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GEORGIA

Capo di stato: Giorgi Margvelashvili
Capo di governo: Giorgi Kvirikashvili

È continuata l’impunità per le violazioni dei diritti umani commesse dalle forze di sicurezza, rendendo evidente la necessità di un meccanismo d’indagine indipendente. Una vertenza giudiziaria su un canale televisivo vicino all’opposizione ha provocato timori sull’indipendenza della magistratura e sulla libertà degli organi d’informazione.

La recinzione lungo il confine de facto tra le regioni separatiste dell’Abkhazia e dell’Ossezia del Sud ha continuato ad avere un impatto negativo sui diritti economici e sociali dei residenti.

CONTESTO

A ottobre, il parlamento, composto in maggioranza dal partito al governo, Sogno georgiano, ha adottato una nuova costituzione. Esso ha rinviato al 2024 l’introduzione di un sistema elettorale totalmente proporzionale, che l’opposizione cercava di ottenere da molto tempo, e ha garantito che dal 2024 i mandati vinti da partiti politici che non riusciranno a superare la soglia elettorale saranno assegnati al partito vincitore. Secondo le nuove regole, dal 2020 non saranno più permessi raggruppamenti elettorali e, dopo il 2018, il presidente non sarà più eletto con voto popolare diretto.

A dicembre, il parlamento ha avviato un processo di modifica della costituzione per soddisfare alcune delle richieste dell’opposizione che erano state escluse dalla nuova costituzione.

I movimenti di estrema destra hanno organizzato marce xenofobe e omofobe nella capitale Tbilisi.

La moneta nazionale, il lari, ha continuato a svalutarsi, con un impatto negativo negli standard di vita.
A febbraio, i cittadini georgiani hanno ottenuto la possibilità di viaggiare senza bisogno di visti nell’area di Schengen, dopo che il governo ha messo in atto diverse importanti riforme istituzionali e legislative, richieste dall’Eu come precondizione.

IMPUNITÀ IN GEORGIA

È perdurata l’impunità per le violazioni dei diritti umani commesse dalle forze di sicurezza mentre il governo ha continuato a promettere un meccanismo d’indagine indipendente, senza però istituirlo. A giugno, al posto di un meccanismo d’indagine indipendente, il governo ha proposto un nuovo dipartimento annesso alla procura, con il mandato d’indagare sui presunti abusi commessi dai funzionari delle forze di sicurezza.

A giugno, due componenti del gruppo rap Birja Mafia sono stati arrestati per presunto possesso di stupefacenti e si sono svolte varie manifestazioni a loro sostegno. I musicisti arrestati hanno dichiarato che la polizia aveva nascosto su di loro della droga, per vendicarsi di un video apparso su YouTube che prendeva in giro un agente e hanno citato precedenti minacce ricevute dalla polizia, che chiedeva loro di eliminare il video da Internet. Le proteste hanno portato al loro rilascio su cauzione in attesa di processo. È stata avviata un’indagine in merito alle denunce dei musicisti relative agli abusi della polizia, che a fine anno era ancora in corso.

A giugno, il tribunale di prima istanza di Kutaisi ha prosciolto un agente di polizia accusato di “abuso di potere”. La presunta vittima, Demur Sturua, un ventiduenne residente a Dapnari, nella Georgia occidentale, si era suicidato l’8 agosto 2016.

Le prove dell’accusa comprendevano una lettera di Demur Sturua che addossava all’agente di polizia la responsabilità del suo suicidio, un referto dell’autopsia che confermava segni di maltrattamento, una registrazione video che mostrava l’agente mentre faceva salire Demur Sturua sulla sua automobile il giorno del suicidio e i tabulati di registrazioni telefoniche. Le Ngo hanno criticato la decisione del tribunale ritenendola infondata, alla luce delle prove. L’accusa ha presentato appello contro il proscioglimento.

