Sono aumentate le pratiche autoritarie, in particolare le restrizioni alla libertà d’espressione e di riunione e l’uso eccessivo della forza, mentre il governo ha represso il dissenso e la polizia ha arrestato e detenuto manifestanti in tutto il paese. Persone native sono rimaste marginalizzate e hanno subìto incriminazioni e arresti per essersi opposte a progetti estrattivi e di sviluppo nelle loro terre tradizionali. Il governo non è riuscito a fornire adeguata protezione alle minoranze religiose, vittime di attacchi. I piani energetici per i prossimi 10 anni si sono basati sui combustibili fossili, con scarso impegno nella transizione verso fonti energetiche rinnovabili.
Il primo anno al potere del presidente Prabowo Subianto è stato caratterizzato dalla repressione del dissenso e dall’espansione dei poteri militari. Per tutto l’anno si sono tenute massicce proteste in tutto il paese, che hanno dato voce alle preoccupazioni della popolazione per i tagli di bilancio legati alle misure di austerità, per l’aumento del costo della vita e per il mantenimento di sostanziali vantaggi economici per i parlamentari. A marzo, il governo ha approvato alcune revisioni al diritto militare, ampliando il ruolo dell’esercito attraverso la ridefinizione delle responsabilità delle forze armate per includere funzioni economiche e sociali, aumentandone così il potere sulle questioni civili.
A febbraio, una band chiamata Sukatani, di Purbalingga, nella provincia di Giava Centrale, ha rimosso il suo brano Bayar bayar bayar (“Paga paga paga”) dalle piattaforme di streaming. Dopo la rimozione del brano, che faceva satira sulla corruzione della polizia, la band si è anche scusata pubblicamente con la polizia nazionale.1 In una dichiarazione ufficiale ha rivelato di aver subìto intimidazioni e pressioni da parte delle autorità dal luglio 2024, inclusa la perdita del posto di lavoro della cantante, insegnante in una scuola elementare islamica. A seguito di critiche pubbliche, la divisione professionale e di sicurezza della polizia nazionale ha avviato un’indagine sulle azioni della direzione informatica della polizia regionale di Giava Centrale, ma alla fine non ha riscontrato alcuna violazione del protocollo.
In vista delle celebrazioni per il giorno dell’indipendenza, il 17 agosto, numerose persone in Indonesia hanno issato bandiere pirata, ispirate all’anime One Piece, come simbolo di sfida e rabbia nei confronti del governo. Questi atti sono diventati rapidamente virali sui social media. In risposta, le autorità hanno preso di mira diversi attivisti, effettuando raid in molte città per confiscare le bandiere di One Piece da abitazioni e automobili e rimuovere i graffiti. Molti funzionari, tra cui il ministro coordinatore per gli Affari politici e di sicurezza, hanno condannato le bandiere, definendole irrispettose del giorno dell’indipendenza e della bandiera nazionale. Il governo ha minacciato azioni legali contro chi avesse aderito a questa iniziativa, destando ulteriori preoccupazioni sulla libertà d’espressione.2
Uso illegale della forza
Il 14 aprile, esponenti del gruppo Stato federale della repubblica di Papua Occidentale (Negara Federal Republik Papua Barat – Nfrpb) hanno consegnato in diversi uffici governativi nella provincia di Papua Occidentale due lettere che offrivano una soluzione per la pace in Papua Occidentale. La consegna delle lettere è stata filmata e trasmessa in diretta, mentre alcune persone gridavano “Papua libera”. Il 5 maggio, la polizia della città di Sorong ha arrestato e incriminato quattro uomini associati all’Nfrpb per tradimento ai sensi del codice penale. I quattro sono stati successivamente trasferiti al tribunale distrettuale di Makassar, a quanto pare per motivi di sicurezza. In risposta, il 27 agosto sono scoppiate proteste a Sorong e Manokwari, rispettivamente capoluoghi delle province di Papua Sud-occidentale e Papua Occidentale. La polizia ha fatto uso eccessivo della forza per sedare le proteste, arrestando arbitrariamente 23 persone e sparando proiettili veri e gas lacrimogeni. Un uomo è rimasto gravemente ferito dall’uso di gas lacrimogeni a Sorong e un altro è stato ucciso a Manokwari. A settembre, le persone arrestate sono state liberate senza accusa.3
Manifestanti, studenti e personale dell’informazione hanno subìto arresti arbitrari, intimidazioni e violenze da parte della polizia durante proteste diffuse in tutto il paese. Tra maggio e luglio, le forze di sicurezza hanno fatto uso eccessivo della forza e sono ricorse a violenza fisica, rapimenti e maltrattamenti contro manifestanti della Festa dei lavoratori in diverse città. Il 1° maggio, la polizia ha sparato con idranti per disperdere una manifestazione pacifica e ha aggredito fisicamente alcune persone presenti, spingendole, picchiandole e prendendole a calci. Ai giornalisti è stato impedito l’ingresso nel complesso parlamentare della capitale Giacarta. Sono stati perquisiti e costretti a cancellare i loro filmati. La polizia ha arrestato arbitrariamente almeno 24 persone a Giacarta, Bandung, capoluogo della provincia di Giava Occidentale, e Semarang, capoluogo della provincia di Giava Centrale. Le persone arrestate sono state successivamente accusate di aver “ostacolato il lavoro delle forze di sicurezza”. A fine anno, 14 dei 24 individui arrestati stavano ancora attendendo le udienze a Giacarta. Le corti distrettuali di altre due città hanno stabilito che le altre 10 persone imputate avevano violato il codice penale.
