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Federazione russa

La Russia ha proseguito la guerra di aggressione contro l’Ucraina. Si sono ulteriormente intensificate le restrizioni ai diritti alla libertà d’espressione, di riunione pacifica e d’associazione. La censura su Internet è aumentata. Sono proseguite le violazioni del diritto alla libertà di religione e di credo. La legislazione è stata usata come arma per reprimere il dissenso. Detenzioni arbitrarie basate su accuse inventate, unite all’assenza di indagini indipendenti e imparziali e a processi iniqui, hanno continuato a caratterizzare il sistema giudiziario e di polizia. Tortura e maltrattamenti sono rimasti endemici e perpetrati nella pressoché totale impunità. Le persone in detenzione sono state tenute in condizioni disumane o degradanti. Requisiti restrittivi hanno impedito nella maggior parte dei casi a minori migranti di iscriversi a scuola. La comunità lgbti ha continuato a essere considerata fuori dalla legge e la cultura queer soffocata. La violenza domestica è rimasta assente dall’agenda legislativa. Un numero crescente di autorità regionali ha introdotto ostacoli all’aborto. Le considerazioni economiche hanno prevalso sugli obblighi di adottare misure contro il cambiamento climatico.

 

CONTESTO

La guerra di aggressione contro l’Ucraina è proseguita. La Russia ha occupato ulteriori territori ucraini e commesso nuove violazioni del diritto internazionale umanitario, inclusi crimini di
guerra e altri crimini di diritto internazionale (cfr. Ucraina).

Ad aprile, le forze russe hanno riconquistato parti della regione di Kursk occupate dalle forze ucraine dall’agosto 2024.

L’Ucraina ha esteso gli attacchi contro obiettivi militari e altre infrastrutture all’interno della Russia, comprese strutture per la produzione e l’esportazione di petrolio e gas, causando carenze di carburante a livello locale. Alcuni di questi attacchi hanno provocato vittime e danni alle infrastrutture civili.

Il governo ha aumentato alcune imposte e adottato ulteriori misure per rifinanziare il budget per la guerra. La crescita economica è rallentata, l’inflazione è rimasta elevata e il costo della vita ha continuato ad aumentare.

La Russia ha seguitato a rifiutare ogni cooperazione con il mandato della Relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla Russia.

 

VIOLAZIONI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO

Sono perdurati gravi abusi dei diritti umani contro persone ucraine imprigionate, sia militari sia civili, che erano state trasferite in Russia. Tali violazioni hanno incluso sparizioni forzate, arresti arbitrari, detenzione in incommunicado, tortura e maltrattamento, nonché processi iniqui. Alcuni di questi atti hanno costituito crimini di guerra e crimini contro l’umanità.1

Un rapporto dell’Osce presentato a settembre ha documentato “torture e maltrattamenti diffusi e sistematici” nei confronti di persone prigioniere di guerra ucraine durante l’intero periodo di detenzione, oltre ad altre gravi violazioni dei diritti umani, tra cui esecuzioni extragiudiziali sul campo di battaglia e nei luoghi di detenzione.

In seguito all’intensificarsi degli attacchi russi contro le infrastrutture energetiche ucraine, a partire da settembre l’Ucraina ha lanciato attacchi contro strutture energetiche russe, causando blackout temporanei in diverse regioni (cfr. Ucraina).

 

LIBERTÀ D’ESPRESSIONE

La libertà d’espressione è rimasta gravemente limitata. Le persone che si sono opposte alla guerra contro l’Ucraina e hanno criticato le politiche governative e singoli funzionari o hanno espresso altre opinioni dissenzienti, sono state severamente perseguitate attraverso una vasta gamma di procedimenti amministrativi e penali.

A marzo, la Corte suprema ha confermato la condanna a 12 anni di reclusione dell’attivista transgender Mark Kislitsyn, per aver trasferito 865 rubli (circa nove euro) a un conto bancario ucraino come forma di protesta pacifica contro l’invasione su larga scala dell’Ucraina. Le autorità hanno sostenuto che il denaro era stato inviato per “le esigenze delle forze armate ucraine”.2

Ad aprile, un tribunale di San Pietroburgo ha condannato l’ex studentessa di medicina Dar’ja Kozyreva a 32 mesi di reclusione per aver “screditato” le forze armate con la pubblicazione di un blog che criticava la guerra russa in Ucraina, un’intervista concessa all’organo d’informazione Radio Free Europe/Radio Liberty e l’affissione della citazione di una poesia del famoso poeta ucraino Taras Shevchenko sul suo monumento a San Pietroburgo.

