I diritti alla libertà d’espressione, associazione e riunione pacifica sono stati gravemente limitati. Leggi oppressive, processi iniqui e l’impunità della polizia per l’uso illegale della forza hanno alimentato l’incessante repressione governativa. Persone come manifestanti pacifici, giornalisti, esponenti dell’opposizione e attivisti sono stati sottoposti a detenzioni arbitrarie, tortura e maltrattamento, seguiti da processi iniqui. Persone impegnate nella difesa dei diritti umani, Ong e media indipendenti hanno subìto continue molestie, tra cui congelamento dei beni e pressioni normative. Le donne che manifestavano sono state vittime di violenza di genere.
Le proteste scoppiate verso la fine del 2024, dopo che il partito al governo Sogno georgiano ha annunciato la sospensione dei negoziati di adesione all’Ue, sono continuate per tutto l’anno, con manifestazioni quotidiane nella capitale, Tbilisi, e azioni regolari in altre grandi città. In risposta all’ondata di proteste, Sogno georgiano ha fatto approvare una serie di leggi repressive. Il partito ha impiegato la sua influenza politica per consolidare il controllo e trasformare la forza pubblica, la magistratura e gli organi di controllo in strumenti di ritorsione politica. L’epurazione è stata estesa a tutte le istituzioni statali, con licenziamenti generalizzati di impiegati e funzionari pubblici ritenuti favorevoli alle proteste.
Centinaia di persone hanno continuato a protestare quotidianamente, subendo intimidazioni, multe pesanti, detenzioni arbitrarie, maltrattamenti e processi iniqui. Le proteste, per la maggior parte pacifiche, sono state ripetutamente respinte con l’uso illegale della forza, circostanza che ha aggravato le tensioni, portando a isolati episodi di violenza, per lo più in risposta alle aggressioni della polizia.
Nel tentativo di reprimere le continue proteste, le modifiche legislative introdotte alla fine del 2024 avevano imposto pesanti multe per azioni di protesta pacifiche come indossare una maschera o bloccare una strada. A queste è seguito, il 17 ottobre, un nuovo, corposo pacchetto di leggi che ha ulteriormente limitato il diritto di riunione pacifica. Alla polizia sono stati concessi ampi poteri per incarcerare persone per atti di protesta pacifici, tra cui coprirsi il volto, allestire tende o bloccare strade. Per questi atti è stata introdotta la reclusione fino a 15 giorni (o 20 giorni per chi era responsabile dell’organizzazione) e fino a due anni di carcere in caso di recidiva.
Le autorità hanno iniziato a prendere di mira sistematicamente persone come attivisti, giornalisti e sostenitori dell’opposizione, effettuando perquisizioni e confiscando il materiale delle proteste. Nella settimana successiva all’adozione delle leggi sono stati eseguiti più di 100 arresti.1
Agenti con il volto coperto hanno sistematicamente picchiato le persone fermate, sia durante gli arresti sia nel corso della detenzione. Uomini non identificati in borghese (alcuni armati e apparentemente legati alle autorità) hanno intimidito e aggredito manifestanti, giornalisti e giornaliste con la complicità della polizia, anche nei pressi delle loro abitazioni e dei luoghi di lavoro. A molte delle persone arrestate è stato negato l’accesso al legale, alla famiglia o a cure mediche urgenti durante la custodia cautelare.
Saba Skhvitaridze, arrestato il 5 dicembre 2024, è stato condannato il 3 settembre a due anni di carcere per presunte lesioni personali a un agente di polizia. Ha raccontato di essere stato interrogato senza un avvocato e ripetutamente torturato da agenti a volto coperto. Nonostante le prove mediche delle lesioni riportate in custodia, a fine anno non era stata avviata alcuna indagine effettiva.
Per tutto l’anno, la polizia ha continuato a ricorrere illegalmente alla forza per disperdere manifestanti che protestavano in modo prevalentemente pacifico, utilizzando gas lacrimogeni, proiettili di gomma e idranti. Centinaia di manifestanti hanno riferito di aver riportato gravi ferite, tra cui fratture e commozioni cerebrali; oltre 100 giornalisti e giornaliste sono rimasti feriti.
La violenza della polizia è aumentata dopo le proteste seguite alle elezioni amministrative del 4 ottobre, durante le quali alcuni manifestanti hanno tentato di entrare nel complesso presidenziale. In risposta, le forze speciali hanno effettuato raid militarizzati, facendo uso eccessivo della forza e arrestando più di 60 manifestanti nelle loro abitazioni.
Nonostante le diffuse segnalazioni di violenza e maltrattamenti, a fine anno nessun agente di polizia o aggressore filogovernativo era stato chiamato a rispondere.
A dicembre, le autorità hanno avviato un’indagine sulle accuse avanzate dalla Bbc, secondo cui i cannoni ad acqua usati contro manifestanti avevano sparso sostanze chimiche tossiche
proibite. Invece di affrontare le accuse, l’inchiesta ha cercato di intimidire persone esperte e testimoni che avevano fornito prove rilevanti al rapporto della Bbc.2
La detenzione arbitraria di persone come manifestanti, giornalisti e oppositori è stata all’ordine del giorno. Alcune sono state arrestate a casa, sul posto di lavoro o per strada, soltanto per aver partecipato alle proteste.
I tribunali hanno sistematicamente negato la libertà su cauzione, senza motivazioni chiare o prove che giustificassero la custodia cautelare.