Il 30 luglio, quattro uomini mascherati hanno rapito un paramedico volontario a Depok, una città di Giava Occidentale. Gli hanno coperto il capo e lo hanno costretto a salire su un’auto, torturandolo e interrogandolo sulla protesta del Primo Maggio per quasi un’ora. Gli hanno mostrato le foto di almeno 40 persone presunte manifestanti e lo hanno pressato affinché identificasse le reti che avevano organizzato l’azione. Gli hanno confiscato la carta d’identità e lo hanno bruciato con una sigaretta. In seguito, è stato abbandonato per strada, ferito e traumatizzato.4
Tra il 25 agosto e il 1° settembre, migliaia di persone sono scese in piazza in almeno 15 province indonesiane, per criticare le elevate indennità concesse a membri della camera dei rappresentanti e chiedere riforme. Il 28 agosto, la rabbia pubblica si è intensificata quando un veicolo blindato della brigata mobile della polizia nazionale è entrato in una zona affollata, uccidendo un motociclista addetto alle consegne. Durante le proteste, gli agenti di polizia hanno ripetutamente fatto uso eccessivo della forza. Come parte della repressione, la dispersione della folla è stata facilitata dall’uso sproporzionato di gas lacrimogeni e idranti e da altre forme d’intimidazione. Le forze di sicurezza hanno arrestato più di 4.000 persone. Ne hanno aggredite più di 900, picchiando alcune e ferendone altre con proiettili di gomma, gas lacrimogeni e idranti. Almeno 10 persone sono morte. A fine dell’anno era stata aperta un’inchiesta solo per la morte del motociclista.5
Nella provincia di Papua Meridionale, il progetto Merauke Food Estate ha avuto un impatto negativo su oltre 40.000 persone native. Lanciato dal governo centrale nell’ottobre 2024 come progetto strategico nazionale per aumentare la resilienza alimentare, il progetto ha concesso permessi di sfruttamento della terra a varie società senza ottenere il consenso libero, preventivo e informato delle persone interessate. Il progetto ha minacciato i mezzi di sussistenza delle popolazioni native, contribuendo alla malnutrizione di donne e minori. Le autorità hanno molestato e intimidito coloro che si opponevano al progetto. Il 17 marzo, oltre 250 esponenti delle comunità native e locali colpite dai progetti hanno organizzato un incontro intitolato “Unione solidale per Merauke”. L’assemblea ha respinto il progetto per la mancanza di una consultazione significativa e di un’adeguata valutazione dell’impatto ambientale e ha espresso preoccupazione per la distruzione delle foreste sacre tradizionali. Il 6 ottobre, quattro persone hanno vandalizzato la casa e l’automobile dell’attivista nativo Vincen, la cui famiglia si era rifiutata di vendere la terra. Non era chiaro se i perpetratori fossero affiliati a una delle società coinvolte nel progetto. A fine anno, la polizia stava ancora indagando sull’episodio.
A East Halmahera, una reggenza della provincia delle Molucche Settentrionali, le persone native del villaggio di Maba Sangaji hanno subìto un grave degrado ambientale delle loro terre da quando sono iniziate le attività di estrazione del nichel nel 2024. La comunità ha protestato contro le attività minerarie e ha chiesto l’immediata cessazione delle operazioni.
A maggio, la polizia ha incriminato 11 nativi di Maba Sangaji per aver ostacolato le attività minerarie. La repressione è iniziata il 18 maggio, dopo che 27 residenti hanno effettuato un rituale tradizionale in segno di protesta. La polizia ha accusato gli abitanti di “brutalità” e di avere armi taglienti e ha arrestato l’intero gruppo. Durante l’interrogatorio, alle persone residenti è stato negato l’accesso agli avvocati, un uomo è stato picchiato e altri due sono stati costretti a firmare documenti senza un’adeguata spiegazione. Sono stati inoltre sottoposti a test delle urine forzati, non previsti dalle procedure di polizia. Il giorno successivo, 16 residenti sono stati rilasciati, mentre 11 sono rimasti detenuti fino a ottobre, quando sono stati condannati a cinque mesi e otto giorni di carcere dal tribunale distrettuale di Soasio.6 A fine anno, i detenuti erano stati tutti rilasciati.