A luglio, la Corte suprema ha designato l’inesistente Movimento internazionale dei satanisti come “organizzazione estremista” e lo ha messo al bando al termine di un’udienza a porte chiuse e senza la presenza di alcun rappresentante del presunto movimento. A novembre, un tribunale di San Pietroburgo ha inflitto 12 giorni di detenzione amministrativa per il possesso di un libro e di un bicchiere che avrebbero riportato simboli collegati al movimento bandito.

A partire da settembre, la “ricerca deliberata su Internet di materiali estremisti” e la pubblicità delle reti private virtuali (vpn) sono diventate infrazioni amministrative punibili con una multa. La prima sanzione di questo tipo è stata comminata a dicembre.

A ottobre, i tre componenti della band Stoptajm sono stati arrestati per le loro esibizioni di strada e condannati alla detenzione amministrativa per 12 e 13 giorni. Immediatamente dopo lo scadere della prima pena, hanno ricevuto ulteriori 13 giorni di detenzione. Al termine di questo secondo periodo, la cantante e il chitarrista sono stati nuovamente trattenuti per altri 13 giorni. La cantante è stata anche multata per aver “screditato” le forze armate, eseguendo canzoni vietate dalle autorità. Dopo essere stati finalmente rilasciati, la cantante e il chitarrista hanno lasciato il paese. Musicisti e musiciste di strada che avevano manifestato solidarietà alla band hanno avuto a loro volta condanne alla detenzione amministrativa.

 

DIRITTO ALL’INFORMAZIONE

La censura ha permeato la vita pubblica. Sono stati vietati riferimenti a vari temi proibiti, così come opere musicali, libri e film di autori e autrici designati come “agenti stranieri” o arbitrariamente inseriti negli elenchi di “terroristi ed estremisti”.

Le autorità hanno proseguito gli sforzi per costruire una “Internet sovrana”, bloccando siti web, piattaforme digitali e social media e rallentando il traffico Internet.

A partire da agosto, l’autorità di regolamentazione Roskomnadzor ha imposto restrizioni a WhatsApp e Telegram, due piattaforme ampiamente utilizzate per comunicazioni confidenziali, ufficialmente per contrastare le truffe. Utenti hanno dovuto spostarsi sulla piattaforma Max, sviluppata in Russia, destando gravi preoccupazioni in materia di privacy.

 

LIBERTÀ DI RIUNIONE PACIFICA

Le autorità hanno continuato a negare l’autorizzazione alle manifestazioni e a disperdere e perseguire penalmente manifestanti per le loro attività pacifiche. Nonostante la repressione, le proteste sono proseguite in varie parti del paese su piccola scala e su questioni di rilevanza locale.

Nella Repubblica dell’Altaj, centinaia di persone hanno partecipato a una serie di proteste pacifiche contro il governatore locale. Almeno otto manifestanti sono stati sottoposti a detenzione amministrativa.

 

LIBERTÀ D’ASSOCIAZIONE

Le autorità hanno continuato a utilizzare in modo strumentale le leggi sugli “agenti stranieri” e sulle “organizzazioni indesiderabili” per reprimere la società civile.

Nel corso dell’anno sono state designate come “agenti stranieri” ulteriori 219 organizzazioni, organi d’informazione e singoli individui. Sono aumentati i procedimenti amministrativi e penali per “elusione degli obblighi di un agente straniero”, di cui molti celebrati in assenza delle persone imputate.

Modifiche legislative adottate a settembre hanno vietato alle organizzazioni classificate come “agenti stranieri” di svolgere attività educative o formative, le hanno escluse dai sussidi e sostegni locali concessi alle “Ong socialmente orientate” e hanno introdotto regole ancora più gravose.

Le modifiche al codice penale introdotte a ottobre hanno consentito l’avvio di procedimenti penali per ripetute violazioni delle norme sugli “agenti stranieri” dopo una sola sanzione amministrativa, anziché dopo due, come in precedenza.

