Cinque anni dopo il colpo di stato militare, il conflitto armato si è intensificato. Un potente terremoto e i tagli degli aiuti statunitensi hanno aggravato le sofferenze della popolazione civile. Durante le offensive militari è stato effettuato un numero record di attacchi aerei, con diversi attacchi importanti contro scuole che hanno causato la morte di decine di studenti. Sono stati presi di mira anche ospedali, edifici religiosi e altre infrastrutture civili. Il lavoro forzato è stato utilizzato sia dai militari sia dai gruppi armati, oltre che nelle centrali di truffe online, dove le persone erano a rischio di tratta di esseri umani e tortura. Le autorità militari hanno invocato leggi per reprimere la libertà d’espressione, soprattutto verso qualsiasi critica alle elezioni organizzate dalla giunta che sono iniziate a dicembre. Tortura e maltrattamenti nelle carceri sono continuati, incluso il diniego di cure mediche adeguate, provocando decessi in custodia. Sebbene la maggior parte delle violazioni sia stata commessa dai militari, anche i gruppi armati hanno violato i diritti della popolazione civile attraverso lavoro forzato, reclutamento forzato, pestaggi e attacchi contro informatori.
Dopo un anno di perdite sul campo di battaglia nel 2024, i militari hanno ottenuto notevoli successi politici, territoriali e diplomatici, pur continuando a erodere i diritti umani. Le vittime civili sono salite a oltre 7.000, mentre i leader civili deposti Aung San Suu Kyi, Win Myint e altri sono rimasti in detenzione arbitraria. Più di 3,5 milioni di persone sono rimaste sfollate. A marzo, un terremoto ha ucciso quasi 4.000 persone, secondo le cifre fornite dai militari, colpendo più duramente la regione di Sagaing e altre parti di Myanmar centrale. Il generale Min Aung Hlaing si è recato in Thailandia per partecipare ai suoi primi incontri in un paese dell’Asean dal colpo di stato, mentre il suo esercito violava il cessate il fuoco in vigore dopo il terremoto. Min Aung Hlaing è rimasto il leader de facto della giunta, dopo la morte del presidente ad interim Myint Swe ad agosto e la precedente cessazione dello stato di emergenza nel paese, che ha aperto la strada alle elezioni di dicembre. Sebbene il Consiglio di amministrazione dello stato della giunta sia stato formalmente abolito, la legge marziale è continuata in molte aree e il consiglio è stato rinominato Commissione per la sicurezza e la pace dello stato, con Min Aung Hlaing come presidente ad interim. Min Aung Hlaing ha anche effettuato visite di alto livello in Bielorussia, Cina e Russia. Cina e Russia hanno sostenuto i piani elettorali dei militari, mentre la Cina ha fatto pressione su due potenti gruppi armati affinché accettassero il cessate il fuoco con l’esercito, con conseguente restituzione dei territori al controllo della giunta. Gruppi politici e armati di opposizione hanno condannato le elezioni pianificate e hanno esortato la comunità internazionale a non riconoscerne i risultati. L’Asean ha dichiarato che non avrebbe inviato osservatori alle elezioni.
Gli attacchi aerei hanno superato di gran lunga il numero di quelli del 2024, rendendo il 2005 l’anno più letale per la popolazione civile dal golpe. Secondo un rapporto dell’Ohchr, l’ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite, gli attacchi aerei sono aumentati di oltre il 50 per centro rispetto al 2024. Nel Myanmar centrale si è verificato il maggior numero di attacchi aerei sui civili.
Gli attacchi illegali sono continuati dopo il terremoto, soprattutto nelle aree dove erano attivi gruppi armati contrari ai militari, tra cui le regioni di Sagaing e Mandalay. Gli attacchi aerei dell’esercito sono stati condotti nel comune di Chaung-U nella regione di Sagaing, di cui parecchi effettuati il 1° aprile e uno il giorno del terremoto.1 Nelle aree in cui erano attivi gruppi di resistenza, gli aiuti sono stati bloccati, ostacolando gli sforzi dei soccorsi dopo il sisma che, invece, sono stati consentiti più liberamente nelle zone sotto il controllo dell’esercito.
