Senegal - Amnesty International Italia

Ultime notizie sul paese

 

REPUBBLICA DEL SENEGAL

Capo di stato: Macky Sall

Capo di governo: Mohammed Dionne

Le autorità hanno continuato a limitare i diritti alla libertà d’espressione e di riunione pacifica. Le carceri sono rimaste sovraffollate. L’impunità è stata ancora motivo di preoccupazione, nonostante la condanna di alcuni poliziotti giudicati colpevoli di aver compiuto uccisioni illegali. Uomini e donne sono stati arrestati a causa del loro reale o percepito orientamento sessuale. Malgrado gli sforzi compiuti per ridurre il numero di bambini che chiedono l’elemosina per strada, è persistita l’impunità per i casi di sfruttamento e abuso di minori.

 CONTESTO

A maggio, la capitale Dakar ha ospitato le Camere straordinarie africane che hanno condannato all’ergastolo l’ex presidente del Ciad Hissène Habré, giudicandolo colpevole di crimini contro l’umanità, crimini di guerra e tortura, commessi in Ciad tra il 1982 e il 1990.

Con un referendum tenutosi a marzo, sono stati adottati alcuni emendamenti alla costituzione, tra cui uno che riduceva il mandato presidenziale a cinque anni.

 LIBERTÀ DI RIUNIONE

Le autorità hanno vietato manifestazioni pacifiche e arrestato dimostranti.

A ottobre, le forze di sicurezza hanno lanciato gas lacrimogeni per disperdere una manifestazione pacifica organizzata dall’opposizione. Il prefetto di Dakar ha giustificato la decisione d’imporre un percorso alternativo al corteo, sulla base di un decreto del 2011 che vietava qualsiasi raduno in determinate parti del centro della città.

 LIBERTÀ D’ESPRESSIONE

Giornalisti e artisti che avevano espresso il loro dissenso, anche attraverso il loro abbigliamento, sono stati sottoposti a intimidazioni, vessazioni e detenzione arbitraria.

A febbraio, Mamadou Mouth Bane, giornalista e presidente del movimento sociale Jubanti, è stato trattenuto per più di 12 ore presso il dipartimento indagini penali della polizia, per alcuni commenti ritenuti “sediziosi” rilasciati alla televisione, nel periodo precedente al referendum costituzionale. È stato successivamente rilasciato senza accusa.

A giugno, la rapper Ramatoulaye Diallo, conosciuta anche come Déesse Major (Dea maggiore), è stata trattenuta per tre giorni e accusata di aver “attentato al pudore” e “minacciato la morale pubblica”, per aver scelto un abbigliamento provocatorio in alcuni video postati sui social network. È stata rilasciata dopo che tutte le imputazioni a suo carico erano decadute.

Almeno due persone sono state sottoposte a fermo a Dakar per insulto alla religione.

 CONTROTERRORISMO E SICUREZZA

L’assemblea nazionale ha adottato un pacchetto di emendamenti al codice penale e al codice di procedura penale, che potrebbero essere utilizzati per soffocare il dissenso. Le modifiche fornivano una definizione ampia e vaga dei reati connessi al terrorismo, rendevano reato la produzione e divulgazione online di “materiale immorale” e conferivano alle autorità il potere di limitare l’accesso online a “contenuti illeciti”.

Gli emendamenti al codice di procedura penale costituivano una violazione del diritto alla libertà personale, in quanto estendevano a 12 giorni il periodo in cui una persona può essere detenuta prima di comparire davanti a un giudice, nei casi legati al terrorismo. Gli emendamenti inoltre minacciavano il diritto a un processo equo, in quanto non prevedevano l’accesso immediato a un avvocato nel momento in cui una persona veniva privata della libertà personale.

Le autorità hanno detenuto almeno 30 persone per reati in materia di terrorismo. Diversi detenuti hanno protestato per le modalità dell’arresto e per le condizioni di detenzione. Per citare un esempio, Imam Ndao, rimasto in detenzione preprocessuale per l’intero anno in quanto accusato di vari reati, tra cui “atti di terrorismo” e “apologia del terrorismo”, poteva uscire dalla sua cella soltanto per 30 minuti al giorno.

 CONDIZIONI CARCERARIE E DECESSI IN CUSTODIA

Gli istituti di pena del paese sono rimasti caratterizzati da condizioni di sovraffollamento. Il carcere di Rebeuss, a Dakar, ospitava 2.090 persone a fronte di una capacità massima di 1.600.

Durante l’anno, almeno sei persone sono decedute in custodia, incluso un agente penitenziario colpito mortalmente in una sparatoria durante una rivolta nel carcere di Rebeuss, a settembre, in cui sono rimaste ferite complessivamente altre 41 persone, compresi 14 agenti penitenziari.

 IMPUNITÀ

A seguito di lunghi procedimenti legali, sono stati compiuti passi avanti in quattro casi giudiziari riguardanti uccisioni illegali da parte delle forze di sicurezza. Tuttavia, nessun ufficiale di comando è stato chiamato in giudizio per non aver provveduto a impedire che i propri sottoposti facessero ricorso a un uso eccessivo della forza e nessuno è stato assicurato alla giustizia per le decine di altri casi di tortura, uccisioni illegali e decessi in custodia, commessi dal 2007.

A gennaio, l’autista del veicolo della polizia che aveva investito mortalmente lo studente Mamadou Diop, durante una manifestazione pacifica prima delle elezioni del 2012, è stato condannato a due anni di carcere e multato, per aver procurato “una lesione mortale” e “ferite aggravate dall’intenzionalità”. Il collega che lo affiancava alla guida del mezzo è stato condannato a tre mesi di reclusione per “non aver impedito un reato contro l’integrità fisica”. Il tribunale ha inoltre ordinato ai due poliziotti il pagamento di una somma a titolo di risarcimento ai familiari di Mamadou Diop.

A giugno, un poliziotto che aveva sparato a Bassirou Faye durante una manifestazione pacifica all’università di Cheikh Anta Diop di Dakar, ad agosto 2014, è stato giudicato colpevole di omicidio e condannato a 20 anni da trascorrere ai lavori forzati e al pagamento di un risarcimento alla famiglia della vittima.

A giugno, un poliziotto è stato condannato a due anni di reclusione in relazione all’uccisione di Ndiaga Ndiaye, conosciuto anche come Matar Ndiaye, morto dopo essere stato ferito a una gamba dagli agenti che gli avevano sparato durante un’operazione di polizia nel 2015.

A luglio, quattro poliziotti sono stati giudicati colpevoli dell’uccisione di Ibrahima Samb, risalente al 2013, e condannati a 10 anni ai lavori forzati. Ibrahima Samb era morto soffocato, dopo che gli agenti lo avevano chiuso a chiave nel bagagliaio di un’auto per oltre 16 ore.

 DISCRIMINAZIONE – ORIENTAMENTO SESSUALE

Almeno sette uomini e una donna sono stati detenuti in relazione al loro percepito orientamento sessuale.

A gennaio, la corte d’appello di Dakar ha assolto sette uomini dall’accusa di “atti contro natura”. Erano stati arrestati a luglio 2015 e ad agosto dello stesso anno erano stati condannati a 18 mesi di reclusione con sospensione della pena per 12 mesi.

 DIRITTI DEI MINORI

A luglio, il governo ha lanciato un’operazione che si proponeva di togliere i bambini dalle strade. Tuttavia, le autorità hanno continuato a non dare completa applicazione alle disposizioni contenute nella legislazione che sanzionano il reato di sfruttamento e abuso di minori e i casi di questo tipo indagati o perseguiti dalle autorità erano ancora pochi.

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