Il governo ha continuato a utilizzare le leggi antiterrorismo per limitare le proteste pacifichecontro il genocidio a Gaza e mettere al bando l’organizzazione Palestine Action. Le esportazioni di armi verso Israele sono proseguite. Le autorità hanno intensificato il loro programma ostile per sopprimere i diritti delle persone richiedenti asilo e migranti nel Regno Unito. I crimini d’odio razziali e religiosi sono rimasti diffusi. Una decisione della Corte suprema ha fortemente ridotto la possibilità del riconoscimento legale del genere. In Inghilterra e Galles sono terminati i procedimenti penali per aborto illegale. Le riforme della previdenza sociale hanno spinto le persone verso la povertà, comprese quelle con disabilità.
Il governo ha mantenuto la scelta di conservare la legge sui diritti umani e di rimanere membro della Convenzione europea dei diritti umani, ma ha adottato una serie di misure politiche volte a ridurre l’applicazione di queste tutele, in particolare in relazione a migrazione e asilo. A settembre, il governo ha presentato l’apprezzato disegno di legge Hillsborough Law, che avrebbe dovuto aumentare l’accertamento delle responsabilità degli attori statali per le vittime di uccisioni e disastri collegabili allo stato.
I poteri di polizia hanno continuato a essere utilizzati contro le proteste pacifiche, in particolare quelle contro il genocidio a Gaza. A gennaio, la polizia ha arrestato 73 persone che avevano manifestato pacificamente, tra cui anche chi aveva organizzato la protesta e alcune importanti figure politiche, per la presunta “violazione delle condizioni” imposte dalla polizia a una protesta per fermare il genocidio.
A febbraio, il governo ha pubblicato un nuovo disegno di legge su criminalità e vigilanza, che ha previsto di conferire ulteriori poteri alla polizia per imporre restrizioni alle manifestazioni in base al “disagio complessivo” delle proteste precedenti, nonché il potere di limitare questi eventi in prossimità di luoghi di culto. Alla polizia sarebbe stato inoltre attribuito il potere di vietare l’uso di coperture del volto durante le proteste. Il disegno di legge era ancora in sospeso a fine anno.
A luglio, il governo ha proscritto come organizzazione terroristica il movimento di protesta ad azione diretta Palestine Action, giustificando tale decisione sulla base del suo coinvolgimento in gravi danni a beni materiali presso stabilimenti di produzione di armamenti collegati a Israele e presso la base della Raf di Brize Norton, una base dell’aeronautica militare del Regno Unito. L’appartenenza o il “sostegno” a un gruppo proscritto ha continuato a costituire reato ai sensi della legge sul terrorismo del 2000. Uno dei cofondatori del Palestine Action ha richiesto una revisione giudiziaria della decisione di mettere al bando il gruppo, sostenendo che si trattasse di un’ingerenza sproporzionata nei diritti alla libertà d’espressione e di riunione pacifica. Il caso è stato esaminato a novembre, ma a fine anno non era stata ancora adottata alcuna decisione.
A seguito della proscrizione, si è sviluppata un’ampia campagna di disobbedienza civile guidata dal gruppo Defend Our Juries. Nel corso di una serie di manifestazioni di grande portata, persone che protestavano pacificamente hanno esposto cartelli con la scritta: “Mi oppongo al genocidio. Sostengo Palestine Action”. A fine anno erano stati effettuati oltre 2.700 arresti e circa 254 persone erano state incriminate, rischiando una pena massima di sei mesi di reclusione ai sensi della sezione 13 della legge sul terrorismo.1
Un numero più limitato di responsabili dell’organizzazione delle proteste è stato arrestato e incriminato ai sensi della sezione 12 della legge sul terrorismo, che punisce l’organizzazione o la partecipazione a riunioni a sostegno di un’organizzazione proscritta. La procura ha dichiarato che avrebbe richiesto pene detentive comprese tra sei e nove anni di reclusione.
