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REPUBBLICA DI POLONIA

l parlamento ha approvato una legge che minaccia i diritti delle persone rifugiate e migranti al confine polacco-bielorusso, in particolare con la sospensione del diritto di asilo. Persone impegnate nell’attivismo ambientale sono state condannate per atti pacifici di disobbedienza civile. La comunità lgbti ha dovuto fare i conti con la violenza di genere facilitata dalla tecnologia. L’accesso all’aborto è rimasto fortemente limitato. L’economia della Polonia è rimasta una tra quelle con la più alta intensità di emissioni al mondo e la dipendenza dalle importazioni di petrolio e gas è aumentata.

 

CONTESTO

Le elezioni presidenziali di giugno sono state vinte da Karol Nawrocki, la cui campagna elettorale ha fatto ricorso alla retorica contro le persone migranti. A luglio, la riorganizzazione condotta dal governo del primo ministro Donald Tusk ha abolito i posti di ministro per la Parità, ministro per le Persone anziane e ministro per la Società civile.

Ad agosto, la Polonia ha notificato alle Nazioni Unite il suo ritiro dalla Convenzione per la messa al bando delle mine antipersona (Trattato di Ottawa), che vieta l’uso, lo stoccaggio, la produzione e il trasferimento di mine antipersona e ne richiede la distruzione. Ai sensi della Convenzione, il ritiro doveva avere effetto sei mesi dopo la notifica, nel febbraio 2026.

 

DIRITTI DELLE PERSONE RIFUGIATE E MIGRANTI

A marzo, la Polonia ha introdotto una sospensione di 60 giorni del diritto delle persone a presentare domande di protezione internazionale al confine del paese con la Bielorussia, secondo una legge adottata dal parlamento un mese prima. La sospensione è stata ripetutamente estesa ed è rimasta in vigore per tutto l’anno. I nuovi poteri hanno a tutti gli effetti codificato l’esecuzione di respingimenti forzati illegali (“pushbacks”) alla frontiera. In quanto tali, erano incompatibili con il diritto internazionale e la costituzione polacca.1

Inoltre, le autorità hanno continuato ad applicare una “zona cuscinetto” di esclusione lungo il confine polacco-bielorusso, vietando la presenza di persone non autorizzate, tra cui persone dei media e della società civile che tentavano di fare monitoraggio; è continuata la criminalizzazione dell’assistenza alle persone migranti. A settembre, un gruppo di attivisti e attiviste noto come i Cinque da Hajnówka è stato assolto dall’accusa di “aver dato il loro supporto per il soggiorno illegale di stranieri”, un reato che prevede fino a cinque anni di reclusione. L’accusa contro loro era di aver permesso la presenza illegale in Polonia di persone in movimento, fornendo aiuti umanitari a migranti che avevano attraversato irregolarmente il confine. L’ufficio della procura ha annunciato l’intenzione di ricorrere in appello.

A giugno è stato eliminato un elenco di paesi verso i quali non era consentito il rimpatrio. La lista in precedenza aveva incluso paesi come Siria, Afghanistan, Eritrea e Sudan.

 

IMPUNITÀ

A gennaio, il governo ha adottato una risoluzione che dichiarava che avrebbe garantito la partecipazione “libera e sicura” alle commemorazioni dell’anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz ai “più alti rappresentanti dello stato di Israele”. Ciò è avvenuto nonostante i mandati di arresto emessi dall’Icc nel 2024 nei confronti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e dell’ex ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant, accusati di crimini contro l’umanità e crimini di guerra a Gaza. Alla fine, nessuno dei due ha partecipato alla commemorazione.

 

LIBERTÀ DI RIUNIONE PACIFICA

Partecipanti del movimento ambientalista Ultima generazione hanno continuato a ricevere condanne per atti pacifici di disobbedienza civile occorsi nel 2024. In diversi casi, la condanna prevedeva servizio di comunità, arresti o multe, anche per aver bloccato un ponte e alcune strade e per aver interrotto un concerto.

A luglio, nel caso Siedlecka vs. Polonia, la Corte europea dei diritti umani ha emesso una sentenza che ha creato un precedente, stabilendo che la frequente pratica di detenzione prolungata all’interno di un cordone di polizia violava i diritti alla libertà e alla sicurezza.

 

DISCRIMINAZIONE

A marzo, il parlamento ha approvato una legge che includeva disabilità, età, genere e orientamento sessuale tra i motivi per perseguire i crimini d’odio. Tuttavia, il disegno di legge non è stato firmato dal presidente, che lo ha rinviato al Tribunale costituzionale, un organo politicamente compromesso. A settembre, il tribunale ha dichiarato incostituzionale il disegno di legge.

Ciò nonostante, a marzo, il procuratore generale ha emesso direttive vincolanti per le procure su come condurre i procedimenti nei casi di crimini d’odio che includevano questi nuovi motivi.

Con una sentenza storica emessa a marzo, la Corte suprema ha deciso che il processo di riconoscimento del genere dovrebbe essere classificato come procedimento non contenzioso. Ciò eliminerebbe il requisito, dannoso per chi richiede il riconoscimento, di dover citare in giudizio i propri genitori al fine di modificare il proprio genere legale. Tuttavia, in assenza di una legge specifica sul riconoscimento legale del genere, erano ancora necessarie procedure giudiziarie.

