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REPUBBLICA DI SLOVENIA

Una nuova legge ha destato preoccupazioni per la censura sull’informazione. La carenza di medici di famiglia ha lasciato circa 140.000 persone senza accesso all’assistenza sanitaria di base. Le persone rom hanno subìto discriminazioni sistemiche, in particolare in materia di alloggio e istruzione. Coppie gay, persone transgender e uomini single sono stati esclusi dalle tecniche di riproduzione assistita. Gli arretrati giudiziari hanno ritardato l’esame delle richieste di asilo. I sussidi ai combustibili fossili sono continuati.

 

LIBERTÀ D’ESPRESSIONE

La nuova legge sull’informazione, adottata a settembre, ha conferito a due agenzie governative l’autorità di stabilire se i contenuti dei media potessero essere interpretati come incitamento alla violenza, “incitamento all’odio” o “terrorismo”. È stato espresso il timore che tale controllo potesse non essere imparziale e portasse a censurare i media, e che il nuovo meccanismo proposto dalla legge per gli aiuti finanziari di stato agli organi di stampa potesse essere soggetto a parzialità politica.

 

DIRITTO ALLA SALUTE

Circa 140.000 persone sono rimaste prive di un medico di famiglia assegnato, tra cui oltre 30.000 in età adulta, che continuavano a ricevere assistenza sanitaria primaria in cliniche di medicina di base addizionali istituite per pazienti senza un medico di famiglia assegnato. A causa della grave carenza di posti letto e di altri problemi sistemici in queste strutture, non è stato possibile garantire un’adeguata assistenza primaria a tutti coloro che ne avevano bisogno.

 

DISCRIMINAZIONE

I “cancellati”

Oltre 25.000 persone di altre repubbliche dell’ex Jugoslavia sono rimaste escluse dal registro ufficiale della popolazione residente permanente, dopo essere state rimosse incostituzionalmente nel 1992 in seguito all’indipendenza della Slovenia.1 Poiché non è stato istituito alcun percorso per ottenere la residenza permanente, il loro diritto alla cittadinanza ha subìto continue violazioni ed è stato loro negato l’accesso alla partecipazione politica e ai servizi essenziali. Nonostante varie sentenze dei tribunali a favore delle persone “cancellate”, non sono stati forniti rimedi efficaci.

Persone rom

Le persone rom hanno continuato a subire discriminazioni sistemiche, in particolare in materia di alloggio e istruzione. La legge sulle misure urgenti per garantire la sicurezza pubblica (legge Šutar) è stata adottata a novembre con procedura accelerata, a due settimane da un episodio mortale nella città di Novo Mesto che ha coinvolto una persona della comunità rom. La legge ha ampliato i poteri di polizia e della magistratura, ha rimosso garanzie procedurali e ha collegato le prestazioni sociali al pagamento di multe, tutte misure che potrebbero colpire in modo sproporzionato le persone rom e aggravare la loro esclusione sociale.

Diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate

A giugno, alle coppie lesbiche è stato ufficialmente concesso l’accesso alle tecniche di riproduzione assistita, a tutela del diritto di tutte le donne a un trattamento non discriminatorio. Tuttavia, le coppie gay, le persone transgender e gli uomini single sono rimasti esclusi dal provvedimento. Il ministero della Salute ha confermato che il trattamento medico non era richiesto per il riconoscimento legale del genere e ha formalmente richiesto al ministero degli Interni di emendare la legge sullo stato civile per riflettere tale modifica.

 

DIRITTI DELLE PERSONE RIFUGIATE E MIGRANTI

Ad aprile, la legge sugli stranieri è stata modificata per consentire alle persone richiedenti asilo con un impiego regolare o coperte da assicurazione sociale per tre dei quattro mesi precedenti di richiedere un permesso unificato di soggiorno e lavoro.

A causa degli arretrati giudiziari, le persone richiedenti asilo con procedura ordinaria hanno dovuto attendere lungamente prima di conoscere la decisione definitiva.

Nonostante le segnalazioni di violenze da parte della polizia e di respingimenti di persone richiedenti asilo in Croazia, la Slovenia ha continuato i trasferimenti verso il paese ai sensi del regolamento di Dublino dell’Ue, generando timori circa la sicurezza e la legalità di tali rinvii.

 

DIRITTO A UN AMBIENTE SALUBRE

Sebbene la legge sul clima del 2025 abbia vincolato legalmente la Slovenia a raggiungere la neutralità climatica e a ridurre le emissioni di gas serra, le emissioni del settore dei trasporti su strada sono aumentate e i sussidi per i combustibili fossili sono rimasti in vigore, mantenendo la convenienza delle emissioni di CO2 e rendendo la transizione verso le energie rinnovabili meno favorevole. La lentezza della transizione dai combustibili fossili alle energie rinnovabili in tutti i settori ha ulteriormente minacciato la qualità dell’aria.

 

TRASFERIMENTI IRRESPONSABILI DI ARMI

Ad agosto, una spedizione di materiali militari è stata inviata in Israele, appena sette giorni dopo che il governo aveva vietato l’importazione, l’esportazione e il transito di equipaggiamento militare verso tale paese.2 I rappresentanti del vettore merci hanno dichiarato di non essere a conoscenza della nuova legge, destando serie preoccupazioni sull’adempimento da parte dell’azienda dei propri obblighi in materia di diritti umani e sull’applicazione della legge da parte della Slovenia.

 

DIRITTO A VERITÀ, GIUSTIZIA E RIPARAZIONE

La carica di difensore civico per i diritti umani è rimasta vacante a partire da febbraio, mentre il vice difensore civico non è stato autorizzato a svolgere appieno i compiti di supervisione della posizione.

 

Note:
1 On the 33rd anniversary of the erasure: The wrongs of the erased remain uncorrected and threaten lives, 26 febbraio (solo in sloveno).
2 Slovenia: Facilitating the transfer of arms to Israel ‘alarming’ and violates international law, 22 agosto.

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