Portogallo - Amnesty International Italia

REPUBBLICA PORTOGHESE

Capo di stato: Marcelo Rebelo de Sousa
Capo di governo: António Costa

Le condizioni abitative dei rom e delle persone di origine africana sono rimaste inadeguate. Il Portogallo ha ricollocato meno richiedenti asilo di quanti avrebbe dovuto secondo il programma di ricollocamento dell’Eu.

Il governo ha proposto leggi per rafforzare la protezione dei diritti delle persone transgender e intersessuate. Il parlamento ha rafforzato le tutele contro i discorsi d’odio e la discriminazione.

DIRITTO ALL’ALLOGGIO E SGOMBERI FORZATI NELLA REPUBBLICA PORTOGHESE

A febbraio, in occasione della pubblicazione del rapporto su una sua visita effettuata a dicembre 2016 nella capitale Lisbona e a Porto, la Relatrice speciale delle Nazioni Unite sul diritto all’alloggio adeguato ha sottolineato che molti rom e persone di origine africana vivevano in condizioni al di sotto degli standard e spesso erano discriminati nell’accesso a un alloggio adeguato.

La Relatrice ha sollecitato le autorità, tra le altre cose, ad affrontare prioritariamente il problema dell’alloggio inadeguato negli insediamenti informali e a garantire che sgomberi e demolizioni non rendessero le persone senzatetto e fossero effettuati conformemente agli standard internazionali.

A marzo, il Commissario del Consiglio d’Europa per i diritti umani ha visitato Lisbona e Torres Vedras; anch’egli ha espresso preoccupazione per gli insediamenti rom, definendoli al di sotto degli standard e spesso segregati, e ha chiesto che fossero sviluppati nuovi programmi di edilizia sociale per tutti i gruppi vulnerabili.

I residenti dell’insediamento informale di Bairro 6 de Maio, nel comune di Amadora, vicino a Lisbona, hanno temuto la demolizione delle loro case e lo sgombero forzato, senza poter avere accesso a procedure adeguate. Molti dei residenti erano di origine africana o rom.

TORTURA E ALTRI MALTRATTAMENTI NELLA REPUBBLICA PORTOGHESE

A luglio, il pubblico ministero della città di Amadora ha incriminato 18 agenti di polizia per il maltrattamento di sei uomini di origine africana, avvenuto a febbraio 2015 (le accuse contro uno degli agenti sono state ritirate a dicembre).

Gli agenti sono stati accusati di tortura, imprigionamento illegale, grave abuso di potere e altri reati aggravati dalla matrice razzista. A settembre, il giudice inquirente ha respinto la richiesta del pubblico ministero di sospendere gli agenti in attesa del processo.

DETENZIONE NELLA REPUBBLICA PORTOGHESE

A fine anno era ancora attesa la diffusione del rapporto del Comitato del Consiglio d’Europa per la prevenzione della tortura sulla sua visita in Portogallo, effettuata a settembre-ottobre 2016.

La visita si era concentrata sull’applicazione delle salvaguardie contro tortura e altri maltrattamenti delle persone in custodia, sulle condizioni di detenzione in prigione e in custodia preventiva e sulla situazione dei pazienti nelle unità di psichiatria forense.

RIFUGIATI E RICHIEDENTI ASILO NELLA REPUBBLICA PORTOGHESE

Il Portogallo ha ricollocato 1.518 richiedenti asilo provenienti da Grecia e Italia e aveva ancora oltre 1.400 posti disponibili, secondo l’impegno che aveva assunto ai sensi del programma di ricollocazione dell’Eu. Tuttavia le autorità hanno riferito che dei 1.507 ricollocati, oltre 720 persone avevano lasciato il paese entro la fine dell’anno.

DIRITTI DELLE PERSONE LESBICHE, GAY, BISESSUALI, TRANSGENDER E INTERSESSUATE NELLA REPUBBLICA PORTOGHESE

Ad aprile è stato presentato al parlamento un progetto di legge, appoggiato dal governo, che aveva lo scopo di adeguare la protezione dei diritti delle persone Lgbti agli standard internazionali. A fine anno, il progetto di legge era in corso d’esame.

Questo proponeva di eliminare il requisito delle valutazioni psicologiche e introduceva il requisito del consenso esplicito per qualunque trattamento medico mirato a determinare il genere delle persone intersessuate, compresi i minori.

DISCRIMINAZIONE NELLA REPUBBLICA PORTOGHESE

Ad agosto, il parlamento ha approvato alcune norme che rafforzavano la tutela dalla discriminazione. Il codice penale è stato modificato per includere anche l’origine e la disabilità fisica e mentale tra i motivi di responsabilità penale per una condotta discriminatoria. È stato anche introdotto un reato specifico d’incitamento all’odio e alla violenza per motivi discriminatori.

VIOLENZA CONTRO LE DONNE NELLA REPUBBLICA PORTOGHESE

A ottobre, la corte d’appello di Porto ha confermato la condanna con sospensione della pena di due uomini riconosciuti colpevoli, nel 2015, di aggressione nei confronti di una donna. L’ex compagno della donna l’aveva rapita e l’ex marito l’aveva picchiata con una mazza chiodata. I giudici hanno giustificato la loro decisione facendo riferimento a credenze religiose e stereotipi di genere, affermando che “l’adulterio della donna era un attacco molto grave all’onore e alla dignità di un uomo”.

A dicembre, il Consiglio superiore della magistratura ha aperto un procedimento disciplinare, che a fine anno era ancora in corso, contro i due giudici responsabili della sentenza.

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