A settembre, la Revisione McCullough (McCullough Review) ha individuato numerosi casi di sorveglianza occulta da parte del servizio di polizia dell’Irlanda del Nord (Police Service of Northern Ireland – Psni) ai danni di persone come giornalisti e avvocati, che comprendevano azioni verosimilmente illecite in violazione della legge sui diritti umani. Ciò ha fatto seguito a una sentenza del dicembre 2024 del Tribunale dei poteri d’indagine, secondo cui il Psni e la polizia metropolitana di Londra avevano violato i diritti umani di due giornalisti, effettuando attività di sorveglianza finalizzata a rivelare le loro fonti.2
A luglio, l’Alta corte ha respinto una revisione giudiziaria della politica del Regno Unito sulle licenze per l’esportazione di armi verso Israele, presentato dall’organizzazione palestinese per i diritti umani Al-Haq e dal Global Legal Action Network nel dicembre 2023. I gruppi ricorrenti sostenevano che il rischio che le armi venissero utilizzate per commettere gravi violazioni del diritto internazionale umanitario, incluso genocidio, raggiungeva la soglia necessaria per bloccare le vendite. La corte ha stabilito che la decisione relativa alle vendite di armi a Israele spettava al governo, non ai tribunali.
A settembre, il primo ministro scozzese ha riconosciuto pubblicamente le prove che Israele stava commettendo il crimine di genocidio contro la popolazione palestinese. Ha annunciato che la Scozia non avrebbe concesso nuovi finanziamenti per lo sviluppo economico a imprese del settore degli armamenti coinvolte in Israele o in qualsiasi altro paese plausibilmente sospettato di genocidio.
Le persone richiedenti asilo ospitate negli hotel sono state oggetto di proteste a volte violente. Persone come avvocati specializzati in immigrazione, giudici e operatori di Ong hanno subìto minacce e atti di intimidazione, comprese campagne mirate di disinformazione da parte di giornali e rappresentanti della politica.
Ad agosto, il governo ha stipulato un accordo con la Francia che ha consentito al Regno Unito di rimandare in Francia le persone che avevano attraversato la Manica utilizzando rotte irregolari. In cambio, il Regno Unito avrebbe ricevuto dalla Francia un numero equivalente di persone richiedenti asilo attraverso una via legale concordata. A fine anno, il numero di persone trasferite in base a questi accordi era esiguo.
A novembre, il governo ha pubblicato piani per rimuovere l’obbligo di fornire sostegno alle persone richiedenti asilo che altrimenti si troverebbero in stato d’indigenza e per rifiutare di esaminare le domande di residenza permanente delle persone rifugiate fino ad almeno 20 anni dopo l’ottenimento dell’asilo. I piani limiterebbero l’accesso all’asilo e comprometterebbero i diritti delle persone rifugiate. Il governo ha inoltre sospeso il ricongiungimento familiare per le persone rifugiate e ha annunciato che in futuro avrebbe fortemente limitato l’accesso ai visti con questa motivazione.
Sempre a novembre, il governo ha pubblicato piani relativi alle modalità con cui le persone migranti potrebbero “guadagnarsi” la residenza permanente nel Regno Unito. I piani penalizzerebbero le persone migrate nel Regno Unito con visti per lavoro qualificato ma che non hanno raggiunto la soglia di “alto reddito”. I periodi minimi di residenza e lavoro nel Regno Unito richiesti prima che una persona richiedente possa essere considerata per la residenza permanente sono stati estesi da cinque a 10 anni o più. Le modifiche si applicherebbero anche retroattivamente alle persone che hanno già intrapreso il percorso per ottenere la residenza. Le esenzioni favorirebbero migranti facoltosi o coloro che hanno i requisiti per visti esclusivi di “talento globale”, consentendo loro di presentare domanda dopo tre o cinque anni di soggiorno nel Regno Unito. Il ricorso a fondi pubblici o il compimento di reati potrebbero ritardare o impedire in modo permanente la presentazione della domanda.
