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Ucraina

La Russia ha continuato gli attacchi indiscriminati contro aree densamente abitate, ha preso di mira infrastrutture civili critiche e, a quanto pare, ha colpito deliberatamente la popolazione civile. Prigionieri di guerra dell’Ucraina e civili in detenzione sono stati sottoposti a tortura, sparizioni forzate e detenzione in isolamento nei territori occupati dalla Russia, dove è proseguita la repressione delle identità non russe. Chi si occupava di giornalismo investigativo ha riferito di aver subìto campagne diffamatorie mirate. Il diritto alla libertà di religione è stato limitato. Gli obiettori di coscienza sono stati privati del servizio alternativo e perseguiti penalmente. I procedimenti per collaborazionismo hanno sollevato preoccupazioni in merito all’equità processuale.

 

CONTESTO

La Russia ha continuato a perseguire ulteriori conquiste territoriali e ha aumentato l’intensità e la portata dei duri attacchi in tutta l’Ucraina. La guerra di logoramento ha avuto un costo considerevole per entrambe le parti. L’Ucraina ha sviluppato, prodotto e impiegato equipaggiamenti e tattiche militari innovativi e ha cercato di ridurre la forte dipendenza da sistemi di armamento e munizioni forniti dall’estero. Le persone incaricate dei negoziati hanno resistito alle pressioni degli Usa affinché accettassero concessioni territoriali e di altro tipo nell’ambito di un accordo di pace con la Russia.

Il numero di vittime civili è rimasto elevato, con un totale di 14.999 decessi e 40.601 ferimenti dal 24 febbraio 2022 al settembre 2025. Giugno e luglio sono stati i mesi più letali mai registrati per la popolazione civile ucraina dall’aprile 2022.

L’economia è rimasta fragile e profondamente dipendente dai finanziamenti esteri e da altri aiuti. I tentativi delle autorità d’indebolire le istituzioni anticorruzione con una nuova legge sono stati sventati dalle proteste popolari. Mentre la grave carenza di energia peggiorava, l’ufficio nazionale anticorruzione ucraino e una procura specializzata hanno scoperto un presunto sistema di tangenti nel settore energetico, che ha portato ad arresti e dimissioni ai massimi livelli.

L’adesione all’Ue è rimasta una priorità, mentre la prospettiva dell’ingresso nella Nato è apparsa sempre più incerta.

 

VIOLAZIONI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO

Attacchi illegali

L’intensificarsi degli attacchi aerei russi in tutto il paese ha incluso attacchi indiscriminati all’interno di aree densamente abitate, attacchi a infrastrutture civili critiche e mirati a colpire i civili, che hanno costituito crimini di guerra.1 La Commissione internazionale indipendente d’inchiesta sull’Ucraina, istituita dalle Nazioni Unite, ha concluso che gli attacchi con droni russi contro civili nella regione di Cherson costituivano il crimine contro l’umanità di omicidio e un crimine di guerra.

La Missione di monitoraggio dei diritti umani delle Nazioni Unite in Ucraina ha riferito che la maggior parte delle uccisioni di civili si è verificata vicino alla linea del fronte. A dicembre, rappresentavano il 67 per cento del totale, di cui quasi il 30 per cento causato da attacchi con droni a visuale in prima persona. Con l’arrivo dei mesi più freddi, la Russia ha colpito le infrastrutture energetiche quasi quotidianamente.2 A novembre, i dati ufficiali indicavano che la capacità di generazione energetica era scesa a meno della metà dei livelli precedenti al febbraio 2022. Milioni di persone hanno sofferto per la scarsità di riscaldamento ed elettricità, con l’erogazione di energia in alcuni giorni limitata a tre ore al giorno, proprio in concomitanza con il calo delle temperature. In risposta, a partire da settembre, l’Ucraina ha lanciato attacchi reciproci contro le infrastrutture energetiche all’interno della Russia, provocando temporanei blackout elettrici locali.

Secondo le Nazioni Unite, ci sono stati 472 decessi tra civili e 1.188 ferimenti da mine o altri esplosivi, tra febbraio 2022 e dicembre 2025.