A giugno, esponenti della Congregazione ahmadi indonesiana (Jemaat Ahmadiyah Indonesia – Jai), una comunità minoritaria islamica, hanno subìto discriminazioni e intimidazioni a Banjar, una città nella provincia di Giava Occidentale, e a Manado, capoluogo della provincia di Sulawesi Settentrionale. Il 5 giugno, funzionari comunali di Banjar hanno visitato un luogo di culto della Jai e hanno intimato al gruppo di non svolgere attività religiose, affermando che sarebbero tornati per “sterilizzare” la zona dalle attività della Jai. A Manado, il 2 giugno, l’Istituto islamico statale (Institut Agama Islam Negeri – Iain) ha annullato un incontro programmato di lettura sulla comunità ahmadi. L’evento è stato cancellato dopo che il consiglio degli ulema (Majelis Ulama Indonesia – Mui) della città di Manado e della provincia di Sulawesi Settentrionale ha inviato una lettera all’ufficio del presidente dell’Iain di Manado, intimando di non far svolgere l’attività. La lettera citava un decreto ministeriale congiunto e una fatwa del Mui che dichiaravano eretiche le persone di religione ahmadi.7
Le autorità non sono riuscite a proteggere adeguatamente gruppi religiosi da violenze e molestie. Il 27 giugno, residenti hanno attaccato un ritiro per giovani di religione cristiana nel villaggio di Tangkil, nella reggenza di Sukabumi, a Giava Occidentale, dopo la diffusione di un video che denunciava la presenza di un culto protestante in una villa privata. Prima che potesse essere emesso un avviso ufficiale per la mancanza del permesso a svolgere attività religiose, persone residenti hanno fatto irruzione nella proprietà, vandalizzando e rompendo finestre e mobili, e hanno rimosso una croce cristiana. Le persone partecipanti al ritiro, tra cui bambini e adolescenti, sono state intimidite ed espulse. Le autorità locali hanno poi giustificato le azioni delle persone residenti, citando l’assenza di un “permesso di culto”. La polizia ha arrestato sette uomini sospettati di vandalismo, ma il ministero dei Diritti umani ne ha richiesto il rilascio, salvo ritirare poi la richiesta.8
Il 27 luglio, un gruppo ha attaccato le attività di culto e di educazione religiosa presso una casa di preghiera appartenente alla congregazione Anugerah Padang, della chiesa della congregazione cristiana indonesiana nel distretto di Koto Tangah, della città di Padang. Il gruppo ha disperso l’assemblea e danneggiato l’edificio e le sue strutture. I media hanno riferito che due bambine, di otto e 11 anni, hanno riportato ferite da percosse e lancio di oggetti. Oltre alla rottura delle finestre, l’attacco ha causato danni a mobili, apparecchiature elettroniche e l’interruzione dell’elettricità nella casa di preghiera. La polizia ha arrestato nove uomini sospettati di aver vandalizzato i locali e li ha incriminati per vandalismo ai sensi dell’art. 170, oltre che per danneggiamento della proprietà ai sensi dell’art. 406 del codice penale.9
A maggio, il ministero dell’Energia e delle risorse minerarie ha lanciato il piano decennale per la rete elettrica indonesiana, che ha previsto il continuo ricorso ai combustibili fossili e un impegno ridotto per la transizione verso le energie rinnovabili. Il piano ha previsto di aumentare il contributo dei combustibili fossili per la produzione di energia elettrica di 16,6 gw da centrali a carbone e a gas.
Il progetto ha inoltre eliminato il piano di dismissione delle centrali a carbone, precedentemente previsto per il periodo 2021-2030. Ciò ha comportato l’eliminazione di un piano di dismissione graduale per il periodo 2026-2034. Il nuovo piano di rete ha ridotto la quota di energia rinnovabile da 20,9 gw a 17 gw, il 22,7 per cento in meno rispetto all’impegno assunto dall’Indonesia nell’ambito del partenariato multilaterale per una transizione energetica equa nel 2023.
Note:
1 Indonesia: The national police chief must reveal those intimidating the Sukatani band and ensure art spaces are free from authorities’ interference, 22 febbraio (solo in indonesiano).
2 Indonesia: Stop crackdown on One Piece anime flag ahead of Independence Day, 8 agosto.
3 Indonesia: Thoroughly investigate the shooting in Sorong and the deaths of civilians during the demonstration in Manokwari, 3 settembre (solo in indonesiano).
4 Indonesia: TAUD: Continued intimidation and submission of reports of the May Day 2025 demonstrators by National Police Headquarters, 6 agosto (solo in indonesiano).
5 Indonesia: Authorities must investigate eight deaths following violent crackdown on protests, 2 settembre.
6 Indonesia: Release eleven Maba Sangaji residents from prison sentences, 16 ottobre (solo in indonesiano).
7 Indonesia: Stop the discrimination against Ahmadiyah congregants and the suppression of Ahmadiyah discussions on campus, 9 giugno (solo in indonesiano).
8 Indonesia: The ministry of Human Rights must cancel plans to request the suspension of detention for the suspect in the destruction of the Christian students’ retreat site in Cidahu, 7 luglio (solo in indonesiano).
9 Indonesia: Thoroughly investigate the disruption and destruction of the prayer house in Padang, 28 luglio (solo in indonesiano).