Attacchi aerei illegali con molte vittime hanno continuato a prendere di mira le scuole. A maggio, meno di due mesi dopo il terremoto che ha colpito la regione di Sagaing, un attacco aereo nel villaggio di Ohe Htein Twin ha ucciso almeno 20 studenti. L’attacco è avvenuto durante un cessate il fuoco legato al terremoto, che i militari hanno ripetutamente violato. A settembre, l’esercito ha lanciato un attacco aereo nello stato di Rakhine, che ha ucciso almeno 19 studenti in un collegio nel comune di Kyauktaw. A dicembre, un attacco aereo dell’esercito ha anche colpito un ospedale nella township Mrauk-U dello stato di Rakhine, con decine di vittime.2 Giorni prima, un’altra incursione aerea sulla township Tabayin della regione Sagaing avrebbe ucciso 18 persone, in un attacco che ha colpito un negozio di tè dove le persone si erano radunate.
Gli attacchi aerei hanno ucciso, ferito o costretto a sfollare persone civili in quasi tutti gli stati e le regioni del paese. Si sono intensificati a partire dallo scioglimento formale del Consiglio di amministrazione dello stato a luglio, dopo il quale c’è stata un’accelerazione nella pianificazione delle elezioni di dicembre. È diventato abituale che gli attacchi fossero effettuati con parapendii motorizzati, chiamati localmente “paramotor”, spesso armati con mortai da 120 mm. Questa è stata la nuova tattica usata dai militari, soprattutto nel Myanmar centrale, che richiede meno risorse come, ad esempio, il carburante per aerei. Il 6 ottobre, nella municipalità di Chaung-U, nella regione di Sagaing, durante una manifestazione di protesta con le candele, in occasione della festività buddista di Thadingyut, un attacco con parapendii motorizzati ha ucciso almeno 18 persone, tra cui minori di appena due anni, e ne ha ferite decine di altre.3
Centrali di truffe online
Un’operazione molto pubblicizzata è stata condotta contro le centrali di truffe online nel sudest del paese, coordinata dai militari e funzionari di Cina, Myanmar e Thailandia. All’interno di questi complessi, che si stima ospitino decine di migliaia di persone, quelle responsabili costringevano le altre a commettere frodi online contro vittime all’estero e usavano la tortura come metodo di punizione.
A maggio e settembre, il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha adottato diverse tornate di sanzioni contro i proprietari e gli operatori delle centrali all’interno del progetto di sviluppo di Shwe Kokko, nella municipalità di Myawaddy. A maggio, gli Usa hanno designato come organizzazione criminale transnazionale l’Esercito nazionale karen (Karen National Army – Kna), la milizia che controlla l’area di Shwe Kokko. Inoltre, hanno sanzionato il leader del Kna, Saw Chit Thu, e due dei suoi figli per il loro ruolo nella tratta di esseri umani e nel contrabbando transfrontaliero. A settembre, gli Usa hanno ampliato le sanzioni per includere altre figure del Kna, oltre a società di joint venture, holding ed energia legate alle operazioni a Shwe Kokko. Tra esse figurava il Yatai International Holding Group e il suo proprietario She Zhijiang, che era stato arrestato dalle autorità thailandesi nel 2022. Dopo una sentenza emessa a ottobre in Thailandia e confermata in appello a novembre, era attesa l’estradizione di She Zhijiang in Cina, dove le persone coinvolte nelle centrali di truffa online sono state condannate a morte. A novembre, gli Usa hanno esteso le sanzioni a un altro gruppo chiamato Esercito democratico di beneficenza karen (Democratic Karen Benevolent Army – Dkba) e quattro dei suoi leader, per supporto alle centrali di truffa in Myanmar.