Decine di persone, in particolare quelle coinvolte nelle proteste antigovernative, sono state sottoposte a processi iniqui caratterizzati da violazioni procedurali e parzialità da parte dell’accusa.
La nota giornalista Mzia Amaghlobeli è stata arrestata due volte l’11 gennaio, durante una protesta nella città di Batumi, inizialmente solo per aver affisso un adesivo di protesta. Dopo il rilascio, è stata nuovamente arrestata con l’accusa penale di aver schiaffeggiato il capo della polizia di Batumi. Le è stata negata la libertà su cauzione in una rapida udienza per la custodia cautelare, seguita da un processo iniquo. Il 5 agosto è stata condannata a due anni di carcere. La sua salute è gravemente peggiorata durante la custodia.3
A gennaio, i manifestanti Omar Okribelashvili e Saba Meparishvili sono stati condannati ciascuno a 30 mesi di reclusione per aver danneggiato alcune barriere metalliche installate dalla polizia. Le condanne sono arrivate dopo che i due avevano già scontato mesi in detenzione, durante la quale hanno denunciato di aver subìto maltrattamenti. Sono stati rilasciati il 14 novembre, dopo un patteggiamento che ha consentito loro di scontare l’anno rimanente in libertà vigilata.
A luglio, il diciannovenne Saba Jikia è stato condannato a oltre quattro anni di carcere con l’accusa di aver preso a calci un agente di polizia durante una protesta. Il procedimento ha destato preoccupazioni di equità processuale, tra cui l’uso di filmati controversi e la mancata applicazione delle procedure di giustizia minorile che, normalmente, in Georgia sono estese anche ai diciannovenni.
Diciannove manifestanti, tra cui l’attore Andro Chichinadze, sono stati condannati ciascuno a due o due anni e mezzo di carcere a settembre, a seguito di un processo iniquo. Sono stati condannati con accuse motivate politicamente, per aver partecipato a “violenza di gruppo” durante le proteste filoeuropee, alla fine del 2024.4
Tra giugno e novembre, otto politici dell’opposizione sono stati arrestati e incarcerati arbitrariamente, dopo essersi rifiutati di collaborare con una commissione parlamentare la cui legittimità e imparzialità erano state ampiamente messe in discussione. A fine anno erano ancora in carcere in attesa di processo o stavano scontando la pena.5
Gruppi della società civile, organi di stampa indipendenti, partiti d’opposizione ed esponenti politici sono stati presi di mira attraverso leggi repressive, procedimenti penali di matrice politica e procedure amministrative.
Utilizzando la legge sulla trasparenza dell’influenza straniera del 2024, le autorità hanno sottoposto gruppi indipendenti della società civile a ispezioni intrusive e indagini penali. I gruppi che hanno ricevuto finanziamenti esteri e si sono dedicati a “attività politiche” vagamente definite sono stati minacciati di sanzioni.
Ad agosto, le autorità hanno congelato i conti bancari di sette Ong, accusandole di aver compiuto atti di sabotaggio fornendo dotazioni mediche, dispositivi di protezione, assistenza legale e altro sostegno a manifestanti nel 2024.6 Diverse persone alla guida di Ong sono state ripetutamente convocate per essere interrogate.
A ottobre, Sogno georgiano ha intentato una causa costituzionale per mettere al bando tre partiti d’opposizione (il Movimento nazionale unito, la Coalizione per il cambiamento e Lelo/Georgia forte), accusandoli di aver tentato di rovesciare l’ordine costituzionale, incitato alle proteste e minato l’integrità territoriale.
Sempre più spesso, le manifestanti sono state prese di mira con violenze di genere, tra cui insulti sessisti, minacce di violenza sessuale e degradanti perquisizioni corporali in totale nudità. Tali abusi hanno continuato a essere segnalati, nonostante a giugno il governo si sia impegnato a porre fine alle perquisizioni corporali di tutto il corpo.7 La retorica misogina e sessista di alti funzionari ha seguitato ad alimentare le violazioni contro le manifestanti.8
Il 28 marzo, Elene Khoshtaria, una leader dell’opposizione, è stata arrestata per aver protestato pacificamente fuori dal parlamento. Ha riferito di essere stata violentemente bloccata, spogliata, costretta a sdraiarsi nuda durante la detenzione e di essersi vista negare i farmaci necessari per la sua patologia.
Il 1° febbraio, l’attivista Kristina Botkoveli è stata costretta a spogliarsi nuda durante un’irruzione arbitraria della polizia nella sua abitazione, occorrenza che le ha scatenato un attacco di panico che ha richiesto cure d’urgenza.
Attivisti e attiviste locali hanno sollevato gravi preoccupazioni ambientali in merito a un progetto turistico pianificato all’interno del monumento naturale del Balda Canyon e al progetto di sviluppo urbano di Krtsanisi-Eagle Hills, a Tbilisi. La mancanza di trasparenza e le limitate consultazioni pubbliche hanno nuociuto a entrambi i progetti.
Note:
1 Georgia: Escalating repression and arbitrary arrests threaten right to protest, 31 ottobre.
2 Georgia: Government’s alleged use of toxic chemicals against protestors calls for international investigation and complete embargo on all policing equipment, 5 dicembre.
3 Georgia: Further Update: Georgian Journalist maggio. Loose Eyesight in Jail: Mzia Amaghlobeli, 30 luglio.
4 Georgia: Further Information: Actor Andro Chichinadze jailed after unfair trial, 15 settembre.
5 Georgia: Crackdown on government critics deepens as another opposition politician is jailed, 27 giugno.