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REPUBBLICA ORIENTALE DELL’URUGUAY

Capo di stato e di governo: Tabaré Vázquez

Il ricorso a provvedimenti di custodia cautelare è stato diffuso. È persistita l’impunità per i crimini commessi in passato; i difensori dei diritti umani che indagavano su questo tipo di reati hanno ricevuto minacce di morte. Nelle aree rurali, le donne hanno incontrato ancora difficoltà di accesso ai servizi di salute sessuale e riproduttiva e l’esercizio dell’obiezione di coscienza tra gli operatori sanitari ha continuato a ostacolare l’accesso delle donne all’aborto legale.

CONTESTO

Il sistema di monitoraggio delle raccomandazioni (Sistema de monitoreo de recomendaciones – Simore), che da dicembre 2016 raccoglieva informazioni circa l’implementazione da parte dell’Uruguay delle raccomandazioni espresse dagli organismi internazionali, non disponeva ancora di un concreto meccanismo in grado di assicurare la partecipazione della società civile. Non aveva ancora trovato piena attuazione neppure la rete interistituzionale per l’elaborazione delle note informative e il monitoraggio dell’implementazione delle raccomandazioni e osservazioni in materia di diritti umani, istituita anche questa nel 2016.

DETENZIONE

L’istituto nazionale dei diritti umani, tramite il meccanismo nazionale per la prevenzione della tortura, ha continuato a documentare e denunciare violazioni dei diritti umani all’interno delle carceri, incluse condizioni di sovraffollamento e difficoltà d’accesso ai servizi sanitari e all’istruzione.

Provvedimenti di custodia cautelare hanno continuato a essere imposti nella maggior parte dei casi e spesso sono stati respinti gli ordini di rilascio con la condizionale in attesa del processo.

La proposta di emendamento al codice sui minori e gli adolescenti rischiava di far aumentare la percentuale dei casi giudiziari che prevedevano l’obbligo della custodia cautelare e di cancellare i termini di durata massima previsti dalla legge per questo tipo di detenzione, con gravi ripercussioni per i diritti dei minori detenuti all’interno del sistema penale minorile.

Le persone affette da disabilità psicosociale continuavano a essere trattenute contro la loro volontà e confinate in isolamento negli istituti psichiatrici.

DIRITTI ECONOMICI, SOCIALI E CULTURALI

Il Comitato delle Nazioni Unite sui diritti economici, sociali e culturali ha espresso una serie di raccomandazioni all’Uruguay, esortando tra l’altro le autorità del paese a intervenire per migliorare l’applicabilità diretta di questi diritti nel sistema giudiziario; a rafforzare la legislazione contro la discriminazione; ad adottare una normativa sulla salute mentale in linea con gli standard internazionali; ad approvare una nuova legislazione completa contro la violenza di genere; e a garantire il diritto al lavoro per le persone con disabilità.

IMPUNITÀ

A febbraio, difensori dei diritti umani che indagavano sulle violazioni dei diritti umani compiute durante il regime militare (1973-1985) hanno riferito di avere ricevuto minacce di morte; la provenienza di queste minacce non è stata indagata dalle autorità. A maggio, i difensori hanno formalizzato la loro denuncia durante un’audizione davanti alla Commissione interamericana dei diritti umani, alla quale tuttavia le autorità uruguayane non hanno partecipato.

Il gruppo di lavoro per la verità e la giustizia uruguayano, istituito nel 2015, non aveva ottenuto ancora risultati concreti nel garantire riparazione alle vittime dei crimini di diritto internazionale che erano stati commessi in passato.

A ottobre, la Corte suprema ha deciso che le prescrizioni applicate ai crimini contro l’umanità impedivano l’accesso delle vittime alla giustizia e la persecuzione dei sospettati di responsabilità penali.

DIRITTI DELLE PERSONE LESBICHE, GAY, BISESSUALI, TRANSGENDER E INTERSESSUATE

Nel paese continuava a mancare una linea politica esauriente contro la discriminazione, in grado di proteggere le persone Lgbti dalla violenza all’interno delle scuole e degli spazi pubblici e di assicurare loro l’accesso ai servizi di assistenza sanitaria.

VIOLENZA CONTRO DONNE E RAGAZZE

Secondo dati ufficiali, tra gennaio e novembre in Uruguay ci sono stati 27 casi di femminicidio. Le autorità non avevano ancora provveduto ad adottare e implementare una legge completa contro la violenza di genere, prevista dal piano d’azione dell’Uruguay sulla violenza di genere per il triennio 2016-2019.

DIRITTI SESSUALI E RIPRODUTTIVI

La mancanza di una chiara linea politica, in grado di assicurare l’accesso ai servizi sanitari nelle aree rurali del paese, ha continuato a limitare l’accesso ai servizi di salute sessuale e riproduttiva delle donne residenti in queste aree.

Le donne che intendevano ottenere un aborto continuavano a incontrare ostacoli a causa dell’assenza di una regolamentazione dell’obiezione di coscienza esercitata dai medici e da altro personale sanitario. Gli alti tassi di gravidanza tra le minorenni e le adolescenti erano in parte attribuibili alla mancanza di adeguati servizi di salute sessuale e riproduttiva e di strumenti d’informazione utili per prevenire gravidanze non pianificate.

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