Sebbene molte vittime della tratta di esseri umani siano state liberate grazie al giro di vite sulle centrali di truffe e molte delle figure più importanti, responsabili degli abusi siano state sanzionate, la crisi è continuata. Rapporti indicavano che, a fine anno, l’industria della truffa online era rimasta indenne, soprattutto nel sud-est di Myanmar, e che i responsabili non erano stati chiamati a rispondere.
Conflitto armato
A gennaio, i militari di Myanmar hanno ampliato la campagna di reclutamento forzato aggiungendo nuove restrizioni, che hanno reso più difficile per gli idonei lasciare il paese senza ulteriori livelli di approvazione e hanno previsto punizioni per chi evadeva il servizio militare. Persone fuoriuscite dall’esercito hanno riferito che le nuove reclute venivano spesso inviate al fronte, dove molte sono state uccise o catturate. Non esisteva un’opzione alternativa nota di servizio civile, né la possibilità di essere esentati dal servizio militare per obiezione di coscienza o motivi religiosi.
I militari, l’esercito di Arakan e i gruppi armati rohingya sono tutti ricorsi a lavoro forzato e reclutamento forzato nello stato di Rakhine. Persone rohingya rifugiate in Bangladesh sono state minacciate di essere riportate con la forza in Myanmar per combattere nel conflitto. L’esercito di Arakan ha utilizzato persone rohingya sfollate internamente nel nord dello stato di Rakhine per i lavori forzati e ha picchiato chi non si conformava. L’esercito di Arakan ha dichiarato di non praticare lavoro forzato contro civili, ma che prigionieri di guerra o condannati per reati venivano talvolta messi al lavoro, come forma di esercizio o come parte della pena. Inoltre, ha contestato le testimonianze di divieti discriminatori sulle opzioni di sostentamento e sulla libertà di movimento.
Sono entrate in vigore leggi restrittive, in particolare sulla cybersicurezza e sulle interferenze elettorali, che hanno ulteriormente limitato la libertà d’espressione. Alcune delle nuove norme, soprattutto quelle sulle elezioni, hanno portato ad arresti e detenzioni arbitrarie di chi criticava i militari o le elezioni di dicembre. Secondo l’analisi di Human Rights Myanmar, la legge sulla cybersicurezza conteneva una terminologia eccessivamente ampia, che poteva essere usata per punire il dissenso. Ad esempio, prevedeva la reclusione fino a sei mesi per la condivisione di informazioni “non adatte alla visione pubblica”. Inoltre, ha inserito ulteriori requisiti per le piattaforme social, volti a far rimuovere contenuti ritenuti discutibili secondo ampie categorie, alimentando potenzialmente la censura.
La legge sulla protezione delle elezioni generali democratiche multipartitiche da ostruzioni, interruzioni e annullamento, entrata in vigore a luglio, ha aumentato l’effetto deterrente. In teoria mirata a prevenire interferenze e proteggere le persone impegnate nella gestione delle elezioni organizzate dalla giunta, la legge ha previsto pene detentive da tre anni all’ergastolo, per reati come l’interruzione del processo elettorale, la minaccia o il ferimento delle persone coinvolte (incluse quelle votanti) e il danneggiamento delle attrezzature elettorali. Inoltre, contemplava la pena di morte se tali azioni avessero causato la perdita di vite umane. L’impatto della legge sulla libertà d’espressione è stato evidente già pochi mesi dopo la sua approvazione. A settembre, un blogger è stato condannato a sette anni di carcere per alcuni post ritenuti critici verso le elezioni. Inoltre, a Yangon due giovani sono stati arrestati per aver affisso adesivi contro le elezioni. Secondo l’Associazione per l’assistenza ai prigionieri politici, a fine anno oltre 150 persone erano state arrestate e accusate ai sensi della legge sulle elezioni.