Esecuzioni extragiudiziali

Secondo quanto riportato dai media, al 10 dicembre, la procura generale ucraina aveva documentato 322 casi di esecuzione di persone prigioniere di guerra ucraine da parte delle forze russe dall’inizio della guerra su vasta scala. Ad agosto, Vladyslav Nahornyj è stato catturato vicino alla città di Pokrovs’k, nella regione di Donec’k. Ha dichiarato ai media ucraini che lui e altri sette prigionieri di guerra ucraini sono stati torturati dalle forze russe, che hanno poi ucciso gli altri. Nonostante gli fosse stata tagliata la gola, è sopravvissuto ed è riuscito a trascinarsi fino a una postazione ucraina.

Tortura e maltrattamento

La Russia ha continuato a negare a qualsiasi organismo internazionale di monitoraggio l’accesso alle persone prigioniere di guerra detenute nell’Ucraina occupata e altrove e le ha sistematicamente sottoposte a sparizioni forzate e detenzione in incommunicado (cfr. Russia).

Le persone rilasciate attraverso scambi di prigionieri hanno testimoniato il ricorso diffuso a tortura e maltrattamenti, tra cui la negazione delle cure mediche e la malnutrizione, nonché il verificarsi regolare di decessi.3 Qualche settimana dopo il suo rilascio, avvenuto a gennaio, Amnesty International ha intervistato un prigioniero che aveva trascorso 33 mesi in cattività russa e pesava solo 40 chilogrammi. Un altro ex prigioniero di 46 anni è morto a novembre per le cattive condizioni di salute, sei mesi dopo il suo rilascio.

I prigionieri di guerra russi detenuti dall’Ucraina, visitati dai delegati di Amnesty International ad aprile e settembre in due campi di prigionia, hanno descritto episodi di maltrattamento al momento
della cattura. Sono state registrate anche denunce di minore entità sul trattamento ricevuto nei campi in cui sono stati successivamente trattenuti, come ad esempio la varietà limitata di alimenti disponibili nel negozio del campo. I prigionieri non russi hanno riferito di insulti razzisti da parte di altri detenuti e delle guardie.

 

LIBERTÀ D’ESPRESSIONE

È rimasta in vigore la deroga applicata all’Ucraina agli obblighi previsti dall’art. 10 della Convenzione europea dei diritti umani, che riguarda la libertà d’espressione.

Persone impegnate nel giornalismo investigativo hanno riferito di essere state prese di mira da campagne diffamatorie coordinate e da querele temerarie avviate da funzionari e imprenditori coinvolti nelle loro inchieste. Dopo aver pubblicato un articolo su un controverso progetto per un parco eolico, la giornalista ambientale Olena Mudra è stata oggetto di una campagna di articoli screditanti e immagini fabbricate ad arte sui media online.

L’attivista anticorruzione Vitaliij Shabunin è andata incontro a un’indagine penale con l’accusa di frode, ampiamente considerata una ritorsione per la sua lunga attività di critica nei confronti del ministero della Difesa e dell’ufficio del presidente, in merito all’approvvigionamento di armamenti.

 

LIBERTÀ DI RIUNIONE PACIFICA

A luglio, nella capitale Kiev e altrove sono scoppiate proteste spontanee contro una legge che avrebbe indebolito le principali istituzioni anticorruzione. Nonostante le restrizioni imposte dalla legge marziale e le preoccupazioni per gli attacchi aerei russi contro gli assembramenti all’aperto, centinaia di manifestanti hanno occupato le strade per 10 giorni, finché le loro richieste non sono state effettivamente soddisfatte.

 

LIBERTÀ DI RELIGIONE E CREDO

Sono stati adottati ulteriori provvedimenti per lo scioglimento della Chiesa ortodossa ucraina (Ukrayins’ka Pravoslavna Cerkva – Upc). L’autorità di regolamentazione statale le ha richiesto di “rompere i suoi legami” con la Chiesa ortodossa russa. L’Upc ha rifiutato, sostenendo di averlo già fatto. A settembre ne sono seguiti contenziosi che coinvolgevano la diocesi di Kiev, su cui non erano state prese decisioni a fine anno. A ottobre, persone esperte delle Nazioni Unite hanno criticato la legislazione alla base di tali procedimenti, ritenendola priva di certezza giuridica e rea di “equiparare [erroneamente] l’appartenenza religiosa a minacce alla sicurezza nazionale”. Hanno inoltre messo in guardia dalla “persecuzione” dell’Upc, criticato i procedimenti giudiziari contro membri del clero, un giornalista e una avvocata della difesa, reputandoli una “punizione collettiva” e ha esortato l’Ucraina a porre fine a tali processi e a rivedere le sue leggi restrittive.