A dicembre è stata approvata la legge sulla sicurezza alle frontiere, l’asilo e l’immigrazione, che ha aumentato i poteri del governo, inclusa la facoltà di perseguire e sanzionare richiedenti asilo. L’obiettivo dichiarato della legge era il contrasto alle operazioni di tratta di esseri umani.3
Il numero di crimini d’odio registrati dalla polizia in Inghilterra e Galles in un anno conclusosi a marzo 2025 è aumentato per la prima volta in tre anni, con segnalazioni secondo cui il razzismo è stato normalizzato nel discorso pubblico e nella vita quotidiana.
A ottobre, il Royal College of Nursing ha segnalato un aumento del 55 per cento di persone iscritte vittime di abusi di natura razzista rispetto al 2022.
Sono stati segnalati attacchi ripetuti contro luoghi di culto. Tra luglio e ottobre si sono verificati 27 attacchi alle moschee. Alcuni hanno coinciso con la campagna Raise the Colours di agosto, associata a gruppi contrari ai diritti e alle proteste fuori dagli hotel che ospitavano richiedenti asilo. A ottobre, una sinagoga di Manchester è stata oggetto di un attacco che ha provocato l’uccisione di due persone.
Ad agosto, il Psni ha rivelato che la polizia aveva registrato 1.329 crimini d’odio razziale dall’inizio dell’anno, 434 in più rispetto ai 12 mesi precedenti. Le cifre includevano i diffusi attacchi razzisti in città dell’Irlanda del Nord avvenuti a giugno, che hanno costretto famiglie di comunità migranti e minoritarie ad abbandonare le proprie case.
Sempre ad agosto, il governo ha annunciato la decisione di divulgare i dettagli sulla nazionalità e l’etnia dei sospettati in casi penali di alto profilo, una decisione alimentata dall’aumento dei pregiudizi e della discriminazione razziale.
Le forze di polizia hanno continuato a utilizzare strumenti automatizzati di valutazione del rischio basati su algoritmi, noti come sistemi di “polizia predittiva”, prendendo di mira in modo sproporzionato le persone nere e razzializzate e quelle provenienti da contesti socioeconomici svantaggiati, con conseguenti violazioni dei loro diritti umani.
Ad aprile, la Corte suprema ha stabilito che la definizione di sesso contenuta nella legge sulla parità dovesse essere intesa come “sesso biologico” o sesso assegnato alla nascita, riducendo così notevolmente le possibilità di riconoscimento legale del genere. La Corte ha affermato il diritto delle persone transgender alla protezione da discriminazioni e molestie. A seguito della sentenza, la commissione per l’uguaglianza e i diritti umani (Equality and Human Rights Commission – Ehrc) ha pubblicato un parere provvisorio non vincolante, consigliando ai fornitori di servizi di escludere le persone transgender da determinati spazi riservati a un solo sesso. In alcuni casi, il parere suggeriva che le persone transgender potessero essere escluse dagli spazi corrispondenti al loro sesso assegnato alla nascita.
L’Ehrc ha quindi condotto una consultazione sull’aggiornamento del suo codice di condotta statutario che, a fine anno, non era stato presentato al parlamento. Alcune aziende e organizzazioni benefiche hanno introdotto politiche dannose di esclusione delle persone transgender a seguito della sentenza.
A giugno, il parlamento ha approvato una modifica al disegno di legge su criminalità e vigilanza per porre fine ai procedimenti penali contro le persone incinte che avevano abortito al di fuori dell’ambito di applicazione della legge in Inghilterra e Galles. Il personale sanitario che pratica l’aborto e chi assiste durante l’aborto rimarrebbero soggetti a criminalizzazione, in violazione degli standard internazionali. A fine anno, il disegno di legge era in sospeso.