Altre 95 organizzazioni, tra cui Amnesty International e Human Rights Watch, sono state designate come “indesiderabili”.

A maggio, un tribunale di Mosca ha condannato Grigorij Mel’kon’jants, copresidente dell’osservatorio elettorale Golos, a cinque anni di reclusione per “organizzazione delle attività di un’organizzazione ‘indesiderabile’”, vietandogli qualsiasi attività civica per nove anni.

 

LIBERTÀ DI RELIGIONE E CREDO

Sono proseguite le violazioni del diritto alla libertà di religione e di credo.

I testimoni di Geova hanno continuato a essere perseguiti arbitrariamente con accuse di “estremismo”. A fine ottobre, almeno 157 persone risultavano detenute, incluse quelle provenienti dai territori ucraini occupati dalla Russia.

A fine novembre, ad almeno 10 comunità battiste è stato proibito di riunirsi senza previa registrazione ufficiale e notifica alle autorità.

 

REPRESSIONE DEL DISSENSO

Si è registrato un aumento dei procedimenti penali basati su accuse politicamente motivate, tra cui estremismo, terrorismo, tradimento, spionaggio e “cooperazione riservata con uno stato, un’organizzazione straniera o internazionale”. Le dure misure adottate contro esponenti dell’opposizione sia all’interno sia all’estero e contro i movimenti da essi rappresentati hanno aperto la strada a repressioni di massa nei confronti delle persone a loro collegate.

A marzo, un tribunale militare di San Pietroburgo ha condannato Aleksandr Skobov a 16 anni di reclusione con accuse di terrorismo, per alcuni post che aveva pubblicato sui social media e per aver partecipato a una conferenza organizzata in Lituania dal Forum Russia libera. L’organizzazione, in precedenza già designata come “indesiderabile”, ad agosto è stata qualificata come “terroristica”.

A ottobre, Maksim Kruglov, esponente di primo piano del partito Jabloko, è stato arrestato con l’accusa di aver “diffuso notizie false sulle forze armate” per contenuti pubblicati sui social media ed è stato inserito nel registro dei “terroristi ed estremisti”. Le indagini erano ancora in corso a fine anno. Figure di rilievo del partito Jabloko sono state arbitrariamente detenute, multate o condannate.3

Sempre a ottobre, il servizio federale di sicurezza (Federal’naja služba bezopasnosti – Fsb) ha incriminato in contumacia 23 esponenti del Comitato contro la guerra, fondato in esilio da figure pubbliche di rilievo per opporsi alla guerra di aggressione della Russia. Queste persone sono state accusate di “organizzazione di una comunità terroristica” e di pianificazione della “presa violenta del potere”, reati che potenzialmente possono prevedere l’ergastolo.

A novembre, la Corte suprema ha designato come “organizzazione terroristica” la Fondazione anticorruzione (Anti-Corruption Foundation – Acf), registrata negli Usa e fondata da collaboratori del defunto prigioniero di coscienza Aleksej Naval’nyj.

 

DETENZIONE ARBITRARIA E PROCESSI INIQUI

Le detenzioni arbitrarie basate su accuse costruite ad arte hanno continuato a essere un tratto caratteristico del sistema di applicazione della legge. Le indagini sono state condotte in violazione delle garanzie procedurali e i processi, in particolare quelli di natura politica, sono stati iniqui.

A gennaio, tre avvocati di Aleksej Naval’nyj, Vadim Kobzev, Aleksej Lipcer e Igor’ Sergunin, sono stati condannati fino a cinque anni e mezzo di carcere con l’accusa di “partecipazione a una comunità estremista”, per aver presumibilmente facilitato le comunicazioni del loro assistito con l’esterno.

A marzo, la giornalista Marija Ponomarenko, già condannata a sei anni di reclusione per aver pubblicato post contro la guerra, ha ricevuto un’ulteriore condanna a 22 mesi di carcere con la nuova accusa di “interruzione del funzionamento di una colonia penale”. Un nuovo procedimento con le stesse accuse è stato avviato nei suoi confronti ad agosto.