 

DIRITTO ALL’OBIEZIONE DI COSCIENZA

Il 1° maggio, la Corte suprema dell’Ucraina ha stabilito che i cittadini non potevano rifiutare di svolgere il servizio militare in tempo di guerra sulla base delle proprie convinzioni religiose e che una forma di servizio alternativa era disponibile solo in tempo di pace. La Corte ha osservato che le convinzioni degli obiettori di coscienza dovrebbero comunque essere “considerate” per consentire loro di svolgere compiti di leva che “non comportino il porto e/o l’uso di armi”. La sentenza ha confermato la condanna del ricorrente, un testimone di Geova, ma ha sostituito i tre anni di reclusione con un anno di libertà vigilata.

 

DIRITTI DELLE PERSONE ANZIANE

Le persone anziane hanno continuato a subire danni sproporzionati a causa dell’aggressione russa, con tassi di vittime particolarmente elevati vicino alla linea del fronte, dove molte hanno scelto di rimanere per timori legati all’alloggio, all’accesso ai servizi e ai rischi di isolamento in caso di sfollamento. Il 9 settembre, un attacco aereo russo sul villaggio di Yarova, nella regione di Donec’k, ha ucciso 25 persone e ne ha ferite 19, la maggior parte delle quali era in pensione, in fila davanti a un veicolo dei servizi postali.

Oltre la metà delle persone residenti nei rifugi temporanei (che ospitano circa il 2 per cento della popolazione sfollata) aveva più di 60 anni. Secondo l’Unhcr, l’agenzia della Nazioni Unite per i rifugiati, a gennaio il 70 per cento dei rifugi non disponeva di servizi igienici accessibili e il 65 per cento non disponeva di rifugi antiaerei accessibili.4

Gli assegni pensionistici hanno collocato molte persone anziane al di sotto del minimo di sussistenza reale di 7.461 grivne ucraine (147 dollari Usa) al mese, mentre il 62 per cento delle persone in pensione ha percepito meno di 5.000 grivne ucraine (98 dollari Usa) al mese.

 

DIRITTI DELL’INFANZIA

Secondo le Nazioni Unite, il numero di minori vittime degli attacchi russi è aumentato di oltre il 200 per cento tra marzo e maggio, rispetto al trimestre precedente.

Secondo quanto riferito, si è verificato il reclutamento clandestino online di minori per attacchi contro obiettivi militari, sabotaggi o raccolta di informazioni. Almeno due ragazzi sarebbero morti e uno sarebbe rimasto ferito durante tali missioni. Inoltre, secondo le Nazioni Unite, fino a maggio 91 ragazzi e 12 ragazze erano in detenzione. Quarantadue minori hanno ricevuto condanne per reati di terrorismo, spionaggio e sabotaggio, circostanza che ha portato all’incarcerazione di almeno sette ragazzi minorenni.

 

TORTURA E MALTRATTAMENTO

Membri dei centri di reclutamento territoriale (Terytorialnyj centr komplektuvannya – Tck) hanno continuato ad arrestare con la forza uomini in età di leva in luoghi pubblici per la coscrizione militare. Sono emersi video che mostravano violenze da parte del personale dei Tck, oltre a segnalazioni di abusi fisici e di altro tipo e persino di decessi.

Il 18 ottobre, Roman Sopin è stato fermato a Kiev e condotto al Tck locale. Il giorno successivo è stato ricoverato in ospedale con una grave ferita alla testa ed è morto il 23 ottobre. Il Tck ha affermato che era caduto. La polizia ha aperto un’indagine penale solo dopo sei giorni, a seguito di una protesta pubblica. A fine anno non era stato reso noto alcun risultato.

 

PROCESSI INIQUI

Centinaia di persone incriminate per “attività di collaborazionismo” sono state condannate a pene detentive e non detentive. Secondo l’Ohchr, l’ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani, decine di persone hanno ricevuto condanne “per azioni che potevano essere legalmente imposte dalla potenza occupante”. Organizzazioni per il monitoraggio dei diritti umani hanno sottolineato che la pratica era incoerente e che le accuse formulate in modo vago erano state erroneamente applicate in alcuni casi a persone che fornivano servizi essenziali o perseguivano strategie di sopravvivenza sotto l’occupazione.