Sono perdurati gli ostacoli all’assistenza all’aborto in Irlanda del Nord, incluso l’accesso all’aborto farmacologico, nonostante l’entrata in funzione dei servizi per l’aborto nel 2022. La mancanza di screening precoce per le disabilità fetali ha continuato a essere motivo di preoccupazione, poiché violava gli standard sanitari e aveva ripercussioni significative sui diritti delle persone incinte all’autonomia personale e alla salute. L’Irlanda del Nord è rimasta l’unica parte del Regno Unito in cui la telemedicina non era disponibile.
A febbraio, il Comitato delle Nazioni Unite per i diritti economici, sociali e culturali ha concluso che il Regno Unito non ha rispettato i propri obblighi internazionali, tra cui quello di garantire il diritto al cibo, all’alloggio e a un’adeguata sicurezza sociale.
Le carenze sistemiche della sicurezza sociale hanno seguitato a spingere sempre più le persone nella povertà.4 A giugno, il governo ha presentato un disegno di legge che proponeva modifiche ai sussidi del credito universale (Universal Credit) e del pagamento per l’indipendenza personale (Personal Independence Payment – Pip), con l’obiettivo di risparmiare cinque miliardi di sterline. La valutazione d’impatto redatta dallo stesso governo ha concluso che le misure avrebbero costretto ulteriori 250.000 persone con disabilità a vivere in povertà. A seguito di intense campagne di sensibilizzazione, alcune delle proposte più dannose del disegno di legge sono state ritirate in attesa di revisione. Ad agosto è stata approvata una legge che ha introdotto un sistema a due livelli per le prestazioni di sicurezza sociale, con pagamenti inferiori per i nuovi beneficiari e requisiti volti a escludere le persone con condizioni di salute variabili. A settembre, il Comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e i Relatori speciali delle Nazioni Unite sulla povertà estrema e sui diritti delle persone con disabilità hanno condannato la legge come regressiva e incompatibile con il principio di non discriminazione sancito dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.
A novembre, il governo ha annunciato l’abolizione del limite di due figli per il sussidio del credito universale. Sebbene sia stato previsto che questa misura potrebbe sottrarre alla povertà 450.000 minori, sono rimaste preoccupazioni circa il suo impatto limitato a causa della mancata concomitanza con la rimozione del tetto massimo ai sussidi.
A settembre, i governi del Regno Unito e dell’Irlanda hanno adottato il “quadro congiunto” per affrontare l’incompatibilità della legge del 2023 sui Troubles dell’Irlanda del Nord (eredità e riconciliazione) con gli obblighi internazionali in materia di diritti umani.
A ottobre, il governo del Regno Unito ha reso pubblico il disegno di legge sui Troubles in Irlanda del Nord per abrogare e sostituire la legge su eredità e riconciliazione del 2023, ampiamente osteggiata, e la bozza del decreto correttivo. Quest’ultima aveva cercato di abrogare il regime di amnistia de facto e di revocare il divieto di azioni civili, come ordinato dai tribunali di Belfast nel caso Dillon e Ors. Il ricorso del governo del Regno Unito contro questa sentenza è stato discusso presso la Corte suprema in ottobre. La sentenza è rimasta pendente.
A dicembre, il comitato dei ministri del Consiglio d’Europa ha esaminato i casi McKerr vs. Regno Unito, che riguardavano la mancata conduzione di indagini adeguate su presunti abusi da parte delle forze di sicurezza britanniche e la possibilità che tali omissioni fossero state aggravate dalla legge sui Troubles in Irlanda del Nord (eredità e riconciliazione) del 2023. Il consiglio dei ministri ha concordato di rivedere i casi nel 2026, poiché rimanevano timori riguardo alla legge sui Troubles.
Note:
1 UK: End prosecution of peaceful protesters, 22 agosto.
2 Occupational Hazard: Threats and violence against journalists in Northern Ireland Report, 31 luglio.
3 UK: Automated Racism: How Police Data and Algorithms Code Discrimination into Policing, 20 febbraio.
4 UK: Social Insecurity: The Devastating Human Rights Impact of Social Security System Failures in the UK, 31 luglio.