Il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria ha stabilito l’illegalità dell’arresto di Linn Htut, ex primo ministro dello stato di Shan, avvenuto dopo il colpo di stato. Il gruppo di lavoro ha riferito che la sua confessione nel 2021 fu estorta tramite tortura, compresa la privazione del sonno. Gruppi per i diritti umani hanno chiesto il suo rilascio immediato e incondizionato, così come quello di tutte le persone detenute arbitrariamente dopo il colpo di stato.4
I militari hanno continuato a non garantire l’accesso a cure mediche adeguate alle persone private della libertà. Anche i decessi in custodia sono perdurati, molti dovuti al sistematico diniego delle cure, anche in caso di ferite subite durante interrogatori violenti dopo l’arresto. A luglio, media indipendenti e gruppi di monitoraggio delle carceri hanno riportato decessi in luoghi di detenzione diversi. L’attivista studentesca Ma Wutt Yee Aung, arrestata a settembre 2021 per presunte accuse di terrorismo e incitamento al terrorismo, è morta nel carcere di Insein, a Yangon, intorno al 19 luglio. L’Unione studentesca dell’università di Dagon ha espresso la preoccupazione che la sua morte possa essere stata causata da lesioni alla testa subite durante gli interrogatori in detenzione e dal diniego di cure adeguate da parte delle autorità carcerarie.
Lo stesso giorno, Ko Pyae Sone Aung, di 44 anni, rappresentante della sezione locale del partito Lega nazionale per la democrazia, nella municipalità di Belin, stato di Mon, è morto nel carcere statale di Thaton, dopo essere stato picchiato violentemente. Una ricerca, pubblicata a luglio dal Meccanismo investigativo indipendente delle Nazioni Unite per Myanmar, ha rivelato trattamenti crudeli delle persone detenute, tra cui aggressioni sessuali, pestaggi, uso di scariche elettriche, strangolamenti e rimozione delle unghie.
Le condizioni economiche sono peggiorate. Le persone giovani sono fuggite dal paese, mentre la fame e il prezzo dei beni alimentari di base sono aumentati nelle aree del conflitto armato. All’inizio dell’anno, il blocco improvviso e totale degli aiuti all’estero da parte del governo Usa ha gravemente messo a rischio i diritti dei rifugiati da Myanmar, della popolazione civile nelle zone di conflitto armato e di altre persone in fuga dalle persecuzioni. Gruppi per i diritti umani e umanitari hanno avvertito che si sarebbero potute perdere vite umane se la decisione non fosse stata revocata. In alcuni casi sono state concesse deroghe, ma gli aiuti esteri sono stati ridotti a una piccola parte rispetto ai livelli precedenti. I tagli hanno avuto un impatto su salute, istruzione e aiuti umanitari, bloccando studenti e mettendo a rischio chi difende i diritti umani, sia in Myanmar sia all’estero. Hanno portato alla chiusura di ospedali nei campi rifugiati e hanno minacciato l’esistenza dei programmi volti a prevenire atrocità causate dal conflitto armato nel paese.
I finanziamenti ai campi rifugiati rohingya in Bangladesh sono continuati ma a livelli inferiori, lasciando minori rohingya a rischio di violenza, reclutamento forzato e lavoro minorile. La diminuzione dei fondi per gli aiuti umanitari nei campi lungo il confine tra Thailandia e Myanmar ha comportato una mancanza di accesso a cure mediche e cibo. Una nuova direttiva thailandese che prevede il diritto al lavoro per decine di migliaia di persone rifugiate ha offerto una certa speranza per mitigare l’impatto dei tagli agli aiuti.
Note:
1 Myanmar: Inhumane military attacks in earthquake areas hindering relief efforts, 1° aprile.
2 Myanmar: Deadly military air strike on hospital shows vicious disregard for right to life, 11 dicembre.
3 Myanmar: “Deadly attack” on festival highlights paraglider threat to civilians, 7 ottobre.