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REPUBBLICA DI SERBIA

Manifestanti, giornalisti e giornaliste e organizzazioni della società civile hanno continuato a subire intimidazioni, molestie e sorveglianza illegale, mentre le autorità tentavano di frenare il diffuso malcontento. La discriminazione è rimasta una preoccupazione significativa per donne e ragazze, persone rom, lgbti e con disabilità. Si sono registrati progressi limitati nel garantire il diritto a un ambiente salubre. I procedimenti giudiziari per crimini di guerra e la cooperazione giudiziaria regionale sono stati accantonati. Il governo ha intensificato i trasferimenti di armi a Israele.

 

CONTESTO

L’anno è stato caratterizzato da persistenti manifestazioni in tutto il paese, innescate dal crollo del tetto di cemento di una stazione ferroviaria nella città settentrionale di Novi Sad, avvenuto nel novembre 2024, che provocò la morte di 16 persone. Manifestanti hanno denunciato negligenze alimentate dalla corruzione e hanno chiesto al presidente Aleksandar Vučić di assumersi le proprie responsabilità politiche, nonché elezioni anticipate e ampie riforme. Le proteste hanno scatenato una pesante risposta da parte della polizia e del Partito progressista serbo al governo.

 

LIBERTÀ DI RIUNIONE PACIFICA

In diverse circostanze è stato fatto un uso eccessivo della forza contro manifestanti, in tutto il paese, e la polizia ha represso proteste per lo più pacifiche. Osservatori dei diritti umani e giornalisti hanno registrato casi di intimidazione, percosse e maltrattamenti da parte di agenti di polizia in borghese e in uniforme. Studenti che manifestavano hanno subìto aggressioni violente anche da parte di sostenitori del Partito progressista serbo, le cui azioni sono state successivamente giustificate e perdonate dal presidente.

A metà marzo, la polizia ha utilizzato quella che è sembrata essere un’arma sonica non identificata (nota anche come dispositivo acustico) contro manifestanti nella capitale Belgrado, causando una fuga precipitosa. Manifestanti hanno segnalato effetti a lungo termine dovuti all’arma, tra cui problemi di udito, nausea e vertigini. A fine aprile, la Corte europea dei diritti umani ha emesso una misura provvisoria che impone al governo di impedire l’uso di armi soniche o dispositivi analoghi per il controllo della folla.

La polizia ha arrestato arbitrariamente centinaia di manifestanti. Decine di persone sono state schiaffeggiate e prese a calci mentre erano già immobilizzate e alcune sono state minacciate di stupro, violenza e morte.

Giornalisti e giornaliste sono stati presi di mira mentre si occupavano delle proteste e di altre questioni di interesse pubblico, con oltre 160 casi di intimidazioni e aggressioni registrati già a metà anno.

 

LIBERTÀ D’ASSOCIAZIONE

La Commissione europea ha riferito che funzionari di alto livello e tabloid filogovernativi stavano intensificando aggressioni verbali e campagne diffamatorie contro organizzazioni della società civile e persone attive in difesa dello stato di diritto. Tra le varie forme di attacco figurava anche la divulgazione di dati personali.

A febbraio, la polizia ha fatto irruzione negli uffici di quattro Ong per indagare su un presunto “abuso di fondi Usaid”, citando dichiarazioni di figure di spicco del governo statunitense sul congelamento dei finanziamenti Usaid.

A giugno, alcuni relatori e relatrici speciali delle Nazioni Unite hanno espresso pubblicamente preoccupazione per quella che sembrava essere “una campagna sistematica” volta a screditare chi difende i diritti umani, chi fa monitoraggio elettorale e personale della stampa, attraverso servizi giornalistici coordinati da organi di stampa filogovernativi, sorveglianza e criminalizzazione.