L’8 ottobre, Viktoriya Krykunova è stata condannata a cinque anni di carcere per aver lavorato brevemente presso un fondo pensione controllato dalla Russia nel 2022, attività che, secondo la sua testimonianza, serviva a finanziare il trasferimento della sua famiglia in un territorio controllato dal governo ucraino.

 

DIRITTI DELLE PERSONE LESBICHE, GAY, BISESSUALI, TRANSGENDER E INTERSESSUATE

Nell’ambito dei piani di adesione all’Ue approvati a maggio, l’Ucraina si è impegnata ad adottare il disegno di legge del 2023 sulle unioni civili (comprese quelle tra persone dello stesso sesso), ma a fine anno non lo aveva ancora fatto. A giugno, in una decisione senza precedenti, un tribunale locale di Kiev ha riconosciuto una coppia omosessuale come “famiglia de facto” ai sensi del diritto ucraino.

Il 14 giugno, Kiev ha ospitato una marcia del Pride con oltre 1.500 partecipanti. A causa della legge marziale, è stato fissato un tetto al numero di partecipanti ed è stata richiesta la registrazione preventiva.

A giugno, un sondaggio ha rilevato che oltre il 50 per cento della popolazione sosteneva le unioni tra persone dello stesso sesso e oltre il 70 per cento sosteneva la parità di diritti per le persone lgbti, a dimostrazione di un notevole progresso negli atteggiamenti.

 

DIRITTO A UN AMBIENTE SALUBRE

A febbraio è stato reso noto che le emissioni legate al conflitto dall’inizio dell’invasione su vasta scala avevano raggiunto l’equivalente di 230 tonnellate metriche di CO2. La guerra di aggressione in corso da parte della Russia ha continuato a causare gravi danni ambientali e a comportare il rischio di calamità ambientali. Il 14 febbraio, le autorità ucraine hanno segnalato un attacco notturno russo con droni contro la struttura di contenimento che protegge il reattore danneggiato di Chernobyl, aumentando il rischio di fuoriuscite radioattive.

A settembre, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica ha espresso preoccupazione per il fatto che, presso la centrale nucleare di Zaporizhzhia occupata dalla Russia, i sette pilastri indispensabili per la sicurezza nucleare fossero compromessi.

Secondo quanto riportato dai media, l’8 novembre droni russi hanno distrutto la prima centrale elettrica industriale a biomassa dell’Ucraina, che era diventata il simbolo dell’impegno del paese per l’energia verde.

 

TERRITORI OCCUPATI DALLA RUSSIA (GOVERNO DELLA RUSSIA)

Libertà d’espressione

La libertà d’espressione è rimasta gravemente limitata, con restrizioni all’accesso ai media indipendenti e alla libera circolazione delle informazioni. I tentativi di esercitare il diritto alla libertà d’espressione erano punibili con la reclusione e altre pene severe in base alle leggi e alle prassi nazionali russe (cfr. Russia).

Privazione arbitraria della cittadinanza

A marzo, la Russia ha emanato una legge che obbligava le persone di nazionalità ucraina prive del diritto formale di risiedere nella Federazione Russa a lasciare il paese o a “regolarizzare il proprio status giuridico” entro il 10 settembre. In caso contrario sarebbero state sottoposte a “rimozione forzata”. Per quelle residenti nei territori occupati, in particolare, conformarsi a tali disposizioni significava ottenere passaporti russi o permessi di soggiorno in quanto “stranieri”, al fine di evitare l’espulsione.

Diritti delle persone sfollate internamente

La Russia ha continuato a portare avanti iniziative legislative per privare persone residenti nei territori illegalmente annessi nel 2022 dei loro diritti di proprietà e di altri diritti, qualora si fossero rifiutati di acquisire la cittadinanza russa, in palese violazione delle leggi di guerra. A marzo ha aggiornato la legislazione che vietava alla popolazione ucraina e di altri “stati ostili” di “registrare diritti di proprietà immobiliare” in questi territori fino al 2028. A luglio è stata emanata una nuova normativa che ha invalidato i documenti ucraini che confermavano i diritti di proprietà su questi territori, eccetto quelli convalidati ufficialmente o (nel caso di documenti successivi a settembre 2022) che rientravano in una ristretta esenzione. La legislazione adottata a dicembre permetteva il sequestro e la riassegnazione dei cosiddetti beni “senza proprietario”, una misura che prendeva palesemente di mira le persone sfollate dai territori ucraini occupati.