La persecuzione delle persone che sostengono Aleksei Naval’nyj si è intensificata. Ad aprile, quattro giornalisti, Antonina Favorskaja, Sergej Karelin, Konstantin Gabov e Artëm Kriger, sono stati condannati a cinque anni di reclusione per presunta collaborazione con l’Acf. A dicembre erano stati avviati in tutto oltre 100 procedimenti contro persone accusate di aver effettuato donazioni all’Acf.

A maggio, l’avvocata per i diritti umani Marija Bončler è stata arrestata arbitrariamente e detenuta con l’accusa di “cooperazione riservata con uno stato straniero”. Durante un’udienza ad agosto, il suo legale ha dichiarato che il procedimento era stato avviato da un funzionario dell’Fsb che aveva tentato di costringerla a incriminare un altro avvocato e che le prove a suo carico erano state falsificate.

A luglio, un tribunale militare di Mosca ha condannato in contumacia lo scrittore Boris Akunin a 14 anni di reclusione per “elusione degli obblighi di un agente straniero” e “terrorismo”, a causa del suo sostegno all’Ucraina. A dicembre, gli è stata inflitta un’ulteriore condanna in contumacia a un anno di carcere per violazioni della normativa sugli “agenti stranieri”.

 

TORTURA E MALTRATTAMENTO

Tortura e maltrattamento in custodia sono rimasti endemici, così come l’impunità. Le persone in detenzione sono state trattenute in condizioni disumane o degradanti e spesso private dell’accesso alle cure sanitarie e dei contatti con l’esterno.

A giugno, la polizia ha arrestato decine di cittadini di etnia azera nella città di Ekaterinburg, a quanto sembra nell’ambito di un’indagine su reati passati. Uno degli arrestati ha riferito che sono stati tutti picchiati e sottoposti a scosse elettriche per circa un’ora. Diversi sono stati ricoverati in ospedale e due uomini sono morti in custodia.

Dopo il trasferimento in una colonia penale nel territorio dell’Altaj a luglio, il dissidente detenuto Aleksej Gorinov è stato arbitrariamente collocato in una cella d’isolamento punitivo (shizo) per oltre due mesi, in condizioni disumane e degradanti. A settembre è stato arbitrariamente trasferito in una cella d’isolamento a regime severo per due mesi, prima di essere nuovamente riportato in uno shizo a novembre.

La famiglia del difensore dei diritti umani Bahrom Hamroev, condannato nel 2023 a oltre 13 anni di reclusione con accuse di “terrorismo” inventate, ha riferito che l’uomo è stato arbitrariamente posto in una cella punitiva, maltrattato e privato di cure mediche adeguate. Ad agosto è stato trasferito in una colonia penale di massima sicurezza nell’estremo nord del paese, a migliaia di chilometri dalla sua abitazione.

L’attivista Mihail Kriger, condannato a sette anni di carcere per aver criticato le autorità sui social media, ha condotto uno sciopero della fame di quasi 50 giorni per protestare contro i maltrattamenti subiti, inclusa la collocazione arbitraria in una cella di punizione.

A settembre, la Russia si è ufficialmente ritirata dalla Convenzione europea per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti.

 

IMPUNITÀ

Nonostante migliaia di appelli da parte dell’opinione pubblica, non si sono registrati progressi nelle indagini sul rapimento e sul presunto “delitto d’onore” della giovane donna cecena Seda Sulejmanova, risalenti al 2023. Al contrario, la sua amica Lena Patjaeva che, dal giorno della sua scomparsa, si è impegnata per chiedere giustizia, è stata ripetutamente detenuta durante l’anno e ha scontato una pena di 10 giorni di detenzione amministrativa per aver tenuto picchetti individuali.

Il giornale online indipendente Vërstka ha documentato estorsioni finanziarie diffuse, esecuzioni extragiudiziali, tortura e maltrattamenti all’interno delle forze armate russe in Ucraina, perpetrati con quasi totale impunità, principalmente da ufficiali di alto grado.

A settembre, l’Acf ha sostenuto che la morte in carcere di Aleksej Naval’nyj nel 2024 fosse stata causata da avvelenamento, citando risultati di test di due laboratori forensi stranieri non identificati e fotografie provenienti dalla sua cella. Tali accuse non sono state oggetto di alcuna indagine ufficiale.