La comunità lgbti della Polonia ha continuato a subire una serie di violenze di genere facilitate dalla tecnologia sulla piattaforma social X. Anche se a maggio è stato nominato un coordinatore dei servizi digitali, la Polonia non ha ancora recepito nel diritto interno la legge sui servizi digitali dell’Ue, che impone alle piattaforme l’obbligo di individuare e mitigare i rischi sistemici per i diritti fondamentali.2

A novembre, con una decisione storica, la Corte di giustizia dell’Ue ha sostenuto che la Polonia doveva riconoscere i matrimoni omosessuali legalmente contratti da persone con nazionalità polacca in altri paesi dell’Ue.

A dicembre, un disegno di legge che proponeva l’introduzione delle unioni civili per le coppie omosessuali è stato sottoposto al parlamento. Con la denominazione di “Accordi sullo status della persona più vicina in una relazione o coabitazione”, il disegno di legge aveva una portata più limitata rispetto a quelli precedenti.

 

DIRITTI SESSUALI E RIPRODUTTIVI

L’accesso all’aborto è rimasto fortemente limitato. A novembre, la Corte europea dei diritti umani ha emesso una sentenza nella causa A.R. vs. Polonia, in cui ha stabilito che la Polonia aveva violato il diritto alla vita privata e familiare nel caso di una donna incinta che si era recata all’estero per abortire.

A febbraio, una corte d’appello ha rinviato il caso della difensora dei diritti umani Justyna Wydrzyńska a un tribunale di grado inferiore per ragioni di equità processuale. L’attivista ha subìto un nuovo processo per aver aiutato una donna incinta ad accedere alle pillole abortive.

L’8 marzo, il collettivo Aborcyjny Dream Team (Aborto dream team) ha aperto il centro AboTak (Aborto sì), per fornire informazioni sull’aborto sicuro e sostegno a coloro che intendono interrompere la gravidanza. Manifestanti contro l’aborto hanno organizzato regolari raduni davanti al centro e, in diverse occasioni, vicino all’ingresso hanno versato acido butirrico, una sostanza dall’odore forte che può costituire un rischio per la salute. Hanno anche usato tattiche che hanno sollevato timori di molestie e intimidazioni, tra cui l’esposizione di immagini scioccanti e livelli di rumore estremamente elevati, che hanno colpito il personale del centro AboTak, utenti del centro, passanti e residenti locali.

Ad aprile è stata aperta un’indagine penale sulla condotta della dottoressa Gizela Jagielska, che aveva eseguito un aborto legale tardivo. La dottoressa Jagielska è stata successivamente vittima di aggressioni fisiche e verbali, sia di persona sia online.3 A dicembre, il caso è stato archiviato dalla procura.

A luglio, tre medici sono stati giudicati colpevoli di aver messo in pericolo la vita di una donna della città di Pszczyna. Nel 2021 la donna morì di sepsi dopo che le fu negata l’assistenza medica in una situazione in cui un aborto avrebbe potuto salvarle la vita. La sentenza non era definitiva e i medici si erano appellati contro il verdetto.

 

DIRITTI ECONOMICI, SOCIALI E CULTURALI

A partire da luglio è entrata in vigore una nuova agevolazione previdenziale per vedove e vedovi che consente loro di percepire sia la propria pensione sia una parte di quella del coniuge defunto. Il governo ha stimato che ciò avrebbe recato benefici economici a circa due milioni di persone anziane. Tuttavia, l’agevolazione era disponibile solo per le persone sposate, discriminando le coppie non sposate e le persone lgbti, poiché in Polonia non esiste il matrimonio egualitario.

La Polonia non ha ancora ratificato i protocolli aggiuntivi all’Icescr o alla Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, grazie ai quali le persone potrebbero presentare denunce per violazione dei propri diritti a livello internazionale. A settembre, 14 organizzazioni, tra cui Amnesty International, hanno invitato il governo a compiere questo passo.

 

DIRITTO A UN AMBIENTE SALUBRE

Per la prima volta il contributo del carbone alla produzione di energia elettrica è sceso sotto il 50 per cento. Tuttavia, la Polonia è rimasta fortemente dipendente dai combustibili fossili, con l’85 per cento della sua energia primaria proveniente da carbone, petrolio e gas. La dipendenza dal petrolio e dal gas importati è aumentata e il gas ha giocato un ruolo sempre più importante nel settore energetico. Secondo il thinktank Fondazione Forum Energia, l’economia polacca è rimasta una tra quelle con la più alta intensità di emissioni di carbonio al mondo, sia in termini di consumo energetico che di pil.

A luglio, il ministero del Clima e dell’ambiente ha approvato una nuova versione della bozza del piano nazionale per l’energia e il clima, con obiettivi aggiornati che si estendono fino al 2040. Tra le altre questioni, il piano è stato criticato per i suoi obiettivi poco ambiziosi in materia di energie rinnovabili, che sono aumentati troppo lentamente per poter raggiungere gli obiettivi a livello dell’Ue.

A luglio, la Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione dopo che la Polonia non è riuscita a recepire pienamente la direttiva Ue sulle energie rinnovabili, che faceva parte degli obblighi giuridici della Polonia ai sensi della governance energetica dell’Ue.

 

 

Note:
1 Poland: Law “suspending” asylum claims is a flagrant violation of international law and poses a serious threat to the rights of refugees and migrants, 1° maggio.
2 Poland: “A Thousand Cuts” – Technology-Facilitated Gender-Based Violence Against Poland’s Lgbti community on X, 1° settembre.
3 Poland: End investigation into conduct of doctor who provided a lawful late-term abortion, 28 agosto.

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