Detenzione arbitraria e sparizioni forzate

Persone civili ucraine sono state sottoposte sistematicamente a tortura e maltrattamento, prolungata detenzione in incommunicado, sparizioni forzate e altri trattamenti disumani. Queste violazioni sono rimaste all’ordine del giorno sia nei territori occupati sia per le persone trasferite all’interno della Russia.

A marzo, la Commissione internazionale indipendente d’inchiesta sull’Ucraina ha descritto la pratica delle sparizioni forzate e della tortura come crimini contro l’umanità commessi dalle autorità russe “nell’ambito di un attacco diffuso e sistematico contro la popolazione civile e in attuazione di una politica statale coordinata”.

A maggio, il difensore civico ucraino ha riferito di aver documentato quasi 16.000 casi di detenzione arbitraria da parte delle autorità russe di occupazione dal 2014 mentre, al momento della segnalazione, erano oltre 1.800 le persone detenute all’interno della Russia.

Tortura e maltrattamento

Secondo un rapporto pubblicato a settembre dall’Ohchr, l’ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite, oltre il 92 per cento delle 216 persone civili detenute e successivamente rilasciate, intervistate tra giugno 2023 e settembre 2025, ha fornito resoconti coerenti e dettagliati tortura e maltrattamento subiti durante la detenzione.

Il rapporto ha rilevato il decesso di 38 civili in custodia a causa di tortura o maltrattamenti, cattive condizioni di detenzione o negazione delle cure mediche necessarie.

Diritto all’istruzione

Le autorità occupanti hanno continuato a limitare o eliminare l’istruzione in lingue diverse dal russo, previsto dal curriculum scolastico russo uniformemente imposto in tutti i territori occupati. Ciò ha esposto studenti a pratiche d’indottrinamento e ha negato loro un’istruzione di qualità. L’insegnamento in lingua ucraina e in lingua tatara di Crimea è ulteriormente diminuito, ostacolato da impedimenti sistemici e dal timore delle famiglie di richiederlo. A settembre, all’inizio del nuovo anno scolastico, tutte le discipline accademiche relative allo studio della “lingua madre (ucraina)” o impartite in tale lingua sono state eliminate dai programmi scolastici federali russi. L’unica opzione rimasta è stata lo studio dell’ucraino come materia extracurricolare.

Diritto all’acqua

Donec’k, Mariupol’, Makiyivka e altre città occupate hanno dovuto far fronte all’aggravarsi della crisi idrica. Le infrastrutture idriche prebelliche che attraversavano la linea del fronte, compreso il canale Siversk’yj Donec’-Donbas, sono rimaste distrutte, i bacini idrici si sono prosciugati e le autorità occupanti non hanno sviluppato fonti di approvvigionamento alternative affidabili. Secondo quanto riferito, a fine anno, l’acqua ha raggiunto alcune località tramite le condutture solo per tre o quattro ore ogni tre giorni, ma la sua scarsa qualità la rendeva non potabile. Le forniture d’emergenza, compresa la consegna con le autobotti, sono state sporadiche e inaffidabili e hanno provocato lunghe code ed episodi di violenza. Gli osservatori hanno descritto la situazione come un’emergenza umanitaria.

 
Note:
1 Ukraine: Civilians killed in indiscriminate strikes on Sumy city as Russian military increase attacks – new research, 24 giugno.
2 Russia/Ukraine: Blackout in Chernihiv exposes Russia’s unlawful attacks on civilian infrastructure, 21 ottobre.
3 Ukraine: A Deafening Silence: Ukrainians Held Incommunicado, Forcibly Disappeared and Tortured in Russian Captivity, 4 marzo.
4 “The Right to Social Protection and the Right to Work of Older Persons”: Submission to the UN Independent Expert on the Enjoyment of All Human Rights by Older Persons, 10 marzo.

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