha ulteriormente ridotto la mobilità e limitato l’accesso umanitario. Le persone fuggitive rimpatriate con la forza dalla Cina hanno subìto detenzione, tortura e maltrattamenti.

 

DIRITTI ECONOMICI, SOCIALI E CULTURALI

L’Unicef ha riferito che le campagne di vaccinazione di febbraio e giugno hanno raggiunto oltre due milioni di minori nel 2025, con una copertura completa per nati fino al 2024. Si prevedeva che i programmi idrici, igienico-sanitari e igienici sostenuti dall’Unicef avrebbero raggiunto 48.000 persone in tre province, compresa la fornitura di kit igienici per le emergenze. Al personale internazionale ha continuato a essere vietato l’ingresso, limitando la supervisione.

I servizi sanitari hanno continuato a non avere risorse sufficienti. Spesso gli ospedali non disponevano di medicinali e attrezzature di base, costringendo il personale a lavorare con scorte minime. Frequentemente alle famiglie veniva richiesto di fornire farmaci e biancheria da letto al paziente.

L’insicurezza alimentare cronica è rimasta diffusa. Sebbene le condizioni meteorologiche di inizio stagione fossero favorevoli alla semina, la carenza di fertilizzanti, la scarsità di carburante e le attrezzature obsolete hanno limitato la produzione agricola, che è stata ulteriormente influenzata dai ricorrenti shock climatici. Le persone nelle zone rurali hanno dovuto affrontare gravi difficoltà a causa del fallimento della distribuzione alimentare statale; è stato negato il monitoraggio indipendente. Secondo l’Unicef, tra gennaio e giugno, i programmi comunitari hanno curato 18.444 minori in condizione di malnutrizione, tra cui 7.728 casi gravi, ma necessitavano di risorse di gran lunga superiori a quelle disponibili.

L’accesso all’istruzione è stato ostacolato dalla carenza di combustibile per riscaldamento e di libri di testo nelle scuole rurali, limitando la frequenza e l’apprendimento.

 

DIRITTI DELLE PERSONE CON DISABILITÀ

Le persone con disabilità hanno continuato a subire discriminazioni sistemiche e ostacoli all’istruzione, all’assistenza sanitaria e all’occupazione. Lo stigma è rimasto diffuso e sono mancate politiche che garantissero soluzioni ragionevoli.

Nella sua revisione periodica, il Comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità ha osservato che minori con disabilità hanno subìto l’esclusione dalle scuole tradizionali e hanno dovuto frequentare contesti segregati con risorse inadeguate. L’accesso ai servizi sanitari, inclusi farmaci e dispositivi di assistenza, è stato limitato, in particolare al di fuori dalla capitale Pyongyang. Anche le opportunità di lavoro sono state limitate e non esisteva alcuna legislazione antidiscriminazione.

I rapporti hanno indicato che le persone con disabilità psicosociali o intellettive sono state sottoposte a istituzionalizzazione forzata senza consenso, in condizioni di negligenza e mancanza di supervisione. Il Comitato sui diritti delle persone con disabilità ha esortato la Corea del Nord a emanare una legislazione completa, garantire un’istruzione e un’assistenza sanitaria inclusive e vietare l’istituzionalizzazione forzata.

 

Note:
1 Oral statement – Interactive dialogue with the Special Rapporteur on the Democratic People’s Republic of Korea – HRC58, 19 marzo.
2 Oral Statement – Enhanced Interactive Dialogue on High Commissioner report on Democratic People’s Republic of Korea – HRC60, 24 settembre.

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