 

SORVEGLIANZA ILLEGALE

Le autorità hanno continuato a utilizzare illegalmente spyware e altri strumenti informatici forensi invasivi contro persone impegnate nell’attivismo e nel giornalismo. A gennaio, la procura per i reati ad alto rischio tecnologico ha formalmente registrato la denuncia di un’associazione di 10 organizzazioni della società civile, che aveva sporto accuse penali contro le autorità di polizia e d’intelligence.1 A febbraio, due giornaliste della Rete balcanica di giornalismo investigativo (Balkan Investigative Reporting Network – Birn) sono state prese di mira con lo spyware Pegasus del gruppo Nso.2 Sempre a febbraio, la società di informatica forense Cellebrite ha annunciato che avrebbe sospeso l’uso delle proprie apparecchiature da parte di alcuni dei suoi clienti in Serbia, a causa di preoccupazioni relative ad abusi.3

 

DISCRIMINAZIONE

L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani ha espresso preoccupazione per l’aumento dei discorsi d’odio contro donne, persone rom e di altre comunità, nonché persone lgbti e giornalisti.

Donne e ragazze

A settembre, il Gruppo di esperti indipendente del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la violenza sulle donne e la violenza domestica (Group of Experts on Action against Violence against Women and Domestic Violence – Grevio) ha segnalato la discriminazione persistente e diffusa contro donne e ragazze in relazione al parto, alla maternità e all’assistenza all’infanzia. Questo fenomeno è continuato parallelamente alla violenza di genere e agli omicidi, nonché alla “violenza ostetrica, alla violenza digitale, agli insulti pubblici e ai commenti denigratori rivolti alle donne”, ha affermato il Grevio.

Persone rom

La perdurante attuazione della legge sulla carta acquisti, che ha introdotto un processo decisionale algoritmico per determinare chi fosse titolato a ricevere un sostegno economico pubblico, ha causato la perdita dell’accesso agli aiuti finanziari a 60.000 persone nei tre anni successivi alla sua introduzione nel marzo 2022, con un impatto sproporzionato sulle persone rom. Le comunità rom hanno continuato a vivere alti tassi di povertà, esclusione e accesso limitato ad assistenza sanitaria, istruzione, occupazione e altri servizi essenziali.

Persone con disabilità

Dopo una visita in Serbia effettuata a giugno, la Sottocommissione delle Nazioni Unite per la prevenzione della tortura ha chiesto ulteriori misure per proteggere le persone con disabilità dai maltrattamenti nelle istituzioni statali.

 

DIRITTO A UN AMBIENTE SALUBRE

A novembre, la Commissione europea ha formulato una serie di raccomandazioni alla Serbia affinché migliori le sue politiche e la sua legislazione in materia ambientale, tra cui raccomandazioni relative al cambiamento climatico, alla gestione dei rifiuti, alla qualità dell’acqua, alla protezione della natura, all’inquinamento industriale e alla partecipazione pubblica alle questioni ambientali.

A settembre, il governo ha presentato il suo terzo Ndc, impegnando la Serbia a ridurre del 40,1 per cento le emissioni di gas serra entro il 2035, rispetto ai livelli del 1990. L’Ndc ha rilevato che la Serbia ha subìto almeno 10,45 miliardi di euro di perdite e danni a causa di eventi climatici e meteorologici estremi tra il 2000 e il 2024.

 

DIRITTO A VERITÀ, GIUSTIZIA E RIPARAZIONE

A fine anno, l’Alto consiglio dei procuratori non è riuscito a nominare un procuratore capo permanente per i crimini di guerra. Il governo ha bloccato l’effettiva cooperazione giudiziaria con altri paesi nei Balcani e non ha rispettato il proprio impegno a promuovere l’accertamento delle responsabilità per i crimini di guerra di lunga data nella regione.

 

TRASFERIMENTI IRRESPONSABILI DI ARMI

Nella prima metà dell’anno, la Serbia ha esportato in Israele munizioni per un valore di oltre 55 milioni di euro, violando i propri obblighi ai sensi del Trattato sul commercio delle armi e del diritto internazionale umanitario. La Serbia ha respinto le richieste di accesso alle informazioni relative ai trasferimenti tra i due paesi.

 

Note:
1 Serbia: Cellebrite Zero-Day Exploit Used to Target Phone of Serbian Student Activist, 28 febbraio.
2 Serbia: BIRN journalists targeted with Pegasus spyware, 27 marzo.
3 Serbia: Cellebrite halts product use in Serbia following Amnesty surveillance report, 26 febbraio.

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