MANCATO ACCERTAMENTO DELLE RESPONSABILITÀ IN GEORGIA

Il 29 maggio, il giornalista investigativo azero Afghan Mukhtarli, in esilio in Georgia, è sparito a Tbilisi ed è ricomparso il giorno successivo sotto la custodia ufficiale dell’Azerbaigian, falsamente accusato di attraversamento illegale del confine e di contrabbando di denaro. L’uomo ha raccontato al suo avvocato di essere stato rapito da uomini che parlavano in georgiano, alcuni dei quali indossavano uniformi della polizia criminale georgiana, e condotto oltre il confine.

Le autorità hanno negato il coinvolgimento di forze georgiane e hanno avviato un’indagine sulle denunce di Afghan Mukhtarli. Non è stato reso noto se l’indagine abbia prodotto risultati sostanziali; a fine anno l’uomo era ancora in carcere in Azerbaigian.

SISTEMA GIUDIZIARIO

È proseguita la controversia giudiziaria sulla proprietà della società di trasmissioni Rustavi 2, un canale televisivo vicino all’opposizione. Il 2 marzo, la Corte suprema ha stabilito il trasferimento della proprietà di Rustavi 2 TV ai precedenti co-proprietari, noti sostenitori del governo, confermando le precedenti sentenze del tribunale di prima istanza e della corte d’appello.

Ngo locali hanno espresso preoccupazione in merito alla possibile interferenza del governo nel procedimento giudiziario e hanno definito iniquo il processo. A marzo, la Corte europea dei diritti umani ha richiesto la sospensione dell’applicazione della sentenza della Corte suprema, fino a che non avesse esaminato il caso.

LIBERTÀ DI MOVIMENTO IN GEORGIA

Le forze russe e le autorità de facto delle regioni separatiste dell’Abkhazia e dell’Ossezia del Sud hanno continuato a limitare il movimento lungo il confine amministrativo, detenendo per brevi periodi e multando decine di persone per attraversamento “illegale” del confine.

L’aumento della recinzione lungo le linee del confine amministrativo ha continuato ad avere effetti negativi sui diritti dei residenti locali, compreso il diritto al lavoro, al cibo e a un adeguato standard di vita, a causa della mancata possibilità di accedere ai loro campi, frutteti e pascoli.

DIRITTI DELLE PERSONE LESBICHE, GAY, BISESSUALI, TRANSGENDER E INTERSESSUATE IN GEORGIA

La nuova costituzione ha ristretto la definizione di matrimonio, modificandola da “unione volontaria basata sulla parità tra i coniugi” a “unione tra un uomo e una donna”. Le coppie dello stesso sesso non sono state riconosciute legalmente.

Il 25 agosto, la polizia ha arrestato due attivisti Lgbti dopo un episodio violento in un locale notturno a Batumi, la seconda maggiore città del paese. Gli attivisti hanno chiesto perché loro sono stati oggetto di violenza, arrestati e accusati di “turbamento della quiete pubblica” e non i loro aggressori; hanno anche dichiarato di essere stati picchiati e insultati dalla polizia. È stata aperta un’indagine sulla loro denuncia, che a fine anno era ancora in corso.

RIFUGIATI E RICHIEDENTI ASILO IN GEORGIA

Il 24 maggio, Mustafa Çabuk, cittadino turco residente in Georgia dal 2002, è stato arrestato dopo che la sua domanda di asilo era stata respinta. È stato trattenuto sulla base di una richiesta di estradizione dalla Turchia secondo cui “sosteneva il terrorismo” e aveva legami con il movimento di Fethullah Gülen.

Se estradato in Turchia, Mustafa Çabuk sarebbe stato a rischio effettivo di tortura e maltrattamenti. La sua domanda per ottenere lo status di rifugiato in Georgia è stata respinta e sono stati presentati ricorsi contro la decisione. A fine anno, Mustafa Çabuk era ancora detenuto in attesa di estradizione.

DIRITTI DEI LAVORATORI IN GEORGIA

Nel corso dell’anno sono stati segnalati oltre una decina d’incidenti mortali sul lavoro, in particolare tra i minatori e gli operai edili. Rimaneva la necessità di regolamenti più rigorosi e di un effettivo controllo da parte di un’autorità indipendente di regolamentazione del lavoro.

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