 

DIRITTO ALL’ISTRUZIONE

Ad aprile, le autorità hanno reso obbligatori i test di lingua russa per minori migranti e hanno richiesto la prova dell’ingresso legale nel paese sia per minori sia per i loro genitori, come condizione per l’iscrizione scolastica. A settembre, l’ente regolatore dell’istruzione Rosobrnadzor ha riferito che oltre l’87 per cento di minori provenienti da famiglie migranti non aveva soddisfatto i requisiti per l’iscrizione.

 

DIRITTI DELLE PERSONE LESBICHE, GAY, BISESSUALI, TRANSGENDER E INTERSESSUATE

Le autorità hanno continuato a punire l’espressione dell’identità lgbti e a reprimere la cultura queer. Le persone sono state arbitrariamente prese di mira attraverso procedimenti amministrativi e penali per “propaganda lgbt” ed “estremismo”. Sono proseguiti i raid nei locali considerati lgbti-friendly. Librerie, case editrici, organi d’informazione e piattaforme di streaming online sono stati sottoposti a censura e costretti a ritirare dalla circolazione opere culturali, modificarne i contenuti o pagare sanzioni.

A novembre, al termine di un processo postumo a porte chiuse, un tribunale di Mosca ha riconosciuto Andrej Kotov, titolare dell’agenzia turistica Men Travel, colpevole di partecipazione a un’“organizzazione estremista e movimento lgbt” e di utilizzo di minori per la diffusione di materiale pornografico. Andrej Kotov era stato arrestato nel novembre 2024 e aveva denunciato tortura e maltrattamento durante l’arresto e la detenzione. Un mese dopo, la sua avvocata era stata informata che si era tolto la vita.

A maggio, tre editori sono stati arrestati a Mosca e posti agli arresti domiciliari con accuse di estremismo per presunta “propaganda lgbt” contenuta in libri pubblicati da tipografie a loro collegate.

 

VIOLENZA CONTRO DONNE E RAGAZZE

Nonostante i sondaggi indicassero un forte sostegno dell’opinione pubblica all’introduzione di norme contro la violenza domestica, i legislatori non hanno adottato alcuna misura, togliendo invece priorità anche a modesti tentativi di riforma.

 

DIRITTI SESSUALI E RIPRODUTTIVI

Le autorità regionali hanno continuato a introdurre ostacoli all’aborto, compresi incentivi economici per misure contro l’interruzione di gravidanza. Il personale sanitario che forniva il servizio di aborto ha subìto pressioni crescenti e, in alcuni casi, indicazioni informali delle autorità che vietavano l’esecuzione della procedura. Donne incinte che intendevano interrompere la gravidanza hanno riferito di essere state costrette a portarla a termine. Alcune sono state obbligate a recarsi in un’altra regione per riuscire ad abortire. A fine maggio, le autorità di almeno otto regioni hanno introdotto un pagamento una tantum per le minorenni incinte, verosimilmente per raggiungere obiettivi demografici. Sono aumentate le richieste di vietare a livello federale l’“induzione all’aborto”.

 

DIRITTO A UN AMBIENTE SALUBRE

A ottobre, l’Ong Greenpeace ha osservato che la Russia si era ulteriormente radicata in una “economia di guerra alimentata dai combustibili fossili e dalla propaganda”, con devastanti conseguenze per l’ambiente del paese e per la sostenibilità globale. Ciò è avvenuto nel contesto di una “drammatica escalation della repressione contro la società civile … [che] ha profondamente trasformato lo stato dell’ambientalismo in Russia”.

A settembre, la Russia ha presentato il proprio Ndc aggiornato; tuttavia, secondo gli esperti del Climate Change Performance Index, il nuovo obiettivo sulle emissioni risultava superiore ai livelli di emissione attuali. Il Climate Action Tracker ha valutato le politiche, gli obiettivi e le azioni climatiche complessivi della Russia come “criticamente insufficienti” per il raggiungimento dell’obiettivo di 1,5 °C dell’Accordo di Parigi.

 
Note:
1 Russia/Ukraine: Ill-treatment of Ukrainians in Russian captivity amounts to war crimes and crimes against humanity, 4 marzo.
2 Russia: Release transgender activist Mark Kislitsyn, 29 agosto.
3 Russia: Authorities step up criminal reprisals against anti-war Yabloko party, 5 dicembre.

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